Hippogroup Capannelle, guerra con il Campidoglio
Comunicato di Hippogroup Roma Capannelle- "Registriamo con disagio il comunicato del 28 agosto u.s. dell’Assessore allo Sport di Roma Capitale che, a tempo scaduto, chiede il rispetto di accordi che non esistono per salvaguardare i livelli occupazionali nel settore ippico. Attribuiamo l’affermazione ad un probabile gap di informazioni interne, tra lo stesso Assessore e gli uffici preposti. Pur nell’imbarazzo diriscontrare tale residuale atteggiamento rispetto ai gravissimi problemi connessi all’attività ippica, non solo romana ma dell’intero panorama nazionale, e nel rispetto del dramma umano che riguarda, al momento, undici dei diciannove collaboratori ultraventennali ai quali la nostra azienda non è più in grado di garantire un’adeguata posizione lavorativa, ci corre l’obbligo di precisare che:
- non siamo mai stai ricevuti dall’ Assessore, nonostante all’atto dell’insediamento della nuova giunta avessimo più volte segnalato all’amministrazione proprietaria dell’impianto lo stato di grave difficoltà del settore ippico del paese, con numerosi importanti ippodromi chiusi, quello relativo alla capitale che ereditava il fallimento di Tor di Valle, e la complessa condizione con cui la nostra società usciva da un doloroso concordato in continuità;
- sono da alcuni anni giacenti, senza risposta, presso gli uffici competenti del Comune di Roma i progetti di investimento per il completamento (impianto illuminazione del trotto) e la valorizzazione (attività complementari) del comprensorio e gli atti formali richiesti dal Regolamento comunale degli Impianti Sportivi propedeutici alla formalizzazione del legittimo "prolungamento della durata della concessione tenuto conto dell’ impegno economico finanziario sostenuto”, come previsto da due delibere di Giunta Capitolina del 2011 e del 2013 e confermato da Roma Capitale al Mipaaf il 24 febbraio u.s.;
- non siamo stai coinvolti nelle verifiche politico istituzionali tra il Comune di Roma Capitale e il Mipaaf conclusesi nel mese di aprile scorso con una errata interpretazione dell’attuale titolo di utilizzo del comprensorio che ha costituito l’unico motivo (o pretesto?) per un ulteriore illegittimo taglio delle risorse rese disponibili dal Mipaaf per l’attività del trotto di ca. 900 mila euro annui, oltre ai ca. 2 milioni e 500 mila annui di riduzione per il galoppo subiti dal 2011 al 2016;
- la nostra società durante l’attuale concessione ha investito oltre 9 milioni di euro sul comprensorio, nonostante durante lo stesso periodo il flusso di risorse a livello nazionale per gli ippodromi si sia ridotto da oltre 120 milioni a poco più di 40, e ulteriori riduzioni sono annunciate per il 2018;
- i nostri azionisti nello stesso periodo hanno immesso capitale a copertura di perdite per oltre 6 milioni di euro, l’ultimo aumento di oltre un milione è di poche settimane fa, senza possibilità di rientro alcuno;
- anche gli altri ippodromi “metropolitani” italiani, come Milano e Napoli, hanno in corso procedure sindacali finalizzate alla riduzione degli addetti, e la nostra Società si sta operando al meglio per ridurre al massimo i licenziamenti effettivi rispetto agli esuberi dichiarati perseguendo, ove possibile, una struttura di costi operativi compatibile con i continui tagli alle riscorse disponibili decisi a livello Ministeriale e sistematicamente comunicati ufficialmente con effetto retroattivo.
Sarebbe interessante sapere dall’amministrazione capitolina, direttamente ed in un contesto non mediatico, come o meglio cosa nello scenario sommariamente sopra descritto si sarebbe potuto garantire la continuità aziendale ed in ogni caso una corretta gestione sociale, messa in crisi unicamente dalla condotta (se non dalla indifferenza) degli interlocutori pubblici.
E’ oggettivamente beffardo un destino che ci vede indicati quali carnefici, pur nell’amarezza di “penalizzare” lavoratori degni del massimo rispetto umano, dai rappresentanti di una istituzione che molto avrebbe potuto fare e nulla ha fatto fino ad oggi.
Saremmo ben lieti di ricrederci se nell’esiguo tempo residuo, visto il “countdown” cui è avviata l’ippica italiana e non solo quella romana, le istituzioni fisicamente più vicine al territorio mettessero in atto quelle minime ma mportantissime azioni che a tutt’oggi hanno inspiegabilmente rimandato. Ogni aiuto concreto sarà ben accetto, senza per questo rinunciare al valeredelle nostre convinte ragioni finora ignorate da molti protagonisti attivi di questa triste fase della storia del nostro settore.
Roma, 30 agosto 2017 Hippogroup Roma Capannelle Srl


























