Incontro tecnico sul cavallo siciliano e sul sistema cavallo della Sicilia.
Presso il Chiosi Resort di Corleone, venerdì 5 dicembre si è tenuto un incontro tecnico tra allevatori di cavalli siciliani e vari portatori d'interesse del Sistema Cavallo della Sicilia. Gli interventi sono stati introdotti da Luca Gazzara.
Francesco Russo, presidente dell'ARACS (Associazione Regionale Allevatori Cavallo Siciliano), ha introdotto i lavori con un breve riepilogo del lavoro svoltosi dal riconoscimento della razza dello scorso anno in poi, ribadendo come stiano funzionando le sinergie e le collaborazione con gli enti regionali, in particolare con l'Istituto di Incremento Ippico, il comune di Corleone e gli altri comuni con i quali l'associazione sta firmando dei protocolli d'intesa che vedono il Siciliano non solo una realtà zootecnica, ma anche un vero e proprio brand e testimonial che può favorire la promozione e lo sviluppo del territorio di tutto il corleonese e non solo. Ha ribadito l'importanza che rivestono Ficuzza e Ambelia, rispettivamente per la Sicilia occidentale e quella orientale, come volano per favorire la crescita del Sistema Cavallo Siciliano, grazie a eventi, manifestazioni, competizioni e momenti di formazione da svolgersi in tali sedi.
Il Sindaco della città, Walter Ra, ha ribadito l'impegno del Comune a supportare lo sviluppo del cavallo Siciliano, annunciando che all'inizio del nuovo anno saranno lanciate importanti iniziative concrete per promuovere e far crescere il territorio corleonese, che si stanno sviluppando nell'ambito di una seria programmazione temporale già in atto.
L'Assessore all'ambiente del Comune di Piana degli Albanesi ha fatto conoscere l'esistenza di un loro progetto volto al miglioramento della viabilità rurale del loro territorio, asfaltata e non, come elemento di sviluppo pratico e autentico, indispensabile per facilitare il lavoro di chi opera in agricoltura, zootecnia e nel turismo lento a cavallo, a piedi, con gli asini.
A rappresentare la Regione Sicilia hanno partecipato l'Istituto Zootecnico, con Giuseppe Vella, e l'Istituto d'Incremento Ippico, con il direttore Michele Bentivegna, che, nei rispettivi ambiti scientifici e operativi, hanno sempre sostenuto lo sviluppo delle razze autoctone siciliane. I rappresentanti hanno ribadito il loro impegno in questa fase cruciale. Michele Bentivegna, in particolare, ha annunciato corsi specifici organizzati dall'Istituto d'Incremento Ippico in collaborazione con l'Università di Messina, la F.I.S.E., l'A.R.A.C.S. e la Sica Onlus (Società Italiana del Cavallo e dell'Ambiente Onlus) per formare alcune figure professionali dell'ambito equestre, relative all'allevamento e al turismo. Ha annunciato che il censimento dei soggetti di Siciliano ha già superato 500 capi e che, nel corso del 2026, si prevede che si concluda con il riconoscimento di un migliaio di soggetti.
Giuseppe Scalisi, della Coldiretti, anche lui allevatore, ha rimarcato quanto sia importante formare "nuovi" giovani allevatori, avvicinando le nuove generazioni alla zootecnia, così da offrire loro la possibilità di formarsi in quegli ambiti, scegliendoli come futura attività lavorativa qualificata.
Gaetano Nola ha elencato le diverse fasi temporali di sviluppo del suo agriturismo di Mussomeli, un esempio virtuoso di una programmazione e di una diversificazione che, nel corso degli anni, gli permettono di offrire nella sua struttura, oltre alle classiche attività di ristorazione e di camere, anche tutta una serie di servizi qualificati nei settori del turismo equestre, dello sport e della ricreazione con un maneggio con cavalli sanfratellani, campo di padel, piscine coperta e esterna, pet therapy e attività con i bambini. Ha raggiunto questi risultati d'eccellenza credendo in sé stesso, in ciò che intendeva raggiungere e nel proprio territorio. Ha aggiunto che oggi gli imprenditori devono potersi avvalere della collaborazione di enti locali che sappiano guardare, anche loro, a programmi non legati soltanto all'ottenimento del consenso istantaneo, ma a risultati duraturi.
L'ippologo Vincenzo Allegra ha elencato alcune delle sue esperienze in ambito formativo equestre, svolte in passato con la FISE e l'ANTE e durante la fase iniziale dell'associazionismo del settore della biodiversità animale equina. Il cavallo, la natura, la cultura del territorio, i beni culturali e l'enogastronomia permettono di sviluppare nei territori una serie di programmi di sviluppo che, come nelle sue esperienze, funzionano e generano occupazione ed economia. Ha quindi dissertato da un punto di vista ippologico sul cavallo Siciliano e sulle sue caratteristiche peculiari fisiche e morali che, sin dal Rinascimento, sono state riconosciute anche nelle corti italiane del tempo.
Il giornalista equestre Franco Barbagallo, che ha seguito dagli anni '80 in poi le vicissitudini delle razze equine siciliane, ha evidenziato quanto sia oggi essenziale, a differenza di un passato quasi tutto da dimenticare caratterizzato da lotte interne senza fine, "fare sistema" fra i tanti soggetti della Sicilia equestre. Inoltre ha specificato che l'indispensabile formazione degli addetti deve essere svolta seguendo quelli che sono i risultati e le indicazioni che provengono dal mondo della ricerca scientifica che, in particolare a partire dagli ultimi anni, sforna a livello mondiale, soprattutto grazie all'ISES (Società Internazionale di Studi Equini), tutta una serie di ricerche scientifiche nel settore del benessere animale equino che in breve tempo hanno già cambiato e cambieranno ancora di più nell'immediato futuro quella che viene definita l'Industria del cavallo. Un esempio saranno le prossime Olimpiadi, grazie alle nuove norme emanate dalla FEI in occasione dei giochi, che regolamenteranno in futuro molti aspetti degli sport equestri, dell'addestramento e dell'organizzazione di maneggi e centri equestri, che dovranno anch’essi mettere al primo posto il benessere animale.
Rodolfo Lorenzini, Presidente della S.I.C.A onlus, ha precisato come in altri paesi come la Spagna e il Portogallo, da lui appena visitati, hanno saputo rendere il loro Sistema Cavallo un volano economico estremamente importante, raggiungendo ultimamente persino mercati non tradizionali come la Cina e gli Emirati, dimostrando che il mestiere dell'allevatore non può essere sostenuto soprattutto dalla "passione", come di fatto ancora avviene da noi in Sicilia, ma da scelte strategiche allevatoriali ed economiche che tendano, come hanno fatto loro, a creare un Sistema cavallo comprensivo delle tante e diverse realtà allevatoriali esistenti sul territorio in termini di razze e di impieghi. La Sicilia, con le sue tre razze, ha enormi potenzialità inespresse e deve seguire quell'esempio se vuole uscire dalla "passione" per fare vera "economia" attraverso tre parole: risorsa genetica, popolazione e razza.
Ha portato, ad esempio, ancora la Spagna, dove "il cavallo spagnolo moderno è stato selezionato anche per la sua elevata facilità di gestione, che è il frutto di un'attenta selezione che vede i soggetti scartati venduti e svenduti nei mercati più vari (compreso quello italiano) per vendere al meglio nei mercati più ricchi. Ciò si ottiene creando un sistema, una filiera che, grazie anche all'aiuto e al sostegno degli allevatori da parte delle istituzioni preposte, trasformi i cavalli di tutte e tre le razze siciliane da meri prodotti zootecnici in prodotti di mercato. Ciò si può raggiungere solo se vi sarà un vero dialogo fra le istituzioni e gli allevatori, perché la Sicilia ha tutte le possibilità di farlo, ma è indispensabile che si instauri un vero coordinamento, fin qui quasi inesistente."Il virgolettato, a nostro avviso, riassume il concetto di base più importante su cui lavorare per garantire un futuro ai cavalli siciliani.
Felicia Sciortino, presidente della A.R.E.A.S. (Associazione Razze Equine e Asinine Siciliane), e allevatrice di cavalli Sanfratellani da tre generazioni, concordando pienamente con Lorenzini, aveva già deciso di chiedere espressamente l'organizzazione di un tavolo tecnico specifico sul Sanfratellano, per avere dati certi sulla base dei quali poter operare delle scelte allevatoriali con il preciso scopo di avviare i soggetti di questa razza a diventare un prodotto che abbia un vero mercato che non sia marginale. Ha dichiarato la ferma volontà della sua Associazione di fare sistema, come dimostrato dalla sua presenza all'assemblea.
Nino Salerno, allevatore di Siciliano, ha apprezzato i contenuti della riunione, volti a conferire concretezza e a risolvere praticamente le problematiche. Ha presentato la sua esperienza personale con un suo giovane cavallo Siciliano che ha conseguito eccellenti risultati nel dressage e ha posto l'attenzione su alcuni problemi esistenti, ad esempio quelli relativi alle stazioni di monta private, dichiarando la massima disponibilità a fare sistema.
È stato presentato anche il video della gara che ha consacrato campioni italiani di monta da lavoro per i cavalli di 4 anni esordianti: il Siciliano Minastirit Siculo della Rocca, montato da Susy Calafiore, amazzone di soli 19 anni, con un carnet di risultati in Italia e all'estero da veterana. Ha brevemente raccontato le sue esperienze con i cavalli siciliani che suo padre Vito e lei hanno portato alla vittoria.
Questo incontro può essere il primo passo di un percorso virtuoso, in cui vengano finalmente messi da parte il personalismo, il verticismo istituzionale e l'egocentrismo che da sempre hanno caratterizzato il mondo allevatoriale equino della Sicilia. Cavalli Sanfratellani, Siciliani e Purosangue Orientali sono sulla stessa barca: è ora che salgano a bordo anche tutti gli allevatori che… intendano sopravvivere.
Foto Aracs.























.jpg)




