''Sì allo sciopero, ma salviamo almeno il G.P.Mangelli''
Caro Direttore, un appassionato che si firma "Mancio", facendo intuire la fede interista ma anche la simpatia per Roberto Mancini non contaminata dall'avvento sulla panchina nerazzurra dello Special One, ha recapitato sulla nostra casella di posta una mail in cui si propone: "L'ippica ha ragione di protestare perchè in una logica di ridistribuzione di quello che produce ha un ritorno piccolo di risorse. Secondo me dovrebbe interrompere la protesta per un giorno e consentire la disputa il Gran Premio Orsi Mangelli del 1 novembre. Far svolgere all'ippodromo di San Siro quella giornata con i grandi campioni del trotto mondiale, proponendo con questo evento da Champions League il suo vestito piu' bello e chiedendo alla Rai di trasmetterlo in diretta. Un modo per dire a tutta Italia: amici, l'ippica è questa. Sport, spettacolo, emozione".
Ho chiesto a Pierluigi D'Angelo, coordinatore del Comitato di Crisi, di rispondere all'amico lettore: "E’ una proposta innovativa ma difficilmente praticabile. L'Unire non paga i premi da luglio e questo è insostenibile per i tanti che si alzano al mattino alle cinque e lavorano attorno ai cavalli. Dichiarare i partenti per il Mangelli e interrompere la protesta per un giorno sarebbe un boccone assai difficile da digerire per questa base di operatori che il Mangelli e le altre grandi corse le vedono in televisione. Il lettore ha colto un aspetto, comunque, importante: l'esigenza dell'ippica, priva di sponsor che attirino i network televisivi, di avere una visibilità. E' per questo che vorrei ringraziarlo per aver dato considerazione all'ippica e alla sua protesta".
PAOLO ALLEGRI


























