Ippica Comitato di Crisi, il piano per il rilancio - 3
Ippica - piano di rilancio del Comitato di Crisi - terza parte
PROPOSTE
Per stabilizzare le risorse dell’UNIRE e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2008, senza sacrificare ulteriormente gli operatori del settore attraverso un ulteriore, inaccettabile e inutile tgalio del montepremi che li costringerebbe ad astenersi dal partecipare a corse, nei mesi di ottobre, novembre e dicembre si richiede un urgente intervento-tampone convenuto di concerto tra il Ministero dell’Economia e il MIPAAF, in favore dell’UNIRE.
Per rafforzare la raccolta delle scommesse ippiche, che mostrano un costante decremento anche a causa delle nefaste conseguenze prodotte dal Decreto Bersani DL 223 del 2006 n. 38, si richiede un intervento governativo che favorisca il riallineamento numero della rete di vendita dei prodotti ippici a quello delle scommesse sportive, consentendo contemporaneamente una riduzione del carico tributario e una razionalizzazione della raccolta.
Per non vanificare i positivi ritorni economici per l’Erario e per l’Unire scaturenti dalla Scommesse V7, sostitutiva del concorso Totip, si richiede la sospensione del lancio della stessa, in attesa di una sostanziale riduzione dei prelievi che la rendono praticamente inappetibile agli scommettitori.
L’Unire è un Ente pubblico non economico, ha un bilancio autonomo rispetto a quello dello Stato, è dunque dotato di autonomia finanziaria, amministrativa e contabile; è sottoposto alla vigilanza del Mipaaf; deve presentare sempre un bilncio in equilibrio finanziario; deve assolvere le proprie finalità istituzionali ridistribuendo ai soggetti interessati i proventi dei giochi e delle scommesse del settore. Ma è stato inibito ad agire sulle entrate e privato del controllo dei flussi finanziari, a causa delle disposizioni contenute nella legge 662 del 1996 e nel successivo D.Lgs. n.449 del 1999 che lo hanno escluso dalle attività dirette di organizzazione e gestione dei giochi e delle scommesse relativi alle corse dei cavalli.
Si invita il Governo a valutare se l’affidamento di tutte le attribuzioni in materia di organizzazione e gestione delle scommesse ippiche ad AAMS abbia consentito realmente di tenere presenti le specificità della scommessa ippica o piuttosto non abbia relegato l’Unire ad una funzione secondaria, a volte meramente partecipativa, allungando enormemente i tempi necessari per adottare una qualsiasi strategia di impatto, ivi compresa l’adozione e la regolamentazione di nuove formule di gioco, impedendo inoltre il controllo sulle Agenzie e conseguentemente il recupero delle somme di cui le stesse Agenzie risultato sovente debitrici.
Inoltre, il trasferimento delle competenze in materia di scommesse dall’Unire ad AAMS ha determinato un’altra criticità di natura organizzativa che può essere sintetizzata nella perdita del bagaglio di esperienze e professionalità che il personale dell’Unire, quale Ente deputato al presidio delle scommesse ippiche in Italia, aveva maturato in 70 anni di attività.
UNA CORRETTA AMMINISTRAZIONE della missione dell’Unire non può prescindere da una maggiore partecipazione dell’Ente nell’articolato processo di gestione del sistema scommesse attraverso il ripristino di quanto previsto dall’art.8 comma 12 della legge n.200 del primo agosto 2003 in materia di rappresentanza in seno al Comitato Generale per i Giochi di cui art. 3 della legge 10 agosto 1988 n.357, un metodo di collegamento simultaneo con il totalizzatore centrale nonché una maggiore responsabilizzazione di AAMS nella gestione del mercato garantendo all’Unire una base economica annua tale da sostenere le sue fonti istituzionali e una percentuale da definire sulla raccolta di giochi e scommesse non ippiche, comprese le slot machines, nelle Agenzie o nei negozi ippici e negli ippodromi, da destinare a incremento del montepremi.
Per evitare che l’introduzione, prevista all’interno della legge finanziaria per il 2007, di tipologia di gioco relativa a scommesse virtuali su eventi ippici rischi di diventare un ulteriore fattore di crisi per il movimento ippico, necessita nell’immediato che il legislatore preveda misure di riversamento dei proventi che ne deriveranno all’attività ippica.
Alla luce del costante incremento delle scommesse via Internet, che certamente hanno un costo inferiore di raccolta, s richiede un potenziamento dell’aliquota da riservare all’Unire, nonché una costante azione di AAMS per evitare il moltiplicarsi dei siti privi del dominio It.
Per sensibilizzare maggiormente la vocazione imprenditoriale delle Società che gestiscono gli ippodromi, occorre regolamentarne le attività, distinguendo quelle per le quali è necessario che l’Unire contribuisca finanziariamente in base ai servizi resi allo stesso, da quella squisitamente imprenditoriale che va lasciata alle iniziative dei singoli per far sì che il peso della contribuzione statale divenga sempre meno rilevante rispetto al reddito complessivo di questo tipo di società.
Ciò può avvenire sulla falsariga di quanto avviene in altri stati europei, assegnando alle Società di corse maggiori spazi per l’organizzazione di eventi e manifestazioni autonome d’intesa con le amministrazioni pubbliche locali, spesso proprietarie di ippodromi. Resta fermo che le Società di corse dovranno riservare una percentuale da definire sulla raccolta di giochi e scommesse non ippiche, comprese le slot machines, negli ippodromi da destinare ad incremento del montepremi.
La legge 499 del 1999 relativa al riordino dell’Unire si è dimostrata insufficiente a colmare il vuoto creatosi con l’incorporazione degli enti tecnici e necessita quindi di una rivisitazione.
Le modifiche normative dovranno.
- disegnare un Ente più snello e più ricco di conoscenze tecniche restituendo centralità alla partecipazione degli ippici, favorendo un processo federativo fra le Categorie;
- attribuire allo stesso funzioni prioritarie di promozione e tutela dell’incremento qualitativo delle razze equine, di controllo e garanzia sugli eventi e sui luoghi dove viene prestato lo spettacolo, di vigilanza sull’indirizzo selettivo e di qualità delle corse, di offerta allo scommettitore di un prodotto più attrattivo e trasparente;
- definire inoltre precise norme in materia di tutela e valorizzazione degli equidi.
IL NUOVO TESTO DI LEGGE DOVRA’ PREVEDERE IN PARTICOLAR MODO:
- il riconoscimento dell’attività di allevamento, addestramento e allenamento di cavalli per la competizione sportiva quale attività imprenditoriale agricola a tutti gli effetti
- l’istituzione di una Commissione di vigilanza e controllo sul doping
- norme per la tutela della salute e del benessere degli equidi
- definizioni delle attività equestri, delle attività sportive connesse, del turismo equestre e dell’ippoterapia
- misure per favorire la salvaguardia delle razze equine, la diffusione degli allevamenti e delle attività equestri
- la costituzione di un Comitato Tecnico in seno all’Unire, composto da rappresentanti delle categorie del trotto, del galoppo e del cavallo da sella e degli ippodromi, con parere vincolante sulle delibere in materia di programmazione tecnica delle corse e delle manifestazione e di piani e programmi allevatorii.
3 - continua

























