Crisi dell'ippica, da Taranto un appello disperato
Caro Direttore, mi sono resa conto come negli ultimi tempi ad attirare l'attenzione nazionale sia sopratutto e purtroppo l'argomento"morte"...lo vediamo trattato da qualunque mezzo d'informazione in tutte le ore e in tutte le versioni ,da quella più professionale e distaccata a quella più morbosa e soggettiva. Siamo circondati ormai da provetti investigatori (vedi il caso Scazzi), da nuovi giudici (vedi il caso Parolisi) e da numerose testimonianze, vere o false che siano purchè ci siano (vedi il caso Costa Concordia). E allora voglio parlarvi di una morte annunciata che si potrebbe evitare con un minimo sforzo, con un grande entusiasmo e con una forte volontà.
Sto parlando della morte ormai imminente dell’ippica italiana (trotto-galoppo) che dall'inizio dell'anno ha proclamato uno sciopero nazionale di cui raramente ho sentito parlare,
se non sui canali del settore, o anche semplicemente accennare accanto agli scioperi dei benzinai, degli avvocati,dei tassisti. Nessuno ha parlato di un importante manifestazione che si è tenuta a Roma il 12/01/2012 e che ha riunito tutto il mondo ippico, senza distinzioni e senza litigi: nord, sud, centro e isole, allevatori, proprietari, fantini, drivers, allenatori che si sono ritrovati come non mai gli uni accanto agli altri a protestare contro una decisione governativa, si spera non definitiva, che vuole attuare un taglio pari al 40% del montepremi ad essi destinato con conseguente riduzione del numero di giornate.
Così stando le cose l'impresa non varrebbe la spesa, perchè nessuna azienda ippica o meno, sarebbe in grado di sostenere un’attività subendo un taglio finanziario di questa portata, senza contare che l’ippica, nel nostro paese, da anni sta subendo ingenti tagli economici, sta subendo l'inerzia di un ente quale l'Assi ex Unire che anzichè rappresentarla e sostenerla la sta abbandonando lentamente, sta subendo l'indifferenza dello Stato e ancora sta subendo, peraltro, senza averne colpe, perchè non si è data voce, e ancora non la si sta dando, ai rappresentanti delle categorie. E proprio questo tipo di confronto ritengo auspicabile e necessario per evitare che l'ippica, la si consideri uno sport, la si consideri un lavoro, la si consideri una passione finisca, immeritatamente nel dimenticatoio... come spesso capita in Italia dove, se non si è colpiti direttamente, si preferisce chiudere un occhio anzichè combattere per dei valori comuni. Quello che si sta chiedendo non è un finanziamento ma un risarcimento dovuto, appunto, e destinato alla salvezza di un mondo altrimenti avviato alla morte ad opera di una reiterata azione
governativa mai all’altezza! Quello che si sta chiedendo è una copertura finanziaria secondo la legge 185 contenuta nell'emendamento al Milleproroghe, in base alla quale è da destinare all'ippica una percentuale degli introiti provenienti da altre scommesse, da altri giochi come le slot machine e i Gratta e Vinci che utilizzano come rete di vendita e di distribuzione proprio le agenzie ippiche che però rimangono sempre le meno pubblicizzate.
Se non si trovasse nessun accordo significherebbe foraggiare lo spietato ed illecito giro delle corse clandestine, aumentare il numero delle macellazioni, lecite e non, dei cavalli da corsa perchè non tutti e parliamo di migliaia, risultano destinati alla macellazione, quindi finiremmo col trovare sulle tavole degli italiani della carne che per anni è stata sottoposta a trattamenti farmacologici di ogni tipo. E’ bene ricordare infatti che i cavalli da corsa sono pur sempre atleti che per anni hanno dato la loro vita e la loro fiducia per qualcosa che ora li sta rendendo vittime inconsapevoli e innocenti di una sorte loro assegnata ma naturalmente non scelta.
Ancora significherebbe aumentare il fenomeno degli abbandoni dei cavalli stessi da parte di chi, pur volendo, non sarebbe più in grado di mantenerli, significherebbe inflazionare le denunce di furto o di smarrimento dei cavalli stessi. Non trovare una soluzione significherebbe lasciare senza lavoro e senza soldi migliaia di famiglie che dall'oggi al domani si troverebbero a dover ricominciare ,come e da dove ancora non si sa... Significherebbe
allontanare un ragazzo, che si è approcciato o si sta approcciando, da un mondo fatto si di sudore, fatiche,sacrifici ma sopratutto fatto di meriti, soddisfazioni, divertimento e guadagno pulito, un mondo che ti insegna la cultura del lavoro e del rispetto. Significherebbe nella maggior parte dei casi avvicinare questo stesso ragazzo alla droga, ai furti, alla delinquenza in tutte le sue sfaccettature.
Mi auguro che questo mio appello non passi inosservato e che, proprio partendo dalla mia città,Taranto, questa possa per una volta essere ricordata non come la città disinteressata a tutto e a tutti,ma come la città che ha fatto prevalere sul mondo industriale e sul dio denaro, la cultura dell'agricoltura e dell'allevamento e che ha lottato seriamente per un bene raro comune, in questo caso rappresentato dal nostro ippodromo!
ROSANNA FORNARO

























