Il piano di Zaia per salvare l'ippica
DALLE ALPI ALLE PIRAMIDI, pardon dalle Alpi alla Sicilia tutta l’Italia ippica si è mossa per essere a Roma, la mattina di mercoledì 29 luglio, alla presentazione delle “Linee di indirizzo strategico per il rilancio dell’ippica italiana”, più semplicemente il piano-Zaia. La presentazione si è svolta in alcune sale dell’Università LUISS. Al tavolo il ministro dell’agricoltura Luca Zaia era affiancato dal capo di gabinetto dr. Giuseppe Ambrosio e dal prof. Armando Branchini, che ha seguito passo per passo, fin dalla nascita, la creazione del suddetto progetto. In sala il sottosegretario al ministero della Salute Francesca Martini, il presidente della Commissione Finanze della Camera Gianfranco Conte e il presidente dell’Unire Goffredo Sottile.
Il progetto consta di 15 cartelle dattiloscritte ed è da noi riportato integralmente in files a parte.
Il ministro Zaia nel suo discorso ha ribadito quanto aveva affermato in occasioni precedenti, l’ultima delle quali era stata l’audizione alle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato avvenuta il giorno prima. “Lacrime e sangue” è stata la promessa di Zaia che ha ricordato come l’ippica sia un “malato eccellente” che in dieci anni ha visto calare del 90 per cento gli spettatori negli ippodromi”.e che dispone, se vogliamo parlare in termini aziendali, di un buon marchio ma di un prodotto screditato perché carente nella qualità. “L’ippica ha le sue colpe perché ha sempre avuto una concezione assistenzialistica ma a questo punto è indispensabile una radicale riforma, altrimenti si muore”.
Zaia ha ringraziato “Ippica Impresa”, che si era fatta carico delle spese per l’elaborazione del progetto consentendo al Ministero di attuare l’operazione a costo zero, ma ha tenuto a sottolineare che la sua approvazione del piano è stata determinata solo dal fatto che egli ne condivideva in pieno i contenuti e i tempi di attuazione.
Il piano, come si legge nel testo integrale, prevede una drastica riduzione delle corse da attuarsi nei prossimi quattro anni, nuovi investimenti nella promozione, una grande attenzione verso la qualità e la regolarità delle corse, riqualificazione degli ippodromi, una rigorosa revisione della regolamentazione antidoping (cui ha fatto riferimento anche l’on. Martini nel suo intervento), l’aumento del playout al 77% (ovvero l’ammontare a favore dello scommettitore), rivedendo le percentuali per AAMS, UNIRE e operatori.
All’UNIRE il piano affida il compito di procedere entro 45 giorni a operazioni di grandissimo impegno come il sistema Tv, la giustizia sportiva, il regolamento delle corse, il regolamento antidoping…
Il presidente dell’UNIRE Goffredo Sottile ha palesato la piena condivisione del piano, assicurando la massima collaborazione dell’Ente, pur sottolineando come, in base all’art. 1 dello Statuto, il suo compito di presidente sia quello di difendere le competenze che spettano all’UNIRE stessa (ovviamente finché sarà in vigore l’attuale legge istitutiva dell’Ente).
L’on. Gianfranco Conte, dal canto suo, ha polemicamente osservato che il presidente dell’Unire non può difendere un settore che non funziona e che comunque nel bilancio dell’Unire esistono, a suo giudizio, i margini per seguire le linee innovative suggerite dal piano.

Un momento della conferenza di presentazione del \'\'piano strategico per l\'ippica\'\'




























