Derby Day : celebriamo in Carlo d'Alessio il Dartagnan del nostro turf
Il posto giusto ! Certo e senza discussioni. Nel Derby Day ! Davvero il pomeriggio perfetto per ricordare un gigante come Carlo D’Alessio, il Dartagnan del turf italiano. Ha sfidato il mondo e lo ha sconfitto : in Europa ed anche in America .
Che coraggio hanno avuto, Carlo D’Alessio e Carlo Vittadini ( il suo pomeriggio sarà quello del 21 giugno con Oaks e Milano) , i due eccezionali eredi di quella fantastica “golden age” del turf italiano , già quella del Senatore, di Luchino, di De Montel, dei Crespi e dei Mantovani con Felice Scheibler che li aveva preceduti indicando loro la strada da percorrere.
Quindici anni sulle montagne russe del Turf. Vero e quasi sempre in vetta senza mai tirarsi indietro. Quanti ricordi ! Guai a incrociarlo se entrava , varcando i cancelli sacri di Capannelle, ciondolando e roteando il binocolo , a penzoloni nella mano destra. Era il segnale, meglio filarsela. Bastava poi un attimo e tornava allegro e guascone, Dartagnan appunto.
Gli è bastato uno sguardo per intendersi con un altro genio , Sergio Cumani, un attimo ed è cambiata la storia del suo turf. Presa la metà di Gay Lussac . Il segnale , siamo pronti a conquistare il mondo. Ah, quel pomeriggio del derby day vinto con il cavallo che rappresentava, genealogicamente, il futuro ed aveva sconfitto il pedigree classico del passato.
Eravamo increduli , orecchiando , a due passi, il dialogo tra l’Avvocato e Guido Berardelli, due ragazzi degli anni dieci cresciuti alla Università del Turf italiano , gli anni trenta. –“ Vedi, io adesso acquisterò yearling ed anche foal in ogni parte del mondo. Ho creato il team giusto, la base sarà in Italia ma i successi li conquisteremo in tutta Europa a cominciare dall’Inghilterra dove aprirò la mia seconda scuderia. “ Detto e fatto ! Bolkonski e Wollow , dopo 120 anni la stessa giubba trionfa nelle 2000 Ghinee di Newmarket in due anni consecutivi. Bolkonski fece sue anche le St James e le Sussex partendo dal Tevere italiano a due anni.
Wollow, demiurgo di entrambi sir Herny Cecil, si era messo in tasca già a due anni, il leggendario 1975 che nel turf europeo si leggeva “ ITALIA”, le Champagne e le Dewhurst . Poi , nel 76, la esplosione definitiva : Ghinee per il doppio immenso, Eclipse , Sussex e Benson . Bingo ! Gianfranco sempre a bordo, freddo, impeccabile e implacabile. Cosi per gradire e condire il “ Mostro”, si prese anche le ghinee Irlandesi con Pampapaul.
Ricordate gente, ricordate ! Ah quel pomeriggio a York, una fiaba . In pista un marcatore tricolore con anche il “vittadiniano” Patch uno dei moschettieri di sir Charles di un anno prima . Eh già Grundy , Orange Bay e lui, Patch che perse per una narice il derby di Francia da Val de L’Orne che sul palo si infortunò persino. Tre derby e mezzo almeno ! La seconda gigantesca “ golden age” ! No, Signori, la terza del nostro turf.
Perché la seconda fu quella degli anni 50 e dintorni : Nuccio, Ribot , Molvedo e Prince Royal nell’Arco, Marguerite Vernaut nelle Champion, Botticelli nella Gold Cup, prima Tenerani a Goodwood e sul finire Exar ( si certo, il primo capolavoro di Carlo Vittadini) che vince a Doncaster e poi cede a Sheshoon nella Gold Cup e se volete, certo che vogliamo, Rio Marin a Baden Baden , Tadolina dietro Silly Season, Corfinio nel Dollar , Marino di Renato Angiolillo nel Ganay, e certamente , citando sempre a memoria, ancora per pochissimo, qualcun altro che ometto.
Per favore non parlate mai più di Italietta del Turf : da Apelle in poi fino a Sea of Class noi ci siamo sempre stati e senza avere le chiavi del portone . Torniamo a quel pomeriggio di agosto. Anzi alla sera. Ho nitido il ricordo di una gioia immensa che sprigionava insieme alla commozione, dal volto di Carlo D’Alessio. C’era in lui la consapevolezza di aver compiuto la sua missione ed invece tanto bello doveva ancora venire. Era felice con noi a cena nel ristorante del Post House, il nostro albergo di York in quegli anni con le finestre che davano sulla dirittura di fronte. Non so se mi spiego . Con lui c’erano anche Guido e Liliana Berardelli, Sandro e Daniela, Gianfranco e Cristina, Piero Golisano ed io che servivo ai tavoli.
Hai voglia a ricordi… Sembra incredibile ma Carlo D’Alessio non c’era nel pomeriggio della consacrazione forse assoluta. Glorious Goodwood, il giorno della Cup , allora sui 4200 metri, e delle King George , la pattern sui 1000 secchi. Trionfo totale : Le Moss che domina , regia di sir Henry, Valeriga che cesella , sceneggiatura di Luca. Noi sul campo, con gli amici di sempre . Quando Valeriga completò un doppio da leggenda , tutti quanti, nessuno escluso, siamo entrati quasi alle redini del figlio di Polyfoto…. Poi per la gioia, con Franco e Stefano , dritti a concederci aragoste , champagne cui seguirono le immancabili fragole con panna, la griffe del Glorious come di Wimbledon. Prima però, non tradii la amicizia. Corsi in sala stampa , estate dello 80, agguantai un telefono con linea libera per l’estero e, me lo ero portato dietro, chiamai il Regina Isabella a Ischia dove Dartagnan si concedeva un momento di pausa. Era in camera, ovviamente sperando in qualcuno che gli comunicasse qualcosa. Commosso è riduttivo, fate voi. Niente in confronto del giorno dopo . Sporting Life , il giornale ippico all’epoca, a tutta prima pagina a caratteri cubitali sopra la sua foto , titolava “ A Dream for Carlo” . Si, aveva conquistato il mondo.
Le Moss due di tutto, intendo Gold Cup, Goodwood, Doncaster ma anche il Queen Vase e il posto d’onore nel St Leger e nel Gladiateur. Si d’accordo, ci sono stati anche Take Your Place nelle Observer, Tolomeo che conquista il Million di Arlington, Lyphards Wish che vinse le Dante, New Model che fa sue Challenge e mica solo loro e poi quelli che hanno vinto in Italia. Beh ma allora ci vorrebbe un libro…. Ah, che gesto splendido quello di Diamante, la figlia che spero ci sia martedì a San Siro. Nel 2014 ci ha voluto accanto a se, saremmo stati una dozzina o poco più , testimoni e amici di anni meravigliosi e non soltanto legati alla sua vicenda ippica. Una cena nel ristorante del Circolo Parioli per festeggiare i centanni dalla nascita. Onore e commozione , come per la festa che l’Avvocato diede , alla Taverna dell’Orso, per i suoi 80 anni con tantissimi invitati ma sul suo volto lo sguardo ti faceva comprendere che il congedo sarebbe stato prossimo . Il cuore si strugge ancora oggi , ogni volta che penso a quei momenti e a tutto ciò che Carlo D’Alessio ha dato al turf italiano . Eh si , è stato proprio il nostro Dartagnan . Ah che onore essermi confrontato, semplice testimone, con lui e con tutti gli altri stupendi grandi personaggi delle nostre “ Golden Age “ .
Ps . La sua corsa adesso è sui 2800. L’unico modo per metterne in sicurezza lo status poiché oltre i 2600 si entra in zona “panda” cosi come oltre i 1800 per i due anni. La priorità era questa anche per onorare il nome di Carlo D’Alessio. La speranza è quella di tornare ad essere pattern, non c’è dubbio che si lavorerà per questo. Non appena , tra non molto vedrete, il nostro turf tornerà ad essere competitivo potremo anche ragionare sulla opportunità di scegliere una distanza differente… magari, ragionando col cuore, un miglio, eh già i metri della sua corsa , le 2000 Ghinee….beh ma allora … ci siamo capiti, vero !




























