MARGUERITE VERNAUT : 60 ANNI ORSONO REGINA DELLE CHAMPION
Il Senatore ci ha lasciato ad inizio maggio del 1954. Aveva fatto in tempo , nel 1953, ad acquistare Mariebelle, una figlia di Mieuxcè che era nata nel 48 ma non aveva avuto risalto in pista . Era gravida di His Highness e nel 54 partorì Manfredina.
Il Senatore aveva lasciato indicazioni precise per gli accoppiamenti almeno per il 55 e forse anche per il 56 per più o meno tutte le madri di Dormello. Subito dopo la morte del Mago ogni problema di gestione passò al Marchese Mario Incisa, grande uomo di Cultura , socio attivissimo e partecipe dal 1930. Fu chiamato a gestire, pensate un po', tutta la carriera di Ribot che, nella primavera del 54 aveva due anni.
Come a tutti noto, il Marchese scelse Vittorio Ugo Penco come trainer, segui personalmente ogni vicenda e Dormello continuò a vivere anni straordinari. Pensate che nel 55 Botticelli trionfò nella Gold Cup di Ascot, il sogno di una vita di Federico Tesio, e ovviamente Ribot… fu semplicemente Ribot.
Torniamo a Mariebelle. Nel 54 il Mago la aveva destinata a Toulouse Lautrec che esordiva di fatto come stallone ed era stato una delle sue tante strepitose sue creazioni ( Italia e Milano ). Nacque , un anno dopo, Maria Robusti, che non ha saputo dire molto di se. Nel 56 il prodotto di Mariebelle fu Marie Laurencin , da Fiorillo, senza esito in corsa ma poi madre di Memling ( Vieux Manoir), non male visto che fu terzo nel Milano di Marco Visconti.
Nel frattempo la gestione della parte genealogica di Dormello ebbe , in primo luogo, come protagonista la Contessa Orietta Huniady , una delle persone più eccezionalmente competenti in materia, che ovviamente agì sempre in pieno accordo con il padre , il Marchese Mario Incisa ed immagino anche con donna Lidia che tuttavia come sappiamo si fece più riservata dopo la scomparsa di Federico.
Fu la Contessa , nel 56, a suggerire di tentare ancora una volta l’incrocio con Toulouse Lautrec. Idea geniale perché nel 57 nacque niente di meno che Marguerite Vernaut, il primo di una serie di straordinarie creazioni della Contessa. Un anno dopo ma da Botticelli fu la volta di Modigliana che si fece onore proprio nel Federico Tesio e nel Royal Mares.
Torniamo a Marguerite che è , ovviamente , l’oggetto del nostro racconto. Partiamo dai continuatori. Almeno uno ne fu degno. Mi riferisco a Montorselli ( Ribero) , ovviamente intuizione sempre della Contessa, che fu gestito in Francia da Francois Boutin che lo portò a piazzarsi in diverse prove per i fondisti come il Kergolay ad esempio e che venne in Italia per far suo l’Ellington , ora D’Alessio , ed il premio Roma.
Era un figlio di Marie Allan, appunto una figlia di Marguerite Vernaut. Mariebelle aveva il grande pregio di essere portatrice di un pedigree non alla moda ma robusto, tipico francese ( Mieuxcè da Massine e incrociato con Blandford e con precedenti apporti ancora robusti nella accezione “varoliana”) che permetteva dunque incontri interessanti, anzitutto appunto con Toulouse che era espressione assoluta della selezione Tesiana. Toulouse Lautrec era un Dante , uno dei primi Nearco ad avere successo, dato che vinse il Derby dopo essere stato secondo di Ghinee. Il Senatore lo scelse nientemeno che per Tokamura , frutto a sua volta della sua pervicace selezione e con in dote un padre come Navarro, grande campione ( Milano e Italia) che Tesio creò con Michelangelo ( derby , Parioli , Italia e St Leger, ovviamente marca Tesio) incrociato con la linea di Catnip , ramo Nera di Bicci.
Tokamura vinse Elena e St Leger e fu seconda di Italia e Milano. Oltre a Toulouse diede Theodorica ( Owen Tudor) che vinse Elena, Italia e Oaks . Fu madre anche di Tommaso Guidi ( Orsenigo) nobile fondista, a dama ne St Leger e nella Coppa d’Oro. Un’altra figlia di Tokamura fu Torriana che attraverso Teresa Tibaldi ci porta a Tibalda , la Viceregal che vinse l’Elena e fu seconda nel Lidia Tesio. Tokamura era una figlia di Tofanella , da Apelle, tesiano, e Try Try Again, felice importazione del Mago. Tofanella vinse anche in Germania e soprattutto è la madre di Trevisana , la Niccolò dell’Arca che fece suoi il Gran Criterium, il Dormello, l’Italia e il St Leger e fu poi la madre di Tadolina , l’altro capolavoro della Contessa Orietta.
Non basta Trevisana perché da Tofanella nasce anche Tenerani cosi il cerchio della immensità del Mago di Dormello si chiude con il padre di Ribot. Vi rendete conto di cosa e di chi stiamo parlando : del più grande genio assoluto che l’ippica mondiale ha saputo esprimere . La cosa meravigliosa che inorgoglisce è che Federico Tesio è stato il portato della nostra Cultura migliore.
E adesso la carriera di corse della nostra Regina Margherite Vernaut. Ha corso a due e a tre anni. In tutto è scesa in pista 11 vote. Il suo score parla di 9 vittorie, un secondo ed un quinto posto. Togliamoci subito il dente e , parliamoci chiaro, avesse potuto correrlo altre 10 volte quel derby lo avrebbe vinto 11 . Invece arrivò quinta alle spalle di Fils D’Eve , vestiva la giubba nobile di Ettore Tagliabue, Asopo, Certaldo e Pueblo. Fu la maledizione di Archidamia che aveva vinto il derby, ultima femmina, nel 36, solo 24 anni prima ma che ad oggi è ancora l’ultima femmina a fregiarsi dell’alloro sublime e più ambito.
Nel prossimo 2026 saranno 90 anni esatti. Niente da fare per nessuna di quelle che hanno tentato e ci sono anche andate vicine e pensare che ci sino state altre straordinarie campionesse . Beh, il nome di Danedream è pazzesco eppure è finita terza. L’ultima poi proprio quest’anno, la nostra campionessa Klaynn ma se le andiamo a cercare tutte , quelle che sono nei primi tre, ecco i nomi di Amerina, Sabla , Dalmazia, Chiadina, Faenza, Azzurrina, Sound of Freedom, Flower Party e Cal Me Love, salvo omissioni o dimenticanze.
Sono proprio 90 anni che le ragazze non vincono il derby. Nel caso della nostra Marguerite la maledizione è doppia perché anche Toulouse Lautrec , di gran lunga il leader della generazione, non andò oltre il terzo posto alle Capannelle. Che vuoi farci : pazienza. Ecco, ci siamo tolti il pensiero cattivo e adesso sotto con le belle notizie : intanto rendiamo nota che la divina ha vinto da 1000 fino a 2400 metri, il top. Non solo : il timeform di allora la gratificò con un rating di ben 129 libbre.
A due anni Primi Passi, Criterium Nazionale , Gran Criterium come si conviene ad una leader dal percorso tesiano. A tre il canonico Filiberto, il pomeriggio infausto romano , redenzione immediata nell’Italia e poi apoteosi autunnale nelle Champion. No, dico Champion , forse la corsa con appeal massimo sui 2000 metri, allora in pista dritta a Newmarket. Passo indietro, pensate che quella edizione dell’Italia fu praticamente unica . Infatti tutti i primi quattro posti del marcatore furono rosa : Marguerite e dietro di lei Rosmerta, Santa Severa e Caorlina. Ottobre, pomeriggio del 15, Newmarket, capolavoro tattico di Enrico Camici ( tre volte Parigi, ad Ascot le King e la Gold Cup cosi per gradire) , mirabile presentazione in pista di Vittorio Ugo Penco e le Champion sono nostre davanti a Never To Late che aveva vinto Ghinee e Oaks, non so se mi spiego.
Marguerite Vernaut fu il primo trionfo allevatorio della Contessa Orietta che , nel 62, costruì il pedigree ardito e perfetto nello stesso tempo di Tadolina, altra grande campionessa di Dormello. Mandò Trevisana, esatto la consanguinea di Marguerite, via Toulouse, a Neckar( dal quale ottenne poi anche Hogarth) per acquisire tanto la robustezza teutonica della sezione paterna di Ticino fino a Ferro che , in Neckar, si sposava con il recupero della linea di Catnip attraverso Nera di Bicci e Nella da Gubbio. Costruendo cosi un imbreeding proprio sulla madre di Nogara che qui arriva attraverso Niccolò dell’Arca , forse il fratellastro anche migliore di LUI. Non solo Tadolina perché alla Contessa dobbiamo Haseltine, Antelami, Appiani, Hogarth appunto, Ruysdael, Tierceron, Tratteggio, Mannsfeld, Garrido, Marracci fino a Reco e Tisserand cosi come Tandina, Tibalda, Montorselli, Isabella Moretti, Zabarella e tutto il resto che ha consentito a Dormello un trentennio abbondante, post Tesio, di risalto straordinario.
Sono le nostre radici, la linfa per alimentare la nostra Cultura, la nostra stella polare. Non dimentichiamolo mai !




























