Benessere del cavallo: recuperiamo la cultura equestre
Nell'ambito della collaborazione tra Cavallo2000 e Tiziano Bedostri proponiamo le sue riflessioni in merito all'articolo 6 del codice di condotta della Fei
6.Dovrà porsi attenzione al miglioramento dell’istruzione, sull’allenamento, sulla pratica dello sport equestre, come anche sulla promozione degli studi scientifici sulla medicina equina.
Istruzione e formazione
Un settore, quello dell’equitazione, dove troppo spesso l’improvvisazione è preponderante rispetto alla professionalità in senso ampio, ambito nel quale la presunzione, coniugata a supponenza, ha il sopravvento rispetto alla riflessione, al mettersi in discussione, fattori che dovrebbero essere elementi irrinunciabili per coloro che esercitano attività orientate all’istruzione e/o alla formazione, qualsiasi sia l’ambito professionale in cui operano.
Negli ultimi decenni abbiamo assistito a un impoverimento culturale, in senso globale, del Corpo docente nel nostro settore, frutto di logiche che hanno privilegiato le “relazioni amicali” a dispetto della meritocrazia e della qualità.
Tecnici e istruttori in maniera sempre più diffusa abbracciando la logica comune orientata al raggiungimento del “risultato ad ogni costo”, in tempi brevi e con il minimo impegno; si orientano all’acquisto del “mezzo” per il proprio allievo/cliente che dovrebbe sopperire all’assenza di una istruzione di base, oltre a fornire interessanti plusvalenze economiche…
Troppo spesso nelle scuole di equitazione ci si dimentica delle opportunità che possono offrire i cavalli della scuola, approccio al quale mi sono sempre ispirato e che mi ha consentito di raggiungere buoni risultati in molteplici discipline, offrendo, tra l’altro, concrete opportunità di crescita ad allievi che altrimenti avrebbero abbandonato l’equitazione. Questi cavalli, preziosi collaboratori, si sono resi disponibili ad affrontare con successo molteplici discipline (a livello di base) contribuendo alla formazione di cavalieri polivalenti (completi), riprendendo il filo conduttore di quell’equitazione che vedeva nella campagna il fine ultimo dell’addestramento del binomio.
Si, proprio il binomio: quella situazione di intesa e fusione tra uomo e cavallo che può scaturire solo dopo anni di lavoro paziente, frutto di reciproche attenzioni, soprattutto da parte del cavaliere. Un lavoro lungo e faticoso, ma foriero di uno stato di grazia inappagabile.
Grazie ai generosi cavalli!


























