Coordinamento Ippodromi, ennesimo
appello al Governo e al Parlamento
COORDINAMENTO IPPODROMI, associazione presieduta da Attilio D'Alesio, comunica: "Il Decreto Legge n. 16 del 3 marzo 2012 all'art 10 affronta solo parzialmente la questione della salvezza dell'ippica italiana, che attraversa ormai da anni una crisi così grave da mettere in discussione la stessa sopravvivenza del settore: ippodromi, operatori, cavalli e lo stesso Ente Pubblico (Assi) che lo governa.
"I 43 ippodromi presenti sul territorio nazionale sono al collasso, tanto che alcuni hanno già cessato l'attività ed altri saranno costretti a farlo nelle prossime settimane e tutto questo senza essere riusciti a trovare una soluzione che consenta la salvezza dell'ippica in generale e degli ippodromi in particolare di cui ben 31 sono di proprietà delle Pubbliche Amministrazioni locali ed in questo senso sarebbe auspicabile anche un coinvolgimento dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI).
"Molti ippodromi stanno chiudendo i servizi rivolti sia all'allenamento che all'accoglienza di operatori e cavalli e centinaia di dipendenti sono o in mobilità o in cassa integrazione o, addirittura, licenziati.
Il panorama che abbiamo di fronte e' davvero disastroso e purtroppo le risorse che Assi ha a disposizione sono assolutamente insufficienti per lo svolgimento dei compiti istituzionali assegnatigli dalla Legge.
"E' necessario ed urgentissimo quindi dare contenuto concreto a quanto previsto dal sopra citato Decreto Legge al comma 3 ed in particolare al punto e): “ operare una ripartizione dei proventi tale da garantire l'espletamento dei compiti istituzionali dell'Assi”.
"Il tutto finalizzato alla razionalizzazione ed al rilancio dell'ippica, nell'assoluta trasparenza e regolarità delle corse nonché della promozione e del benessere del cavallo.
"Questi obiettivi si possono raggiungere, nel mentre si procede con la necessaria Riforma delle scommesse, prevedendo nel Regolamento in corso di adozione, un finanziamento straordinario sostenuto da una percentuale su tutti i “giochi”, che consenta davvero ad Assi di svolgere i propri compiti istituzionali, avviando contestualmente la profonda ristrutturazione dell'Ente medesimo, da tempo annunciata dal Mipaaf e sollecitata dall'importante dibattito che si e' svolto proprio in questi giorni in Parlamento".





















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