Palermo, il 17 dicembre il Natale più bello del trotto
L'ippodromo di Palermo non è ancora tornato ai fasti che meriterebbe guardando alla passione delle sue genti ma se non altro lo scorso anno è tornato attivo e con il valore aggiunto di essere rinato dopo una chiusura "per mafia".
Francesco Ruffo della Scaletta, appassionato capitano per la componente ippica e punto di riferimento esperto, competente e capace anche nei cosiddetti rapporti diplomatici, è poi riuscito ad organizzare per il 17 dicembre una giornata -con il convegno di corse e altre iniziative- davvero speciale, quasi ad indicare la strada per il futuro, quando La Favorita potrà riavere le luci d'estate, i paddock per i cavalli stanziali e tutte le attrattive e i servizi per gli operatori ed il variegato pubblico, formato da appassionati, famiglie e turisti.
La "magata" di Ruffo e dello staff dell'ippodromo, con in prima fila il responsabile marketing Alessandro Martello è riuscita grazie all'intelligente coinvolgimento -e alla sintesi- di diverse realtà: da quelle cittadine, con il Comune, il Sindaco Roberto Lagalla e la giunta scesi in campo, cioè "in pista" anche per la conferenza stampa (proprio in Comune) di presentazione fissata per il pomeriggio del 15, a quella tecnica, con il Gran Premio Mediterraneo, ultimo appuntamento di gruppo per i trottatori di 3 anni, a quella amatoriale, con le finali -anche grazie alla sensibilità, alla visione e alle aperture del Presidente Federnat Maurizio Biasuzzi- del Campionato italiano dei gentlemen e delle amazzoni e con le "STELLE DI NATALE", sfida ippico-benefica itinerante del Circuito delle Stelle giunta alla 12ma edizione, la prima in assoluto ad approdare in Sicilia.
E se le Stelle hanno come motto "Darsi all'ippica può far bene" (a Palermo si correrà per l'Associazione Spia, onlus che si occupa della cura e del sostegno ai bambini oncologici e alle loro famiglie), si può scrivere a pieno titolo che la kermesse di Palermo si muove nella direzione giusta, quella di promuovere la passione e l'immagine, la bellezza dei cavalli e del loro sport anche presso "target" diversi e nuovi potenziali "clienti".
"Verissimo -spiega il popolare giornalista televisivo Federico Mastria- tanto che anche i media scelgono di seguire e rilanciare ippica ed equitazione quando si tratta di raccontare le straordinarie storie, tra le più recenti quelle di Tiger Allez o di Primavera As ma anche quella un po' gossip tra Filippo Bologni e la modella amazzone Gessica Notaro, che i cavalli ed il loro mondo regalano ma che il trotto stesso, chiuso com'è in un ghetto autoreferenziale, ha colpevolmente smesso di esaltare e proporre".
Con iniziative come queste più facile anche "intercettare" sponsor e, per Palermo, oltre ai partner istituzionali sono già arrivate le adesioni di due attività locali (il Car Wash di Paolo Vassallo e l'ottica dell'appassionato gentleman Ivan Grasso) e della lombarda CGM Elettromeccanica guidata dalla famiglia Cortellazzi, con in pista tra le Stelle il proprietario ed allevatore Gianluca, di recente vincitore a Modena e quarto nella finale del Campionato 2022 dominata da Paolo Chiari, anche lui con in tasca il pass per La Favorita.
Nelle "STELLE DI NATALE" in pista anche tre donne (la straordinaria cantante Petra Magoni, l'attrice, scrittrice, editrice e discografica Elisa Alloro ed Alessandra Verga, addirittura titolare di un centro di allenamento, quello di Nosate, fondato da suo nonno e Sergio Brighenti) madri e professioniste di successo, con in comune la grandissima passione per i cavalli.
"Gareggiamo senza frusta -spiega l'Alloro- per rispetto ed amore verso i cavalli ma anche per una scelta di immagine che poi è sostanza se si vuole stare al passo con le sensibilità delle nuove generazioni. E ci mettiamo in gioco volentieri per beneficenza e per sport, perché sport deve tornare a essere, per divertire e divertirci, in amicizia. Poi certo in corsa siamo tutti avversari, ma prima e dopo si scherza insieme e ci si sfotte anche, tanto che le nostre spedizioni, come questa di Palermo, somigliano alle famose zingarate di Amici Miei e noi, in sulky, ricordiamo 'i ritagli' e 'le mandrakate' di Febbre da Cavallo".
Molto "gustosa" l'idea di affidare la telecronaca (qualche "simpatica" intervista e un po' di animazione negli stand della onlus) al cabarettista Ivan "Suki" Fiore, tanto apprezzato anche sul web e già protagonista a Zelig ma, soprattutto, con il pubblico sicilano che stravede per la sua ironia mai volgare.
L'Onorevole Cesare Ercole è un po' il decano, nel gruppo di Palermo, di quella che lui stesso definisce 'l'ippica del cuore': "Da appassionato sono felice della gara alla Favorita e, da medico, della scelta del partner benefico e della causa, in aiuto ai bambini malati, in una struttura che ha posto le prime basi all'interno dell'Ospedale Civico di Palermo. Del resto quand'ero in Commissione Sanità sono stato più volte in Sicilia per valutazioni, ispezioni ed aiuti alle strutture dell'isola. Tanti anche i ricordi dell'ippodromo, con un campione come Tinak Mo che seppe vincere a Palermo ma anche il Derby a Roma e a Montegiorgio battè addirittura Fan Idole, la ballerina rivale di Varenne e con le grandi sfide seguite emotivamente in tutta Italia, con il grande pathos in attesa di stabilire se Galdiolo avesse rotto prima o dopo il palo nel Mediterraneo del 1975".
Altra sottolineatura della passione palermitana per il trotto arriva da Roberto Mazzucato: "Ho dei ricordi fantastici, con le vittorie da allevatore di Santiago King nel Mediterraneo e di Delores King nel Trinacria ma anche e soprattutto con quella, da proprietario, di Capital Idea e Giancarlo Baldi. Eravamo convinti di poter colpire con Trustworthy e Lorenzo subito in errore allo stacco e pensai la spedizione si sarebbe risolta in un buco nell'acqua, invece, appena Capital spostò fece il vuoto e si andò a vincere per dispersione. C'era il pubblico delle grandi occasioni e in premiazione venni letteralmente sommerso da una cinquantina di bambini festanti ed entusiasti. Belle cose, come bella e speciale è proprio la storia di Capital Idea e di come lo acquistammo, in America".
"Con il giovane Lorenzo Baldi, il lanciatissimo Montipò, Angelo Cardin come intermediario e in squadra perfino Andrea Bocelli, grande amico di Montipò e appassionatissimo di cavalli, andammo dagli Antonacci perché ci vendessero Lindy's Lane. Il patriarca era quasi convinto ma il figlio pose un veto insuperabile. Ci proposero Big Victory, altro super campione ma reduce da grave infortunio e un po' spompato, spremuto; in più il prezzo era decisamente elevato, cosa che onestamente entusiasmava Fulvio Montipò ma non certo me e lo stesso Cardin fu perplesso. Anzi, per non tornare a mani vuote ci consigliò di prendere Capital Idea, che venne con noi in Italia per pochi spiccioli. E ci regalò il trionfo in quel Gran Premio davanti a migliaia di persone. Un po' a sorpresa e forse proprio per quello ancora più bello"...
Cultura e fascino di un ambiente, quello del trotto, in Italia ridotto ai minimi termini (non tanto come risultati grazie alle linee di sangue conquistate negli anni d'oro) per colpa, oltre che dell'autoreferenzialità, di un assistenzialismo che oltretutto non assiste nessuno -men che meno i cavalli, specialmente i più anziani- se non qualche approfittatore, alcuni loro amici e gli amici degli amici.
Certo, i tempi sono cambiati, ma le potenzialità per un rilancio ci sarebbero ancora, rimettendo al centro del progetto i cavalli, arma pacifica di seduzione di massa. Serve un approccio manageriale, servono riforme e piani industriali. E servirebbe saper prendere esempio -in qualche caso copiare spudoratamente- dai Paesi dove lo sport dei cavalli, muove passioni e interesse tra i cittadini producendo attivo e posti di lavoro. Anche dal passato, da storie di successo e di meraviglia come quella raccontata da Mazzucato. E come quella dell'ippodromo di Palermo. Per guardare al futuro e farsi belli, credibili, spendibili, migliori...



























