Niipponici all' orizzonte ma la copertina è tutta per Giavellotto , lancio record
Guarda tu se alla mia età e con il classico, scaramantico, piede nella fossa mi tocca andare a lezione di Giapponese, proprio io che comprendo a malapena , molto male, l’inglese. Eh si, qui davvero forse questa volta ci siamo, nel senso che , dopo tantissimi tentativi che si sono infranti su palo di arrivo ( iconica Solemia che stampa Orfevre ) sta a vedere che forse, chissà , magari, eventualmente nel pomeriggio di domenica 5 ottobre ci capiterà di ascoltare finalmente l’inno nazionale nipponico.
Come dove ! A Longchamp e al termine dell’Arco di Trionfo. Da un pochino la strategia di approccio alla corsa faro del turf mondiale, non segue dibattito, prevede , in parte, che alcuni potenziali pretendenti alla vittoria giapponesi si europeizzino per tempo. Dai e dai forse il traguardo si potrebbe avvicinare.
In primo luogo perché , diciamo per comodità, da inizio secolo il Turf del sol levante è stato capace di raggiungere una dimensione qualitativa sbalorditiva e, dopo aver consolidato i “meccanismi” colti in patria ( questa la prima chiave del successo, la stessa di quando succedeva a noi) ha iniziato a vincere anche fuori , eccome. Manca l’ultimo assalto alla roccaforte della tradizione del Turf , Parigi. Dopo di che si attraverserà la manica per chiudere il cerchio.
E’ l’unica guerra che ci può piacere perché, per fortuna , non è una guerra ma meravigliosa competizione di cultura ippica. Beh e allora ? Allora , quest’anno abbiamo visto due cavalli che in estate hanno lasciato un segno , “marinelliano” , ( Luca in Non Essere Cattivo, un cult ) e quindi esigono la massima attenzione.
L’ultimo domenica nella prova generale, beh una delle prove generali , in quel pomeriggio fantastico che tutti aspettiamo quasi con la stessa ansia del 5 ottobre. Il giorno dei trials al Bois de Boulogne. Forza segnatevi questo nome : Byzantine Dream e non fate finta di averlo sempre seguito. E’ il quattro anni figlio di Epiphaneia che è uscito dal cilindro dei 2400 del Foy, canonica limatura verso l’Arco.
D’accordo mezza lunghezza non è un abisso , in Francia è comunque segnale, e poi di quelli che ha dietro magari non ce ne sono da marcatore. D’accordo ma intanto è lui che ha vinto e poi , dai, Sosie è un bel metro di paragone : quarto lo scorso anno ( Arc ovviamente), primo in primavera in Ganay e Ispahan, insomma ti da linea eccome. Terzo è Almaqam che in maggio , bene o male, non si sa come ma comunque è stato davanti ad Ombudsman. Poi ecco Los Angeles uno che quest’anno ha sempre vinto la Cup ( tranquilli 2000 e dintorni) in maggio al Curragh e via via tutti gli altri capeggiati da Iresine.
Allora è un trial che conta ? Quasi diciamo , portiamo comunque rispetto. Abbiamo detto due , chi è l’altro nipponico ? Colui che il 16 agosto aveva “piallato” Cualificar che ieri si è messo in tasca il Nieil, il passi per i tre anni ovviamente sempre sui 2400. La solita corta incollatura transalpina ma con molto in mano , occhio che ha dovuto risolvere problemi di traffico modello Roma tangenziale olimpica.
Il nipponico che lo aveva lasciato a quasi quattro lunghezze, enormità, si chiama Alohi Alii, ovviamente tre anni. Ecco perché , anche se costano cari, conviene prenotare un corso intensivo di lingua giapponese. Attenti, abbiamo linea contorta ma linea. Seguite bene : il secondo di Cualificar è Bay City Roller che era sesto a York sui 1800 quando il secondo era Almaqam, quello che avete letto poco sopra.
Come leggere questa linea spetta a voi. Comunque piano perché l’Arco è l’Arco e nulla è mai scontato. Infatti , forse lo strillo più solido di ieri potrebbe essere quello di Aventure , la anziana da Sea The Stars che lo scorso anno ha seguito due volte Bluestocking ( Arco e Vermeille) e intanto ora si è messa in tasca e bene il Vermeille e si prenota per il 5 ottobre.
Chiosa : flop di Whirl pericoloso per tutta la catena di montaggio aidiniana e buon posto d’onore di Gezora che da spessore alla corsa. Le altre considerazioni siano le vostre altrimenti qui facciamo notte. Invece dobbiamo dire del Moulin , certo che i miler hanno davvero sequenza intensa ed elitaria. Se un tre anni batte i vecchi è sempre un segnale : Sahlan completa la sua maturazione , passaggio di età estivo, e mette in fila il sempre atteso Rosallion , The Lyon in Winter con flop del compagno Matisse ( giornataccia, troppo, padre Aidan troverà spiegazioni) .
Qui chi , come noi, è medaglia d’oro di arrampicata sugli specchi insaponati, esulta : Sahlan , in agosto nel Daphnis aveva battuto il nostro Ciaran, ieri piazzato anche a Velifendi, che era il secondo del Vittadini dietro Interstellar ed è allenato, gioia, da Maurizio Guarnieri. Vi pare poco… beh avremmo anche finito.
Finito ? Manca la notizia dell’anno e qui non serve arrampicarsi sugli specchi perché è solare. Un fantastico Giavellotto sconfigge e pure bene , dopo una certa bagarre, Kalpana sui 2400 delle September e sul polytrack. Dico, Kalpana che era la favorita al betting dell’Arco, la seconda delle King.
Il nostro vecchione ( Marco Botti straordinario nella gestione, giù il cappello e in piedi) è orgoglio del nostro stud, ah la passione di casa Franchini , stupenda perchè transita le due generazioni. Il nostro allevamento continua a dare segnali pazzeschi di altissima cultura, guai a non supportarlo. E’ la base di tutto. Amen.
Si va a Parigi ? Tentazione unica ma il suo traguardo sarebbe bis in Hong Kong. Intanto godiamo poi lasciamo fare a loro. E allora Rage of Bamby allevata da Teodora Giorgi alle Capannacce ? Ancora una corsa super in gruppo uno ad Haydock. Per me sono sempre le Vernon sui 1200. Big Mojo bene ma la nostra in un fazzoletto quarta risucchiata dal secondo nel finalissimo. Chapeau.
Viva l’allevamento italiano sempre , forza Isabella. Altro ? Geography e Best Lighting primo e quarto in gruppo due sul miglio a Baden Bade e li consociamo bene. Nel gran premio sui 2400 bentornato Goliath, ci voleva dai, è un campione vero. Gioiamo , si ma anche per il terzo di Straight , bello liscio per bissare a san Siro e comunque anche qui linea , buttala via. Ah, potremmo star qui per ore a chiaccherare insieme ma si è fatta una “certa” come diciamo a Roma, meglio fare punto e in alto i calici , sempre….




























