Ma l'ippica si preoccupa del benessere del cavallo?
Caro Direttore
approfitto della tua consueta cortese ospitalita` per segnalarti brevemente una problematica - una delle tante purtroppo - che affligge l`ippica italiana, in questo terribile momento di crisi.
Crisi di senso e di prospettive.
E allora il benessere del cavallo non potra` non essere uno dei punti fondanti della eventuale "nuova ippica" che potra` nascere dalle ceneri di quella che e` stata finora.
Senza drammatizzare, mi limito alle riflessioni fatte dopo aver visto le corse "da lontano", in televisione o aver ascoltato le narrazioni di alcuni veterinari o giudici di gara che conosco.
E` assolutamente necessario che da parte di tutti gli operatori si attuino comportamenti conseguenti, nel rispetto dell`immagine collettiva del settore, di fronte ad una opinione pubblica che e` sempre piu` attenta, critica e pronta a stigmatizzare azioni e situazioni che ritiene offensivi della salute psicofisica del cavallo: maltrattamenti, palese inidoneita` a scendere in pista e a correre, uso eccessivo del frustino.
Mi fermo qui.
Non mi riferisco, ne` voglio riferirmi a casi particolari: credo sufficiente guardare le corse di tutti i giorni e pretendere l`applicazione della normativa vigente, che esiste e deve essere centrale.
Altrimenti oltre al presente ci si gioca anche il futuro.
Ancora grazie per l`attenzione.


























