''L'Italia ippica è grande ma la Politica non lo sa...''
Caro Direttore, era un week end stellare quello di Stoccolma, competitivo al massimo livello come il trotto sa essere nel classico rendez vous scandinavo di fine maggio. Il cielo non è tutto rosa perchè il sogno di Ilaria Jet splendida in batteria si è interrotto nella finale dell'Elitloppet, ma la Nazionale dei cavalli esce a testa alta dalla due giorni svedese. Irving Rivarco ha trionfato nella Sweden Cup e nell'Elite dei 4 anni, una prova che nel meeting di Solvalla anno dopo anno sta acquisendo sempre più prestigio, sono saliti al proscenio i colori rossoverdi di casa Biasuzzi con I Won't Dance, acquisto mirato nello stile della più vincente scuderia del trotto italiano. In questa corsa è salito sul podio anche Main Wise As. E ancora il tricolore è sventolato con la bella affermazione del tre anni indigeno Nevele Wood.
Maggio per la nostra ippica è stato un buon raccolto: Lisa America aveva trionfato in Norvegia nell'Oslo Grand Prix, primo “centro" indigeno in questo gran premio sempre piu' qualificante nel circuito internazionale. Anche gli amici del galoppo possono sorridere perchè abbiamo difeso il Derby con Worthadd, montato dal più internazionale dei nostri jockey, Mirco "The Magic" Demuro. E all'orizzonte è apparso un 2 anni che fa sognare e che può essere buono per andare a vincere in Francia le corse di gruppo programmate in estate sul tema della velocità. La grande speranza del galoppo nazionale si chiama Spirit Of Saints: nel Premio Avvenire a San Siro ha vinto per 5 lunghezze spaccando i cronometri, 58 secondi e 90/100, più che galoppare sulla dirittura di San Siro ha volato con il fantino Dario Vargiu che ha dovuto solo reggersi in sella.
L'IPPICA italiana sa raccontare grandi storie. Non solo di successi ma anche di protagonisti che sanno portare un valore al cuore delle cose belle. Mago d'Amore vince per dei bambini indiani. Il suo ricco premio del G.P. Europa è servito a completare una casa famiglia per regalare il sorriso a dei bambini al quale mancavano tante cose, soprattutto un tetto e una scuola.
I nostri cavalli hanno trottato e galoppato come dei treni veloci in questa primavera. Alcuni ippodromi sono stati virtuosi e hanno scritte belle pagine nello scaffale dell'accoglienza e dell'intrattenimento, su tutti Vinovo e San Rossore.
Giugno che sta per arrivare riporterà nei piani alti dell'eccellenza tecnica, quella che regala l'evento, anche San Siro. Un week end di gran premi in un mix supersonico: sabato 12 il G.P. Nazionale di trotto, domenica 13 attraversando soltanto la strada il G.P. Milano di galoppo. L'ippica italiana con l'eccellenza del suo allevamento e dei suoi interpreti, i grandi professionisti, allenatori, drivers, fantini, e con la passione che anima ancora diversi proprietari che mettono dentro denari ad alimentare sogni, potrebbe sorridere felice. E, invece, in questi giorni siamo qui a leggere sulla stampa affermazioni e proposte che questa ippica ancora bella in tutta la sua meravigliosa potenzialità non si meriterebbe. L'ippica italiana vince nel mondo. anche per la forza della sua organizzazione esemplare. Pertanto è un'autentica sciocchezza soltanto l’aver pensato di abolire l'Unire. Anzi per il valore del cavallo, economico, sociale, sportivo, culturale, è un dovere istituzionale per un Paese civile avere un ente che ne coordini le diverse attività e discipline.
AL COMMISSARIO dell'Unire e al nuovo Ministro delle Risorse Agricole non chiediamo solo di guardare i numeri ma di studiare il nostro mondo e di comprenderne tutte le risorse, i valori culturali, sportivi, sociali. Dire che c'è indifferenza del Paese Italia per il cavallo è inesatto. Perchè se all'ippodromo non c'è gente o sulle corse non si scommette, c'è un pezzo d'Italia anche bella , quella delle famiglie, con tanti bambini, che quando c'è una Fiera di cavalli, che sia Verona, Roma, Malpensa, Città di Castello o Travagliato, prende uno zaino e un treno e vuol vedere gli attacchi, i quarter horses, il salto in ostacoli.
Siamo l'ippica italiana. Non abbiamo mai preteso con grande dignità di darci come organizzazione una Federazione Sportiva e attingere ai contributi del Coni anche per i rimborsi spese delle trasferte. In questo abbiamo una grande dignità ma giuro che la prossima volta che leggo una sciocchezza come la proposta di abolire l'Unire chiamo il Grizzetti, il Baldi e il D'Angelo e dico loro di telefonare al Presidente del Coni Petrucci per chiedere la costituzione della Federazione Italiana Galoppo & Trotto.
Cordialmente
PAOLO ALLEGRI



























