Frankie Dettori compie 40 anni. Auguri al Migliore
IL 15 DICEMBRE è il giorno di un compleanno speciale. I 40 anni di Lanfranco Dettori, il fantino migliore al mondo. L'ex ragazzo che sorride il regalo per questa ricorrenza, che sottolinea la vita di un uomo, se l'è fatto nella mattinata italiana di domenica quando si è infiocchettato l'ennesima corsa di gruppo 1, l'asiatico International Vase. Sotto la sella del figlio di Gianfranco c'era un cavallo che con l'Italia ha uno stretto legame, quello del Derby 2009, vinto in giubba blu Godolphin. Frankie con Mastery ha dato lezione di come si monta in un gruppo: presto sui primi, la corsa più lineare e morbida possibile per un cavallo di chances. Poi, rubando il tempo, il momento dell'attacco tra l'uscita dalla piegata e l'ingresso in retta. Poi spingere e andare. Il ragazzo che sorride, che papà Gianfranco a 16 anni mandò in Inghilterra alla scuola di Luca Cumani per farlo diventare non il numero 1 della Lega italiana ma il miglior jockey degli ultimi venticinque anni di galoppo, divenne una statua all'ingresso di Ascot con "the magic seven", sette corse su sette vinte a 26 anni.
Il baciamano di Queen Elizabeth, il rispettoso inchino di quel ragazzo italiano alla prima delle quattro King George vinte in carriera, mentre lo score dei successi nel parigino Arc the Triomphe dice tre. Questo perchè a Parigi talvolta al fantino migliore del mondo è successo anche di montare qualche purosangue in giubba degli sceicchi già finito sul carrello dei bolliti. Non e' stato così quando il più famoso italiano d'Inghilterra ha sfatato il sortilegio che lo voleva sempre sconfitto nella corsa delle corse per i sudditi di sua Maestà. Il Derby di Epsom, messo in cornice nel giugno del 2007 avendo sotto la sella Authorized, finalmente uno partito da favorito e con le braccia, il cervello e il sorriso per guardare i rivali voltandosi indietro, del jockey imbattibile quando il traguardo è da un milione di euro, di sterline o di yen.
Se lo ricorda bene il grandissimo Falbrav, fatto perdere dall'impresentabile Holland nella Breeders americana e poi rigenerato alla rivincita e al riscatto in una meravigliosa mattinata asiatica da Ultimo Imperatore. Sempre con il braccio e la mente e la genialità di quel fantino chiamato Lanfranco che non sai mai quante lunghezze vale per gli handicapper. Ai tempi di papà Gianfranco i periziatori alzavano di un paio di chili il peso del cavallo che immaginavano montato dal "Mostro". Lanfranco in certe situazioni ne vale anche tre/tre e mezzo. Il legame con l'Italia è ben saldo, le vacanze in Sardegna con la nidiata di figli avuti dalla dolce Catherine e poi il lavoro, quei tre appuntamenti che Frankie non diserta mai: Derby, Jockey Club e Roma. E quando viene, vince. Tanto per non perdere l'abitudine.
Da venticinque anni è in Inghilterra, ma in fondo le cronache dei giornali ce lo hanno fatto sempre sentire vicino.
A quarant'anni è un fantino completo. In grado ancora di dar la paga alle piu' celebrate fruste di tutte le piste del mondo. Tanti Auguri, LF. Le corse sono per chi ha cuore e le tue lezioni di come si monta in sella ad un purosangue hanno sempre rappresentato la miglior celebrazione di uno sport. Se i fantini sono degli artisti, LF è il Giotto delle corse. Inni alla gloria e al cielo i suoi capolavori in sella.


























