Rapito Equinox Bi, il miglior trottatore italiano
EQUINOX BI, il miglior trottatore italiano in attività, è stato rapito nella notte tra giovedì 1 e venerdì 2 novembre nel centro di allenamento della famiglia Biasuzzi a Mirano, in provincia di Venezia. La notizia, diffusa prima dall’agenzia di stampa AgiPro News e poi ripresa dall’agenzia Adn Kronos, è stata confermata dalla stessa famiglia Biasuzzi.
Il rapimento è avvenuto nella notte tra l’una e mezza e le cinque. I Carabinieri hanno avviato un’indagine giudiziaria e hanno rilevato che la serratura del cancello principale era stata forzata.
Il futuro di Equinox Bi era già deciso: avrebbe dovuto funzionare come stallone negli Stati Uniti e praticamente era da considerarsi perfezionato il suo acquisto da parte di un gruppo di allevatori americani. Per questa ragione, il cavallo era appena tornato a Mirano da Cremona dove era stato sottoposto al fertility test dello sperma. Secondo la famiglia Biasuzzi, l’unica ipotesi possibile è che i rapitori chiedano un riscatto.
Equinox Bi era letteralmente esploso la scorsa estate con le sue grandi prestazioni in America: si era piazzato secondo nel Nat Ray negli Stati Uniti e subito dopo in Canada aveva vinto sia la Breeders Cup che il Maple Leaf. Grazie a queste performances, aveva conquistato la World Cup 2007 del trotto.
I precedenti. Due anni fa ci fu il rapimento di Lemon Dra, un altro capostipite del nostro allevamento di cavalli al trotto dopo essere stato un ottimo corridore in pista. Il cavallo sparì a Mariano Comense e non è stato mai più ritrovato. Sempre due anni fa, un altro rapimento in Veneto: le fattrici Grace Kronos e Faba di Jesolo sparirono dall’allevamento dei coniugi Grendene-Grassetto a Jesolo.
Nella storia della nostra ippica, il caso più clamoroso resta quello di Wayne Eden, che fu rapito la notte del 15 agosto 1975 dalle scuderie di Montecatini, ove poche ore prima aveva vinto il gran premio. Il proprietario Piero Giudici, geometra milanese, pagò un riscatto di 50 milioni di lire e riebbe il cavallo, che fu lasciato legato a un albero vicino al cimitero di Montescudaio.

Equinox Bi nelle foto di Stefano Grasso




























