La storia/ Vernissage Grif risplende nella sua vita all'aperto a Vigone
La meraviglia delle Alpi innevate che coronano Torino. Quello sfondo ti accompagna nel viaggio, soltanto trentasette chilometri, che porta a Vigone. L’indirizzo è quello dell’Allevamento Il Grifone, dai Brischetto, Roberto e il figlio Jacopo. E’ qui, da maggio 2025, la maison che ospita il campione del trotto Vernissage Grif, sauro volante figlio dell’immenso Varenne. Volante perché il 10 marzo del ‘24 volò il miglio sulla pista di Cagnes Sur Mer a media di 1.08.1, record europeo.
Storia del Criterium Vitesse che vide il biondo guidato e allenato da Alessandro Gocciadoro sfrecciare sul tracciato che scorre accanto al lungomare, quel boulevard John Fitzgerald Kennedy che, a due passi da Nizza, è una delle cartoline iconiche della Costa Azzurra. Atmosfere da 'Tenera E' La Notte', il capolavoro di Francis Scott Fitzgerald, impareggiabile nel descrivere quegli americani in vacanza degli anni Venti, tormentati tra ambizioni, matrimoni in crisi e passioni.
E’ un posto bello e curato l’allevamento Il Grifone. Negli anni Duemila è stato meta di un pellegrinaggio da tutto il mondo di appassionati del trotto, qui c’era Varenne. I sogni scrivono le storie, una frase scritta a pennarello su uno striscione da un tifoso in uno stadio e ripresa dalle tv. Calza a pennello anche per questo palcoscenico, perché un figlio del Capitano, ma dal mantello sauro e balzano, oggi, in questo febbraio che alterna giornate di pioggia a dolci tepori che annunciano la primavera, scorrazza libero e felice nel suo paddock.
“Vernissage – ci dice Roberto Brischetto, patron della struttura – vive praticamente all’aria aperta, anche di notte. Per lui abbiamo fatto una scelta, non tenere altri stalloni. In passato ne abbiamo avuti diversi e per più stagioni di monta. Oggi lui è il re del territorio e il cavallo che vedete si è calmato molto rispetto a quello che conoscevamo durante la sua carriera agonistica”.
E’ stato un cavallo molto amato Vernissage. Quando vinse il suo primo Lotteria, dalla tribuna di Agnano si levò un boato che sembrava quello del San Paolo ad un gol di Maradona. E anche in altre ‘patrie’ trottofile come Montecatini e Cesena, dove ha spesso incantato con performance superbe nel Gran Premio di Ferragosto al Sesana e nel Campionato Europeo al Savio, anche adesso che Vernissage non corre più si chiedono e si cercano sui social immagini e notizie del biondo che ha acceso l’immaginario collettivo anche per qualche ‘mattana’ attorno e durante le sue corse.
Quasi sempre ha vinto, qualche volta quando ha deluso ha lasciato l’amaro nel cuore. Ma l’affetto a torno a lui non è mai mancato. Lo si riversava di tenerezza e di cura, di garbo, da parte della proprietà, del team di Noceto e della ‘torcida’ in tutti gli ippodromi. I fotografi, da Rosellini a Ravenna, hanno consumato rollini per istantanee mai banali. E artiste come Giada Gaiotto hanno riversato il loro talento, il loro sguardo speciale per immortalarlo in quadri dai cromatismi e dalle forme incantate.
Scorci di bellezza che adesso questo cavallo che si muove con eleganza ed esuberanza allo stesso tempo ha davanti ai suoi occhi, su quei prati dove le Alpi innevate sullo sfondo ti accompagnano ancora come qualche riga di Pavese che dentro alla letteratura metteva l’anima. Ad inizio anno qui a Vigone è nato un puledrino figlio di Vernissage Grif con madre Annetta Effe, una sorella della campionessa Island Effe. “Vernissage – conclude Roberto Brischetto – da cavalli morfologicamente molto belli. Ma finora ha dato pochi sauri. Questo puledrino gli assomiglia molto, anche per essere balzano come il figlio di Varenne e Dalia Grif”. Già, Dalia, che un mattino la vedemmo quasi impazzire alla vista di uno stallone non lontano dal suo paddock. Era all’alba della sua carriera da madre e Brischetto senior ci disse: “Dalia Grif diventerà una grande fattrice”. Suo figlio Jacopo, che guida nelle corse gentlemen, ha acquistato l’acquerello su carta che accompagna questo suo articolo e per la cui concessione ringraziamo sia la pittrice Giada Gaiotto e la famiglia Brischetto. Che con cordialità ci ha dedicato tempo per raccontarci questa storia.





















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