Galoppo a Hong Kong, l'Italia spera in Jakkalberry
E’ JAKKALBERRY il cavallo italiano che domenica a Hong Kong affronterà la 24esima edizione delle Cathay Pacific International Races, ultimo convegno dorato (6,152 milioni di euro il montepremi complessivo) della stagione 2010. Nelle recenti edizioni almeno un purosangue legato per allevamento o colori al turf nazionale – Ramonti nel 2006 e 2007, Estejo nel 2008, Sweet Hearth l’anno scorso - è sceso sull’erba di Sha Tin, l’ippodromo creato nel 1978 sulla terraferma dell’ex-protettorato britannico torntato nel 1997 alla Cina per mantenendo una notevole autonomia tanto da disputare sotto la propria bandiera i Giochi Olimpici.
Nel 2008 proprio l’impianto di Sha Tin ha ospitato le gare olimpiche di equitazione (salto, dressage, completo) riscuotendo unanimi consensi per l’attenta organizzazione. La Federazione Equestre Internazionale sta pensando, in base a quel successo, ad una zona asiatica della Coppa del Mondo.
A Sha Tin si correrà su un’ottima pista (l’erba è compatta e senza zone abrase) di 1899 m, larga 30,50, con una dirittura però di soli 430 m. Il tondino è coperto, ad anfiteatro, e vi si possono seguire comodamente le corse su un grande screen elettronico.
Jakkalberry è un maschio baio del 2006 figlio di Storming Home e Claba Di San Jore (da Barathea) allevato in Italia dall’Azienda Agricola Deni e di proprietà della scuderia Effevi di Felice Villa, assicuratore milanese specializzato nel brokeraggio dei cavalli da corsa. Allenato a San Rossore da Endo Botti, sarà montato dal francese Christophe Lemaire (nel 2009 ha vinto la Japan Cup con la giapponese Vodka). La partecipazione alle Cathay Pacific Races è scattata per il classico lombardo con il suo successo a giugno nel Gran Premio di Milano gruppo 1. Altri due campioni milanesi – Voila Ici e Worthadd – hanno invece declinato l’invito dell’Hong Kong Jockey Club.
L’allievo di Endo Botti (l’ex-fantino derby-winner con Awelmarduk era in sella a Ramonti nel 2006, terzo nella Cathay Pacific Mile) avrà come avversario nel Cathay Pacific Vase (gruppo 1, 3 anni e oltre, 2400 m, 1,359 milioni di euro, 14 partenti) una vecchia conoscenza, il dubaiano Mastery (scuderia Godolphin, trainer Saeed bin Suroor, in sella Lanfranco Dettori) che fu primo a Capannelle l’anno scorso nel Derby in cui Jakkalberry fu terzo (secondo Turati) complice una frenante strusciata sullo steccato a pochi metri dal palo.
Dettori anche a Sha Tin ha scritto un pezzo di storia di questa riunione il cui main-sponsor è la potente compagnia di bandiera di Hong Kong, la Cathay Pacific. Entrambi i successi di cavalli italiani (per allevamento perché corsero con giubbe straniere) portano la sua firma e tutti e due nella Cup, il più dotato dei quattro impegni tradizionali (gli altri sono Vase, Sprint e Mile). Nel 2003 vinse in sella a Falbrav (scuderia Yoshida con partecipazione della Scuderia Rencati, trainer Luca Cumani) con il tempo tuttora record di 2’00”90, terzo Rakti pure lui allevato in Italia. Nel 2007 era a bordo di Ramonti passato dalla Siba a Godolphin e agli ordini di Saeed bin Suroor. Per il super-team arabo Lanfranco ha centrato pure la vittoria nel Mile 2004 montando Firebreak.
Jakkalberry è fratellastro di altri tre importanti galoppatori della scuderia Effevi. Claba Di San Jore (del 1999) ha infatti generato per i colori di Felice Villa (sotto cui ha avuto una dignitosa carriera agonistica) il vincitore del Nastro Azzurro 2007 Awelmarduk (2004, padre Almutawakel, allevatore la stessa Effevi), Jakkalberry (2006, Storming Home, Deni), Kidnapping (2007, Intikhab, Deni) terzo a Longchamp nel recente Prix Niel gruppo 2, ed infine Crackerjack King (2008, Shamardal, Deni) imbattuto nelle due corse disputate.



























