Bovolenta, un convegno per riflettere su come pensano i cavalli
Domenica 30 novembre 2025 si è svolto a Bovolenta, in provincia di Padova, il convegno di etologia equina Sai pensare come un cavallo? nell’incantevole Va Oltre - La Tenuta, una struttura in cui i cavalli sono gestiti in maniera naturale e si insegna una comunicazione rispettosa e consapevole con loro.
Il cavallo è un animale generoso che troppo spesso l’uomo controlla con la coercizione. Per fortuna sta aumentando la consapevolezza di un diverso approccio, rispettoso delle caratteristiche dell’animale, che permetta di allacciare relazioni profonde: se il cavallo collabora con noi, il risultato è migliore per entrambi e duraturo.
Per realizzarlo, occorre comprendere la mente equina e saper cogliere ciò che comunica.
I relatori del convegno, Andrew McLean, Elisabetta Palagi e Rachele Malavasi, ricercatori di fama internazionale, hanno condiviso le rispettive competenze.Andrew McLean, etologo specializzato in cognizione e apprendimento equino, ha parlato in collegamento dall’Australia di Come il cavallo percepisce allenamento e apprendimento.
L’intenzione di McLean è far capire, a chi lavora nel settore equestre, la necessità di comprendere i processi di apprendimento del cavallo per garantire la formazione di istruttori efficaci ma, soprattutto, una vita migliore agli equini.Purtroppo l’idea odierna del cavallo è distorta dalla visione antropomorfica che si è creata nel corso del tempo.
L’uomo ha definito il cavallo soldato fedele e coraggioso nell’esercito, lavoratore affidabile nel trasporto e nell’agricoltura, atleta agile e prestante nello sport, amico nel tempo libero. Si tratta di interpretazioni che mascherano le reali caratteristiche del cavallo, da sempre sfruttato per le necessità umane.Il cavallo è un essere senziente, che prova sentimenti di cui tenere conto in quanto influenzano comportamenti e apprendimento. Non ha la capacità immaginativa dell’uomo e non riesce a visualizzare passato e futuro: per lui esiste solo il presente. Diciamo che vive in una dimensione “zen” ambita da molti umani che è possibile assaporare quando si sta in sua compagnia.
Ma è anche un animale sociale che ha bisogno del contatto dei simili. È provato che i cavalli che vivono con altri equini apprendono più velocemente.McLean auspica una costruzione delle scuderie che dia la possibilità ai cavalli di toccarsi e vedersi anche quando sono sdraiati per riposare. Ha raccontato di alcuni esemplari difficili che non riuscivano a dormire a sufficienza per tale motivo.
Tocca all’uomo cambiare i propri schemi mentali e comprendere che per garantire il benessere equino occorra tenere conto delle sue peculiarità, così come il fatto che l’uso di strumenti quali morsi, chiudibocca e capezzine gli provoca dolori e danni fisici.
Esistono studi che permettono di codificare il livello di stress del cavallo e tengono conto di diversi parametri, come la velocità del battito delle palpebre.
L’ISES, International Society for Equitation Science, di cui McLean è presidente, sta collaborando con la FEI, Federazione Equestre Internazionale, per applicare principi etici all’addestramento del cavallo sportivo al fine di migliorarne il benessere.
Elisabetta Palagi, etologa, Professoressa associata in Zoologia al Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, ha trattato il Gioco e competenza sociale nei cavalli e in altri animali. L’etologia studia il cavallo per conoscere il suo comportamento senza alcun fine addestrativo. Sappiamo che il cavallo è un animale sociale e che il gioco è un momento fondamentale per la creazione di un esemplare equilibrato. A seconda dell’età, il puledro utilizza il gioco per esplorare l’ambiente, conoscere l’altro e dosare la propria energia. Il contatto con i simili è essenziale per lo sviluppo di una corretta salute mentale, poiché il soggetto impara a relazionarsi, a far fronte alle altrui azioni sviluppando una consapevolezza di sé essenziale per una crescita equilibrata.
Sono stati analizzati i comportamenti di diverse specie animali concludendo che esistono alcuni modelli comportamentali universali, specie nel gioco, a cui viene attribuito il medesimo significato permettendo a specie diverse di interagire tra loro.
Un altro anello nella costruzione della relazione con il cavallo.
Rachele Malavasi, biologa, esperta in etologia equina, divulgatrice scientifica, ha trattato la Comprensione reciproca fra uomo e cavallo.
La comunicazione è un processo volontario di trasmissione di informazioni di varia natura che avviene secondo regole note ai mittenti e ai destinatari tramite segnali codificati. È un processo cognitivo che richiede l’interpretazione dell’intenzione e non è facile farlo quando avviene tra specie diverse come uomo e cavallo.
Perché l’intenzione sia valutata come comunicazione, occorre un uso sociale del segnale e che il mittente sia sensibile all’attenzione del destinatario. Sono stati analizzati filmati che mostravano i comportamenti di alcuni cavalli per mostrare la loro capacità e intenzione comunicativa nei confronti dell’uomo.
Si è trattato di un incontro davvero interessante e stimolante per imparare a superare i luoghi comuni che ostacolano la creazione di una relazione autentica con il cavallo.
Per chi è interessato, la Dr.ssa Malavasi terrà altri incontri nei primi mesi del 2026 nella struttura di Va Oltre - La Tenuta, per approfondire gli argomenti trattati in questa giornata.




























