''Un progetto per l'ippica? Sì, una Tv coi fiocchi''
Caro Rodolfo,Vorrei veicolare sul tuo prezioso sito un concetto che mi sembra, dopo gli stati generali e il pericolosissimo impasse che attraversiamo, opportuno sottolineare e vorrei che altri ippici lo facessero assieme a me.
Il nostro problema più grande è che la nostra rete di vendita non ci ama più. Vessata dai minimi, taglieggiata dall’Europa, ricattata dalle pastoie dell’antitrust, costretta a proporre (e ottenere) aggi fuori mercato per provider e concessionari per tentare di rivivere guadagni compatibili con i grandi investimenti sostenuti, alla fine fuori mercato c’è finita lei assieme a tutto il settore e non saranno le video lotterie negli ippodromi, né la V7 o l’ippica nazionale a salvare la capra e i cavoli.
Occorre aver chiaro questo assunto e ragionare come Umberto Eco: la salvezza per lo sciagurato presente è nel passato, ed ad esso torna prima o poi tutto il fiume delle cose.
Il che, parlando nell’ippica, ci fa porre una domanda: ma davvero il nostro passato aureo era la provvida gestione della scommessa ippica da parte dell’Unire, la cui rinascita è da tutti auspicata? Balle, l’Unire era solo meglio di quello che è oggi, la vera differenza era un sistema misto: il giusto riversamento e il giusto riferimento. Tot e banco a braccetto, guadagni e benessere per un’età dell’oro durata più di mezzo secolo e tale anche senza altro appoggio che una velleitaria e improponibile gestione basica della Tv.
Quando si è voluto venerare il dio del riversamento è iniziato il principio della dannazione, perché il banco si è spostato verso lo sport e l’equilibrio è stato rotto. E poi non c’è niente da fare: senza un vero progetto televisivo tipo “Sky horse Unire” (dalla Vs testata pubblicato per intero, della cui cosa vi sono ancora grato) è inutile andare a cercare le reti stradali che fanno troppi soldi con altri prodotti per darci retta sui nostri piccoli numeri.
Sono convinto (e molti con me quando se ne discute tra ippici) che in pochi giorni si può attuare il tanto sospirato rimbalzo dando la facoltà a ciascun punto vendita a riversamento (e sono più o meno tutti…) di aprire anche uno sportello a riferimento. Senza tasse, senza minimi, senza fare altro che prendere lo scommettitore e dirgli: questa trio paga probabilmente pochi euro, se ne giochi cinquanta e la prendi 7,8 volte rischi che non paga neppure quelli. Punta a riferimento ed eviti di giocarti contro. Tutto qui. I monopoli fisseranno i massimali, la nostra rete di vendita tornerà a guadagnare e soprattutto a pagare meno tasse, dunque ad amarci di più, gli scommettitori torneranno a tirar fuori i soldi perché il riferimento altro non è che una lavagna da bookmaker in movimento, il giochetto tornerà ad essere appetibile e la faremo finita con i jackpot che sono i nostri veri assassini, perché tengono fermi i soldi mentre il nostro segreto era che i soldi si moltiplicavano quotidianamente all’infinito con la proliferazione delle scommesse.
Una volta fermate le bocce e tornati a ragionare saggiamente, allora se si vorrà partire alla conquista delle reti stradali più ampie si dovranno attendere gli effetti di un vero progetto televisivo (Sky Horse Unire ha avuto il gradimento di TUTTE le categorie dell’ippica, scommettitori compresi) basato sul duro lavoro quotidiano di persone colte e preparate e non sull’estemporaneità dei grandi eventi e di futuribili reality che durerebbero la vita di una farfalla. Per rinascere, pensiamo al basket: se stai sotto nel punteggio e tenti di rimontare con canestri da 3 punti sei già morto. Se ti metti a correre ed a difendere, tutto è possibile. Dipende da quanto corri e da quanto difendi.
Ringraziando per l’attenzione e sperando che la mia lettera meriti d’essere girata ad occhi ed orecchie attente, un saluto cordiale da Gimos, cioè…
GIUSEPPE MOSCUZZA



























