CAVALLO 2000 ANNI 70 E 80. QUANTI RICORDI
Se permettete questa volta parliamo di noi. Come di noi, cosa vuol dire ? Che parliamo di Cavallo 2000 e della sua storia. Oggi, on line, è la testata che cerca di essere crogiolo di piena cultura del nostro amico Cavallo in ogni sua espressione e manifestazione : arte, storia, razze, discipline, attualità , insomma tutto ciò che lo vede coinvolto.
Cavallo 2000 ha un papà ed anche un nonno. Il nonno , solo “Cavallo”, fu , tra gli altri, fondato da Vincenzo Galdi e , chi scrive, lo intercettò negli eroici tempi in cui la redazione era, dalla fine della guerra, nel palazzo del “Popolo” in piazza delle Cinque Lune. Mai redazione poteva pretendere migliore location : vista su Piazza Navona, pensate un po'.
Il giornale era governato da Vincenzo Galdi e da Torquato Speranza, ci lavoravano Rodolfo Galdi, già lanciato nella sua carriera al Corriere dello Sport, Michele Galdi che era corrispondente anche della Gazzetta dello Sport, Vincenzo Sebastiani, un camice bianco da clinico alle ortiche per seguire il richiamo della passione e detto “ il Giaguaro della bozza”, il mitico segretario Claudio Sestili, Pierfranco Ellero che faceva capolino cosi come Piero Mei , Stefano Berardelli portava i suoi commenti sul galoppo estero mentre io lasciavo degli impubblicabili e lunghissimi studi sulle genealogie che Vincenzo Galdi definiva “ storia del Corsaro Nero” mentre da Milano inviava le sue preziose corrispondenze Antonio Lupo che era già una colonna del Trottosportsman ed ovviamente anche altri le inviavano da altre piazze. Qui è doveroso aprire parentesi e lanciarci in breve riflessione.
Il trisettimanale ippico istituzionale , con diffusione nazionale capillare era, al tempo, ovvero inizio anni 70, appunto il Trottosportsman che era , senza dubbio, splendida palestra e scuola di raffinata tecnica e conoscenza. Per due o tre anni vi collaborai con brevi resoconti dei lavori mattutini sull’erba alle Capannelle, la famosa sveglia all’alba. Una meraviglia che solo chi ha avuto la gioia di vivere le mattine all’alba , in qualsiasi ippodromo, può comprendere e condividere. Prendevo appunti sul taccuino , saltellando da un trainer all’altro, dai tondini alla leggendaria “ Torretta” di Ciampino sulle cui piste nascevano tante speranze. Correvo in ufficio, all’epoca via Sommacampagna, due piani sopra l’Unire, scrivevo e , sempre di fretta, raggiungevo la stazione per intercettare il vagone postale, reperto di quei tempi lontani, del primo treno per Milano . Al vagone postale affidavo la mia busta fuori sacco che, all’arrivo in stazione Centrale, verso sera a quei tempi , era attesa da Danilo Iovenali che sistemava il pezzo per il giorno dopo. Perché tutto ciò avveniva il martedì mattina mentre per i trials del venerdì dettavo a Danilo , da poco era stata introdotta la teleselezione, tutte le notizie che cosi potevano uscire già nel numero pomeridiano. Che bel periodo.
Torniamo tuttavia al Trottosportsman che era il risultato della fusione , inizio anni 60, tra Trotto Italiano e lo Sportsman, solo galoppo, del fratelli Arpisella che meriterebbero un articolo a parte, anzi sarebbe bello riprodurre quello che Antonio Lupo, che ci lavorava, ha loro dedicato nel suo prezioso ed imperdibile "L’età bella del mio Galoppo” . Guai a non leggerlo. Ora che, spannometricamente, abbiamo vaga conoscenza della storia di Trottosportsman, torniamo ovviamente al nostro Cavallo e, segnatamente, al periodo, grosso modo, dal 75 allo 85. Credetemi sulla parola : Cavallo ora 2000,( il papà dell’attuale) fu in quel decennio uno straordinario crogiolo e cenacolo di meravigliose professionalità ed insieme enorme palestra che ha visto transitare nella sua redazione davvero tanti giornalisti che sono diventati maestri nella loro professione. Anni indimenticabili. Il giornale, sempre trisettimanale con diffusione nel centro Italia, aveva cambiato sede. All’epoca si era trasferito nel palazzo di Piazza Indipendenza dove avevano la loro anche Repubblica e il Corriere dello Sport che ne curava la edizione con il sostegno di Snai.
La direzione del giornale era passata a Rodolfo Galdi, “governor” di quello splendido periodo, mentre Mario Grani, uomo saggio e disponibile , sempre in redazione, seguiva la parte organizzativa e amministrativa per conto della proprietà. Uno stanzone al primo piano costituiva la redazione, meraviglioso punto di incontro, crogiolo di discussioni e di idee, un concorso di umanità stupenda , ciascuno portava la sua dote di competenza e preparazione e alla fine, come per incanto ogni lunedì, mercoledì e venerdì alle 14 il miracolo si ripeteva : si andava in stampa e 30 minuti dopo il Proto ci portava le prime copie. Che erano attese , sempre e con gioia, da Ezio De Cesari ma anche da Peppe Pistilli e talvolta scendeva anche Olivero Beha. Cosi si parlava un po' di tutto….
D’accordo, il Trottosportsman era , ippicamente, inappuntabile e corretto, era il portato di una selezione tecnica di primo rango eppure…. Già, eppure il nostro “Cavallo 2000” ha regalato al nostro mondo uno spirito , un modo di essere e di operare che, ne sono certo, ha lasciato il segno. La leggerezza e l’entusiasmo , la libertà anche di sbagliare senza problemi, costituirono un volano mentale incredibile che si tradusse in una certa lettura colta di ciò che sarebbe servito al settore e che , nel tempo, se ci fate caso, ha lasciato il segno. Seminammo forse bene, chissà….Certo, non eravamo la Gazzetta Ufficiale, nel senso che un bel po' di errori o refusi erano all’ordine del giorno cosi come l’ingegnarci a trovare soluzioni.
Per anni una bella foto di Luigi Camici con binocolo a tracolla ed elegante impermeabile inglese fu usata per corredare le imprese dei cavalli allenati da Dick Hern, un leader al tempo, che assomigliava perfettamente al sor Luigi… qualche volta si sbagliava un orario, non sempre le prestazioni di un cavallo corrispondevo perfettamente al vero, qualche altra volta , raramente però, un nome che poco aveva a che fare si univa al novero dei partenti di una corsa, non sempre il tabellino dei risultati era preciso al bacio, …. Vero, d’accordo ancora, tuttavia a fronte di queste “ leggerezze” stava un nuovo modo di intendere il giornale ippico : moderno, innovativo, possibilmente sulla notizia , impaginato meravigliosamente , si cercava di individuare l’aspetto più giornalistico e lo si proponeva al lettore. Per carità non sempre eravamo nel giusto …. Ma spesso si !
Credo che oggi il modo di fare giornalismo ippico sia proiezione di ciò che, in bozzolo, quel decennio di Cavallo 2000 seppe immaginare. Una redazione leggera , volatile persino, tuttavia davvero ricca di contributi individuali di ampie vedute e cultura. Il segretario, sempre Claudio Sestili, brontolava continuamente perché diciamo che si era un po' tutti “trequartisti” e poco mediani. La sua frase preferita quando le cose non tornavano era “ Tutti Montanelli a sto giornale se credono….”. Non aveva torto , probabilmente. Da piazza delle Cinque Lune , oltre a Rodolfo che aveva assunto la direzione era rimasto il Giaguaro della Bozza. Ho voluto, anzi tutti abbiamo voluto bene ed amato Vincenzo Sebastiani, persona alla quale non si poteva che voler bene. Arafat era l’altro suo soprannome perché ne era sosia preciso. Meglio che , a questo punto, chieda perdono anticipato poiché, citando a memoria, che vacilla sempre di più , finirò per dimenticarmi di alcuni dei meravigliosi “ragazzi di via dei Mille”.
Ovviamente Piero Mei, che è stato caporedattore tanto dello Sport come della Cronaca del Messaggero, la cui impronta culturale fu fondamentale e chiarissima nel giornale. In redazione ebbe ruolo, prima ovviamente di lavorare a tempo pieno in Rai, Claudio Icardi, splendido il suo contributo intellettuale. Con Claudio avemmo anche una pionieristica esperienza , sempre ippica, in una delle prime radio private, Radio Eurosound Ha lavorato, con ruolo apicale, a Cavallo 2000 anche Ruggero Palombo che poi è diventato vice direttore della Gazzetta, lo stesso posso dire di Enrico Maida , che ha avuto ruoli di vertice al Corriere dello Sport e al Messaggero.
Ha frequentato validamente quella redazione anche Salvatore Tramontano che poi è diventato vicedirettore de Il Giornale. Già cosi vi sarete fatta una certa idea della valenza di quella iconica redazione ma non si esauriscono qui i nomi significativi. Al primo piano transitarono anche Peppe Rossi che successivamente è stato capo della cronaca al Messaggero cosi come Giancarlo Baccini. Due colonne indispensabili di quel Cavallo 2000 sono stati Peppe Moscuzza , Gimos per tutti, che non ha certo bisogno di presentazioni, enorme è stato il suo contributo colto al giornalismo ippico, l’altro è stato Mario Viggiani che entrò a via dei Mille subito dopo la maturità ed al Cavallo è stato tutto. Non è più uscito da quel palazzo fino ad un paio di anni fa perché , salendo di qualche piano, era approdato al Corriere dello Sport, dove lavorava anche Dario Torromeo che , per un periodo , scese anche nella nostra redazione e non fu il solo.
Insieme a Mario si occupavano di galoppo anche Stefano Palmieri Riccardo Giubilo e prima per due stagione anche il fratello Valerio.
Caterina Vagnozzi curava tutto ciò che era inerente al settore equitazione che Cavallo 2000 introdusse tra le sue rubriche. Stefano Celestri dalla ottima competenza in materia è stato anche lui punto fermo della redazione dove per un periodo ha lavorato ance Francesco Angellotti. Nel tardo pomeriggio e di notte durante l’estate , Gerry Longobardi studente universitario compilava i risultati. Sarebbe diventato presidente dell’Ordine dei Commercialisti .
Da Milano ed ogni lunedì mattina , via telescrivente , arrivava un pregevole corsivo in piena libertà e ricco di una scrittura stupenda che ti avvinceva dalla prima riga. Lo credo bene, il suo estensore era Beppe Viola e la sua rubrica si chiamava “Calciodangolo”…. “ le scarpe gialle del Luciano” immagine stupenda per descrivere il “Diavolone” Luciano D’Auria. Sempre da Milano arrivavano i pezzi sulle corse al galoppo di Franco Castelfranchi e di Claudio Felisari che poi passò al Trottosportsman.
Quelli di trotto li inviava l’indimenticabile Diego Valli, sempre nel nostro cuore. In redazione c’era anche Gianni Berti “Bomber” ovvero il figlio di Peppe Berti . Lo so, dimentico di sicuro qualcuno e sicuramente importante, maledetta memoria. Chiedo perdono. Ciò che vi ho raccontato , mi auguro sia servito a far comprendere il clima e il contesto in cui Cavallo 2000 nasceva tre volte alla settimana. Lo definirei, ora che tanto tempo è trascorso, meravigliosamente all’avanguardia intellettuale. Io continuavo a portare “lenzuolate” che studiavano pedigree di fattrici e di vincitori, buoni sempre alla bisogna , cioè solo quando c’era un buco … Tuttavia , ideona di Piero Mei, fui di fatto artefice di un modo nuovo di intendere un giornale ippico : introducemmo il galoppo estero in tempo reale.
In Francia Antonio Avenia che lavorava negli uffici delle telescriventi, ogni sera inviava notizie in tempo reale sul trotto e sul galoppo francese ma bisognava coprire Inghilterra e Irlanda. L’idea geniale di Piero fu di beneficiare della amicizia che entrambi avevamo con Franca Vittadini che, in quegli anni , viveva a Newmarket e dirigeva lo stud di proprietà, il celeberrimo Beach House dove aveva funzionato ed era sepolto Nearco. Ogni sera la chiamavo e cosi Franca mi forniva gli esiti delle varie corse e naturalmente le sue impressioni e giudizi. Avevo anche comprato una segreteria telefonica , enorme allora, il massimo della tecnologia disponibile perché , quando non potevo chiamarla, era Franca che mi dettava tutte le notizie necessarie. Cosi che io le mettevo nero su bianco , lettera 22 ovviamente, e ogni lunedì, mercoledì e venerdì mattina le portavo in redazione dove Piero le sistemava e le impaginava. Cavallo 2000 in ciò era decisamene alla avanguardia . Naturalmente le stesse notizie stilate in maniera decisamente più completa con tabellino del risultato e analisi genealogica erano riportate, dopo alcuni giorni tuttavia, anche sul Trottosportsman che, live, curava soltanto i quattro o cinque grandi avvenimenti. Un’altra splendida iniziativa curata da Mario Viggiani fu quella di editare una sorta di Timeform italiano, precursori anche in questo. A metà degli anni 80 questo decennio indimenticabile ebbe fine. Cavallo 2000 fu trasferito a Milano , sotto la direzione di Danilo Iovenali e Gigi Gianoli. Il tentativo fu quello di sfidare la corazzata Trottosportsman ma non c’era lo spazio, nella utenza, che per un solo giornale . Dopo due o tre anni si chiuse ma dalle ceneri di quel tentativo, subito dopo , per iniziativa di Giacomo De Laude e direzione di Danilo Iovenali, ci inventammo Cavalli e Corse , altro splendido tentativo di fare cultura ippica diversa, partimmo come quotidiano, pensate un po'. Andò bene perché Sisal dopo alcuni anni comprò Cavalli e Corse e successivamente anche Trottosprtsman e i due giornali furono fusi… questa però è un’altra storia e , soprattutto , la conoscete per forza perché riguarda gli ultimi trenta anni del nostro settore. Cavallo 2000 non scomparì, anzi , grazie agli sviluppi della tecnologia, sotto la direzione di Rodolfo Galdi e di Maria Lucia Galli è presto riemerso , dandosi un ruolo , uno scopo , una cifra stilistica che nel tempo si è raffinata ed è quella che oggi vi accompagna cercando di abbracciare il mondo del cavallo in ogni suo aspetto ma sempre filtrandolo attraverso una lettura quanto più possibile colta…. E il cerchio , dopo descrizione sommaria lo so, finalmente si chiude….. Intanto , dopo le radio private, irruppero sulla scena anche le televisioni private. L’ippica ne ha scandito il divenire … ma questa è un’altra storia che adesso ci ha portato ad Equtv, crogiolo ed insieme baluardo ed avamposto della Cultura del nostro mondo ippico.




























