La scienza e il problema del trasporto dei cavalli/3
IL DR. CARLO BARNINI, direttore sanitario del Centro Medico Equino di Limena (Pd), ha scritto un saggio scientifico sul trasporto dei cavalli, argomento che è oggetto di studio anche all’Università di Padova. Il saggio, ovviamente molto lungo, è da noi pubblicato in cinque puntate nell'arco di dieci giorni.
IL POSIZIONAMENTO DEI CAVALLI all’interno del mezzo di trasporto costituisce una causa di stress molto importante.Si sono fatte diverse prove , valutando per ciascuna di esse dei parametri clinico-analitici che hanno dato delle indicazioni precise su quale sia il migliore modo per trasportare i cavalli.I risultati hanno accertato che il loro ,livello di stress è minore se vengono alloggiati in posizione opposta al senso di marcia.
Questo sistema di trasporto, comparato gli altri testati , ha evidenziato che i cavalli presentavano una minore frequenza respiratoria , una minore frequenza cardiaca e un minore innalzamento delle frazioni enzimatiche imputabili all’attività muscolare.
Altri parametri di valutazione sono stati la ricerca del livello di cortisolo ematico e la determinazione della formula leucocitaria ed entrambi i risultati ottenuti hanno confermato che il trasporto con la testa in direzione opposta al senso di marcia è meno stressante.
La differenza è dovuta al fatto che il cavallo posizionato in tale direzione ha un assetto equilibrato , adatto alle sollecitazioni meccaniche a cui è soggetto , che sono prevalentemente antero-posteriori per il treno posteriore ed invece laterali , per quanto riguarda il treno anteriore.
E’ chiaro che la parte più lontana dalla forza motrice , in questo caso la parte più distale del trasporto , sarà maggiormente soggetta a dei movimenti laterali che vengono altresì esacerbati dalla forza centrifuga , mentre la parte più vicina alla forza motrice risentirà meno di questo tipo di forza e sarà più soggetta ad impulsi , quali le accelerazioni e le frenate .
Posizionando il cavallo come descritto , le grandi masse muscolari del posteriore possono contrastare più efficacemente queste sollecitazioni in senso antero- posteriore , mentre la muscolatura delle spalle , che ha una maggiore elasticità di movimento in senso laterale , (osservate un cavallo mentre pascola ) , potrà meglio opporsi alle forze laterali , che sono maggiori nella parte posteriore del trasporto.
Questo comporta il fatto che , rimanendo fermo il tronco , a muoversi , al fine di mantenere l’equilibrio , è la testa che , con piccoli movimenti in risposta al tipo di sollecitazione , riesce a ristabilire uno stato di equilibrio.
L’ ondeggiamento passivo è usato dal cavallo per equilibrarsi durante piccole e temporanee accelerazioni o frenate.
Nel momento invece in cui le forze che intervengono sono di entità maggiore ecco che il cavallo sarà costretto all’utilizzo di meccanismi di reazione attiva come , nel caso di una accelerazione forte ed improvvisa , il fare qualche passettino nella direzione di marcia.
Può anche succedere che il cavallo , sottoposto a questo tipo di sollecitazione , porti la testa in avanti , allarghi gli anteriori e che , spostando il peso sul treno posteriore assuma una postura fuori di sé , per bilanciarsi .
La comparazione dei movimenti di reazione attiva variano tantissimo a seconda della posizione che si fa assumere al cavallo durante il trasporto risultando quasi opposti , se si considerano i due modi di collocare il cavallo all’interno del trasporto..
Una frenata improvvisa in un cavallo posizionato con la testa nel senso di marcia obbligherà l’animale nel fare dei passi nella direzione di marcia venendo il più delle volte a contatto con la parte anteriore del trailer.
Si è visto che frenate ripetute tendono a creare nel cavallo l’impressione di essere legato inducendolo a reagire allargando le gambe anteriori , portando in avanti la testa e ponendo i posteriori sotto di se , cosa che invece non succede in cavalli orientati al contrario.
Infatti , nella postura contraria al senso di marcia , durante le frenate , il cavallo alza la testa e cerca di portare il peso sul treno posteriore dove le grandi masse muscolari potranno meglio antagonizzare le forze inerziali.
Per quanto riguarda l’accelerazione , è per il cavallo è più facile da gestire in quanto , sia il treno anteriore che la testa hanno maggiore possibilità di movimento.
Gli aspetti comportamentali come visto , sono molto diversi se si considerano cavalli orientati secondo il senso di marcia o in senso opposto e questo è dovuto ai diversi meccanismi adottati
per raggiungere uno stato di equilibrio.
Da un punto di vista biochimico le differenze che si sono evidenziate nei due sistemi di trasporto sono significative , mentre da un punto di vista fisiologico non vi sono delle variazioni significative ma solo delle differenze nell’ampiezza delle risposte ottenute.
Altri fattori che influenzano la capacità di un cavallo di mettersi in viaggio sono : la consuetudine al trasporto , la sua sanità , la qualità della guida del conducente del mezzo ,gli altri cavalli con cui è costretto a viaggiare ( il panico ad esempio è contagioso ).
Modalità di carico e scarico e alloggiamento sono condizioni che non rilevano solo ai fini dello stress , ma della sicurezza generale del trasporto.
3 – continua



























