''Piccola equitazione con gli istruttori-mercanti''
Caro Direttore, vengo dalla scherma, lo sport di maggiore successo e ne conosco le ragioni: poche società ma ben strutturate. Tutte offrono, ad un prezzo contenuto, dei maestri molto qualificati,la possibilità, nella stessa società, di frequentare atleti di alto livello, infrastrutture adequate.
Nel nostro sport,l'equitazione, vi sono moltissime società, per lo più senza i requisiti. Gli istruttori sono mediamente poco qualificati ed, in altissima percentuale, in conflitto d’interesse perché praticano il commercio dei cavalli, spesso in modo disonesto.
Questo ha allontanato dal nostro sport il ceto medio alto con riferimento particolare ai giovani. Di qui la crisi di partecipazione che colpisce tutto il settore.
La soluzione? Il cav. Orlandi, in un recente intervento, ne ha indicata qualcuna: modifiche allo Statuto per eliminare la mercanzia delle deleghe. Divisione netta tra politica e sport tecnico (dipartimenti) assegnando a questi degli obiettivi che devono raggiungere pena la sostituzione dei tecnici.
Ma non basta! Occorre una norma che vieti il commercio da parte degli istruttori pena la sospensione della qualifica: lo faranno in nero, ma almeno saranno obbligati a vendere dei buoni cavalli. Occorre rifondare il settore formazione. Scegliere un metodo che tenga conto dei progressi avvenuti nel mondo del cavallo: prevalentemente nel campo dell’osteopatia. Qualsiasi imposizione al cavallo che comporti l’applicazione della forza fisica o morale, determina delle lesioni vertebrali o articolari. Se non vengono curate. danno luogo a compensazioni dalle conseguenze ancora più gravi.
Quindi si metta fine alla collaborazione con personaggi che,ignoranti dell’Equitazione, sottomettono i cavalli ad esercizi che mettono in gioco il loro spirito di sopravvivenza secondo la formula:”o salti come dico io o non sei idoneo”. Si richiamino tutti gli istruttori per uniformare il metodo di lavoro. E poi si istituiscano dei controlli.
Occorre riformare un pubblico di appassionati, partendo dai genitori. Concentrare l’insegnamento, le manifestazioni ed il diritto di voto nei centri migliori; organizzare in essi delle manifestazioni riservate alla formazione con categorie a giudizio commentate per il pubblico. Portare in premiazione istruttore e genitori. I percorsi migliori metterli sul sito internet della FISE. Organizzare in questi centri incontri dei ragazzi migliori con tecnici qualificati.
Pretendere che tutte le manifestazioni che si vedono in TV, siano commentate da veri tecnici. Questi devono rivolgersi prevalentemente ai neofiti, spiegando perché un cavallo fa errore o si pianta, perché uno ha vinto ed ha fatto un tempo migliore.
Per conquistare degli appassionati, occorre anche spiegare il linguaggio dei cavalli.
Infine, bisogna razionalizzare le spese della federazione centrale per destinare le risorse prevalenti al sostegno dei giovani di interesse nazionale.
CARLO CADORNA


























