Lo Sport che cura : il cavallo mediatore di crescita, inclusione e salute mentale
Roma, 5 ottobre 2026 – Nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario della Federazione Italiana Sport Equestri (FISE), si svolge oggi al Salone d’Onore del CONI, Foro Italico di Roma, il convegno “Lo Sport che cura: il cavallo mediatore di crescita, inclusione e salute mentale nei giovani”.
L’iniziativa, parte del Festival Ro.Mens – salute mentale per l’inclusione sociale contro il pregiudizio, è promossa dalla FISE con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma, CONI, CIP, Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Roma Capitale, Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e la Società Italiana di Psicopatologia.
Il convegno rappresenta uno degli eventi di punta del programma celebrativo del Centenario, sottolineando il valore sociale e terapeutico degli sport equestri come strumento di crescita, inclusione e benessere psicofisico, in particolare per le nuove generazioni.
Il Presidente FISE, Avv. Marco Di Paola, ribadisce con convinzione: “In questo anno di celebrazioni speciali, vogliamo mettere in luce come lo sport equestre non sia solo disciplina e competizione, ma una straordinaria occasione di riscatto sociale e crescita personale. La relazione con il cavallo diventa ponte verso l’inclusione, aiuta a sviluppare autostima e a combattere fragilità come l’isolamento e il disagio emotivo.”
La competenza scientifica è garantita dalla Psicologa specializzata in interventi assistiti con gli animali, tecnico FISE Chiara de Santis del Tavano: “Il convegno vuole essere un’occasione per costruire un solido e strutturato dialogo con tutti gli enti che si occupano della cura, della crescita e del benessere di ragazzi. Il cavallo ed il suo mondo vogliono farsi risorsa educativa ed offrire una possibilità di un sano ritorno alla natura, alla corporeità e ad una vita fondata su empatia, relazione e quotidiano impegno. Il cavallo da sempre ha accompagnato l’uomo verso i cambiamenti oggi può rappresentare una risorsa per la salute umana”.
Il programma odierno prevede interventi di alto profilo, con esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, Università di Roma “Foro Italico”, ASL Roma 2 e Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, che illustrano evidenze scientifiche e esperienze applicate nel campo educativo e sanitario.
Nel pomeriggio, le attività si sono trasferite alla Società Ippica Romana – Farnesina, dove i partecipanti hanno potuto vivere un’esperienza immersiva con cavalli, imparando ad osservare il loro comportamento e a sviluppare una reale relazione di fiducia e sicurezza.
“Lo Sport che cura” si conferma così un evento multidisciplinare e inclusivo che collega sport, salute mentale, educazione e comunità, traducendo in pratica la filosofia di un’equitazione che cura e unisce.



























