Amarcord, una cavalcata di emozioni
UNO SCERIFFO alla caccia di uno spietato bandito. Le epiche battaglie tra nordisti e sudisti. Un’orda di Comanches che assaltano una pacifica carovana. La mitica diligenza di “Ombre rosse”, John Wayne e il galoppo forsennato degli indiani inseguitori. Ricordo Henry Fonda,comunque elegante anche a cavallo.Mi torna in mente Glenn Ford, che nei suoi 200 films di cavalli ne ha montati veramente tanti.
E’ nata proprio nei cinema parrocchiali, da ragazzo, grazie a mio nonno e all’eterno fascino del “western”più classico, la mia passione per il mondo equestre.
Che emozione! Che adrenalina mi mettevano quelle sfrenate galoppate!
Poi venne,-non ricordo esattamente quando,-il concorso ippico(la prima volta fu forse quello di Merano?) in televisione,con la voce indimenticabile di Alberto Giubilo.
Due fratelli,: i D’Inzeo , con una immediata, istintiva predilezione per Piero, che allora montava il potente Red Fox, e la sua divisa chiara(a quei tempi non c’era ancora la televisione a colori).
La bellezza di questo sport, la fatale attrazione per doppie gabbie, riviera, barrage, grigi e bai, la stima per il colonnello(ora generale) Piero D’Inzeo mi portarono inevitabilmente a Piazza di Siena, il simbolo dell’equitazione italiana.
Ogni giorno, con il sole o con la pioggia, a vivere l’evento mondiale, a guardare ammirato lo”Stile”dei campioni e, soprattutto, a soffrire come un matto,nella speranza del “netto”, durante i percorsi(immersi nel più assoluto,straordinario silenzio) di Piero e del suo Easter Light (mi scusi il colonnello per la confidenza).
Ho vissuto con intensità i trionfi di Varenne.Ho trepidato per le cadute nel Gran Premio Lotteria di Merano enel lleggendario Grand National. Sono rimasto sempre affascinato dai nomi, spesso così simpaticamente curiosi, dei cavalli impegnati negli ippodromi..Ogni anno resto avvinto dalla frenetica corrida del Palio di Siena.
Tanti ricordi ed altrettante emozioni, gioie e delusioni, ma anche la voglia di tentare di capire, da appassionato, un mondo così complesso come quello dei cavalli.
Tali premesse, unitamente alla passione per il giornalismo, mi hanno spinto ineluttabilmente a svolgere, in passato, un’attività di collaborazione,proprio per l’equitazione,presso il Corriere dello Sport-Stadio (diversa, ma pur sempre bella emozione legata ai cavalli).
Da ultimo, ma certamente non ultima, la mia vecchia passione per Roma antica, a lungo rimasta nel cassetto e poi finalmente esplosa negli anni più recenti. Direte, che c’entra con i cavalli? C’entra eccome, se si pensa al Marco Aurelio nei Musei Capitolini, l’unica statua equestre dell’antica Roma a noi giunta perfettamente conservata: un autentico capolavoro che non finirà mai di conquistarmi nel cuore.



























