Cavallo da Sella, in Francia arriva la crisi
E’ PROPRIO il caso di dire che tutto il mondo è paese. In Francia gli allevatori del Cavallo da Sella sono estremamente preoccupati perché i cavalieri sono sempre più orientati a comprare all’estero, per esempio in Olanda o in Germania, “cavalli fatti”, ovvero già pronti per le gare. Cosa che in Italia si verifica tranquillamente da almeno vent’anni.
Sul tema ha parlato Bruno Mellet nella sua audizione agli Stati Generali dell’ippica (Biblioteca del MIPAAF a Roma), la prima delle tre previste per martedì 17 febbraio.
Bruno Mellet è il direttore della Societé Hippique Francaise. Da noi l’allevamento del Cavallo da sella rientra nella sfera operativa dell’Unione Nazionale Incremento Razze Equine, che proprio in questi giorni è alle prese con la formazione della Commissione Tecnica Centrale (si spera che sia varata nella prossima riunione del Consiglio di Amministrazione).
La Societé Hippique Francaise organizza ogni anno 1.200 concorsi con tre circuiti per cavalli di 4-5-6 anni. Nello stud-book figurano 15.000 cavalli. I prodotti dell’allevamento francese sono destinati alla tre discipline olimpiche dell’equitazione (salto ostacoli, dressage, concorso completo) ma anche all’endurance e agli attacchi. Lo stato ogni anno destina 4.500.000 euro agli allevatori del Cavallo da Sella.
Mellet è stato molto esplicito: in un primo momento si poteva parlare di recessione, adesso si paventa una vera e propria crisi economica.


























