Pianeta cavallo, l'Ippica impari dalla Sardegna
L'ULTIMA STAZIONE è un bellissimo libro dal quale è stato tratto un film in questi giorni nelle sale. E' il romanzo degli ultimi giorni della vita di Tolstoj, talentuoso scrittore russo. Uno che i cavalli li amava perchè veniva da una famiglia contadina e li aveva visti da bambino aiutare i genitori nel lavorare la terra. Lev li amava al punto che nella simbologia dei suoi romanzi il cavallo ha un ruolo prioritario: l'animale che salva, che porta a casa il principe Andrej ferito nell'epico "Guerra e Pace", e addirittura in Anna Karenina c'è un trottatore posseduto dall'uomo del quale l'eroina tragica del romanzo si innamora.
L'ultima stazione potrebbe essere quella che l'ippica si trova a percorrere nella settimana che ci porta al week end stellare del Gran Premio Nazionale di sabato e del Gran Premio Milano di domenica. Il palcoscenico è sempre quello di San Siro, passando dall'ovale di sabbia all'erba smeraldo. L'equazione è quella di grandi corse da vivere. Ma non possiamo sorridere. Le dimissioni del commissario Tiziano Baggio hanno contribuito a rendere piu' drammatico il quadro della congiuntura attraversata dal settore. E siccome conosciamo Baggio come un aziendalista convinto e pragmatico, capace nell'applicare le regole dell'economia e del buon amministrare - lo dice il suo profilo professionale - il suo clamoroso e inatteso arrendersi all'incomunicabilità con il ministro delle politiche agricole Galan è significativo di un profondo contrasto ma anche di una volontà di non lavorare con un gioco di squadra per salvare l'ippica. "Servono solo lucidità e onestà intellettuale" ha giustamente rilevato il columnist raffinato del giornale ippico.
NOI AGGIUNGIAMO che in questo non rispondere del ministro delle politiche agricole e nelle sue sconcertanti affermazioni sul mondo dell'ippica e del cavallo c'è un'altra preoccupante carenza. Quella di un'assoluta scarsa dimestichezza - concedeteci l'eufemismo - con il valore della filiera ippica e la straordinaria potenzialità del cavallo ma anche del mondo delle corse. Riportiamo alcuni dati che sottoponiamo all'attenzione di chi ha a cuore le sorti di quello che un tempo era lo sport dei re e il re degli sport. Aprite il sito del PMU, il motore organizzativo delle corse nella zona parigina, e intanto vedete che loro scrivono ENTERPRISE, cioè si considerano un'impresa. E forniscono numeri da impresa, da attore solido che mette in movimento denari, crea occupazione e distribuisce risorse. Crea un circolo virtuoso per l'economia di un pezzo di Francia. I clienti del PMU sono 6,5 milioni. I punti vendita 10.400 e nel 2009 ben 731,4 milioni di euro sono stati versati alla filiera del cavallo. Il PMU fa promozione, fa ricerca di mercato e poi ti dice chi sono i suoi clienti. Ti dice che le corse, l'ippica, il gioco sui cavalli non sono uno sport per vecchi. Infatti, il 29 per cento dei francesi che scommettono sulle corse hanno meno di 35 anni, il 33 per cento hanno tra i 35 e i 49 anni e il 34 per cento sono donne. Loro sanno che prodotto vendere perchè conoscono il loro cliente. Chi è, quanti anni ha, dove vive, cosa fa nella vita. Se va all'ippodromo o preferisce giocare dal tabaccaio.
L'ALTRA NOTIZIA interessante che recapitiamo anche al Ministero delle risorse agricole è che il cavallo è un pianeta vasto e dalle infinite potenzialità e valenze. In maggio in Sardegna hanno inaugurato una nuova ippovia che da quella splendida città catalana che si chiama Alghero porta in un paradiso ambientale, l'Oasi di Sale Porcus. E' meraviglioso quando si connette il cavallo con il territorio e si esaltano varie professionalità, mestieri dal sapore antico come i maniscalchi, indispensabili e preziosi in questo turismo equestre, si acquista il foraggio necessario ai cavalli dai contadini del posto e non ci si ferma a questi gesti ma si va oltre: in questo bel fare come valore aggiunto l'associazione sarda che gestisce l'ippovia si impegna a fornire all'amministrazione provinciale e regionale un suo monitoraggio ambientale.
Sono connessioni, sono il nostro vivere globale inserito in un rispetto dell'ambiente e nel cercare anche alternative all'uso del cavallo rispetto alla tradizione.
Gli amici sardi sono straordinari per passione e non si sono fermati qui. Perchè in settembre ad Oristano saranno programmati nel corso di un week end una cinquantina di eventi intorno al cavallo. Dimostrazioni, mostre, convegni, passeggiate. Non tagli di nastro, promesse, piani e conferenze stampa. Ma fatti. Ecco cosa hanno saputo fare nell'isola. Con questa energia, con questo slancio, l'ippica deve rispondere in questo momento difficile all'indifferenza della politica e ripartire.



























