"Beerbaum profeta della nuova scuola tedesca"
Caro Direttore, Maria Lucia Galli ha tracciato, da par suo, un bellissimo ritratto di una Piazza di Siena decadente. Vorrei aggiungere alcune considerazioni tecniche. Il concorso è stato condizionato negativamente da esigenze "politiche" quali quella di consentire la qualificazione olimpica dei cavalieri arabi. Hanno dominato i tedeschi perchè hanno portato il meglio che hanno. Ma anche perchè è in atto, nella loro principale scuderia, una evoluzione tecnica che è agli antipodi con la vecchia scuola tedesca.
Ne è protagonista da tempo il cavaliere Ludger Beerbaum la cui cavalla ora scorre e salta usando la schiena ed è ancora suscettibile di progresso nel centrare meglio la parabola sul salto. Agli antipodi il cavaliere Ahlmann che monta un cavallo di eccezionale qualità che, non usando per niente la schiena, scalcia ad ogni salto per non toccare. Per chi non lo sapesse, quel cavallo è stato fermo un lungo periodo per una tendinite,
sintomo inequivocabile di squilibrio.
Gli altri cavalieri sono nel mezzo, con un uso troppo costrittivo e, a volte, oltre i limiti stabiliti dal regolamento, delle redini di ritorno. Ma dispongono dei migliori soggetti dell'allevamento più selezionato del mondo.
In grande ascesa gli svizzeri con un'equitazione giusta e di facile comprensione per i cavalli: mi sembra che il caposcuola sia Pius Schwizter (che non era presente), cavaliere di grande sensibilità. Dei francesi mi è piaciuto il cavaliere Bost, sfortunato nel gran premio. Senza cavalli adeguati l'irlandese Cian O'Connor per aver venduto tutta la sua scuderia; ma resta il miglior cavaliere in assoluto ed è triste che, mentre alle prime luci dell'alba lavorava i suoi cavalli, non ci fosse nessun italiano ad osservarlo.
Gli italiani hanno confermato che il futuro è nelle mani delle nostre amazzoni.
Cordialmente
CARLO CADORNA



























