RomaCavalli, l'ultima scommessa vinta... dal cavallo
C’E’ UN UNICO, vero vincitore della prima edizione di RomaCavalli ed ha quattro gambe, una criniera e una coda. E’ stato lui che, con uno di quei salti agili ed eleganti che sanno incantare anche i non addetti ai lavori, è stato capace di superare la tradizionale pigrizia dei romani e soprattutto la loro atavica diffidenza nei confronti di quel terno all’otto che è il grande raccordo anulare, riuscendo a portare alla nuova Fiera di Roma 70.000 visitatori nei due giorni di sabato e domenica (chissà perché nessuno ha contato i presenti di venerdì, giorno d’apertura...) . Un gran bel risultato per una prima edizione, anzi per un “numero zero” come lo ha più volte prudentemente definito Ferruccio Badi “deus ex machina” della manifestazione. Un risultato che ha dimostrato, ed è qualcosa su cui il mondo ippico e il mondo equestre dovrebbero riflettere attentamente, quanto forte sia la capacità di attrazione che il cavallo ha sul vasto pubblico. Perché, e chi scrive è pronto a scommetterlo, tra i tanti visitatori che hanno affollato i padiglioni di RomaCavalli c’erano probabilmente anche molte persone spinte solo dalla curiosità e dal desiderio di poter vedere da vicino questo animale ai loro occhi magico e misterioso.
Un risultato che ha premiato, tra gli altri, l’impegno del presidente della Fise Lazio Giuseppe Brunetti (tra i primi ad aver creduto nelle potenzialità della manifestazione romana) che al termine del Gran Premio, dedicato a Marcello Mastronardi e vinto da Juan Carlos Garcia, guardando le tribune, fin troppo gremite, ha voluto ringraziare dirigenti, tecnici e cavalieri per “l’ottimo lavoro di squadra compiuto”.
Molte e significative le iniziative volte a favorire momenti di confronto sulle tematiche inerenti al benessere del cavallo. Tra queste l’istituzione di una commissione etica (composta dal dottor Paolo Baragli e dal dottor Stefano Tassan) con il compito di vigilare sulle corrette modalità di scuderizzazione e di utilizzo del cavallo, vero protagonista della kermesse romana, e la visibilità che gli organizzatori della manifestazione, in sinergia con l’Unire, hanno voluto dare all’associazione Relived Horses fondata da Jacqueline Freda. E’ stato un momento emozionante poter assistere, all’interno del ring dell’Unire, alla dimostrazione del lavoro in piano e nel salto ostacoli effettuata dai cavalli che l’associazione ha recuperato dal mondo delle corse e riaddestrato con la supervisione di Duccio Bartalucci.
Grande interesse ha riscosso il talk show “Seconda Vita” che si è svolto nel salotto Unire. Alla presenza dell’on Paola Frassinetti (prima firmataria di una proposta di legge volta a far riconoscere il cavallo come animale d’affezione), si è dato il via a un’ampia discussione dalla quale è emersa la consapevolezza di come si stia diffondendo, in ampi settori dell’ippica e dell’equitazione, una nuova sensibilità che ritiene che la relazione con il cavallo debba essere fondata sul rispetto dei suoi bisogni sia fisici che mentali e basata su un’etica della responsabilità che abbracci l’intero percorso della vita di questo nostro antico compagno.
Insomma, tirando le conclusioni di questa prima edizione di RomaCavalli e guardando all’indubbio successo ottenuto, non si può non sottolineare come, ancora una volta, sia apparso evidente quanto forte e prepotente sia il “potere mediatico” del quale sono portatori i cavalli. Qualcosa su cui tutti dovremmo riflettere per renderci conto che troppo spesso a frenare la capacità di penetrazione e di espansione del nostro mondo siamo proprio noi addetti ai lavori, troppo occupati nelle nostre beghe di pollaio, per renderci conto dell’enorme potenziale di cui disponiamo.


























