Blera. Ritmo chiude il “ trittico dell’anima ” : oltre 4.000 spettatori per l’opera equestre firmata da Rodolfo Lorenzini
BLERA (Viterbo), agosto 2026 – Oltre quattromila spettatori in due serate hanno salutato “RITMO”, la nuova opera di Total Theatre firmata da Rodolfo Lorenzini, che ha concluso il “Trittico dell’Anima”, la serie di spettacoli dedicati ai temi sociali, ai grandi sentimenti, ai valori e alle tradizioni, iniziata con Come i Colori dell’Arcobaleno (2024) e proseguita con Applausi (2025).
L’opera è stata presentata all’interno della manifestazione Cavalli in Piazza 2026, organizzata dal Comune di Blera in collaborazione con l’Associazione Amici del Cavallo Maremmano e Tolfetano, con il contributo del Consiglio Regionale del Lazio.
IL SOSTEGNO ISTITUZIONALE
A confermare il valore dell'iniziativa è intervenuto il Vicepresidente del Consiglio Regionale del Lazio, Enrico Panunzi:
"Tra i tanti spettacoli equestri che da anni finanziamo come Regione Lazio, sicuramente questo è stato sorprendente, sia per i temi trattati sia per la straordinaria capacità di coinvolgere il pubblico."
LA VISIONE ARTISTICA: TEATRO SOCIALE CITAZIONI MITICHE E SIMBOLISMI SULLA SCENA
RITMO è un’opera che racconta il mondo attraverso il suo battito più antico, intessendo testo e immagini sceniche con richiami simbolici della grande mitologia classica. Al centro dell'opera vi è la duplice natura del cavallo, creatura da sempre sospesa, nella psiche umana, tra l'origine terrena — legata alle viscere e alla forza della Terra — e quella celeste. È il suo galoppo il ritmo supremo: l'arco teso che unisce il suolo al cielo.
Lo spettacolo si apre nel buio di un blackout contemporaneo: i “Ragazzi Digitali” scoprono che, quando gli schermi si spengono (la bidimensione piatta dello smartphone), resta solo il silenzio di chi ha dimenticato come si ascolta. Appare allora il mondo, fisico, tridimensionale e rotondo ed anche alternativo, sostenuto da un dio a cavallo, che viene donato di nuovo alle giovani generazioni. Da quel silenzio riemerge la voce di Gea (Madre Terra), figura che rievoca il mito di Cerere e il dono fatto agli uomini dell'arte ancestrale di allevare e comprendere i cavalli. Gea non insegna: svela ai ragazzi che tutto ciò che conta nella vita possiede una frequenza viva — il vento, le stagioni, la memoria, i sentimenti.
Da questo punto in avanti, lo spettacolo diventa un viaggio attraverso i ritmi dell'esistenza: la grazia dell’infanzia, l’intesa profonda dell’ascolto reciproco, la solennità delle radici popolari, il calore viscerale del fuoco, la seduzione della danza e la poesia della libertà assoluta, fino al gesto semplice della bambina che riallaccia il contatto con la natura e condivide il mondo con il suo cavallo e con i ragazzi digitali.
RITMO non è uno spettacolo sul cavallo. È uno spettacolo sul mondo attraverso il cavallo. È un’opera che usa l’arte equestre come linguaggio, non come esibizione; come metafora, non come tecnica; come ponte, non come fine.
INTERVISTA A RODOLFO LORENZINI
«Negli ultimi anni il cavallo è stato raccontato soprattutto attraverso la tecnica e l’estetica. Ma da sole tecnica ed estetica, non sono teatro.»
D. Lorenzini, “RITMO” chiude il Trittico dell’Anima davanti a oltre quattromila spettatori. Qual è la direzione culturale che questo progetto vuole indicare?
R. «Negli ultimi anni, l’arte equestre in scena è stata spesso identificata con una grammatica tecnica od estetica: dressage, alta scuola, libertà, acrobazia, volteggio, lavoro. È una tradizione importante, ma ha finito per ridurre il cavallo al “cosa sa fare” invece che al “cosa significa”. Proprio le grandi produzioni internazionali di massa destinate ad un pubblico vasto e popolare ci mostrano che esiste un’altra strada: il cavallo come parte di un linguaggio più ampio, che unisce danza, musica, acrobazia e teatro fisico. Dobbiamo riflettere su questo: le grandi produzioni internazionali non sono impostate come format di spettacolo equestre (il cavallo ha un impatto drammaturgico si e no del 50%) come viene inteso per lo più da noi in Italia; ma sono impostate nella forma di Total Theatre.»
D. Questa visione ha radici storiche?
R. «Assolutamente sì. Nel Cinquecento, nelle feste di corte, il cavallo era parte integrante del teatro totale rinascimentale: apparati effimeri, musica, danza, macchine sceniche, drammaturgia. Non era un genere a parte, ma un elemento culturale. È proprio questa tradizione che oggi intendiamo valorizzare anche in chiave UNESCO. Il termine “ars” nel '500 non aveva il significato che noi attribuiamo al termine odierno: questo ha generato molta confusione nel settore equestre.”
D. In Italia, però, molti spettacoli seguono ancora una struttura tecnica tradizionale. Come si colloca “RITMO” rispetto a questo scenario?
R. «In Italia è frequente che spettacoli basati su numeri tecnici vengano presentati con titoli evocativi. È una pratica comprensibile, nasce dal desiderio di dare identità alle serate. Ma quando la struttura rimane invariata per anni, la tecnica – pur preziosa – non si trasforma automaticamente in teatro. Oggi il pubblico è pronto per linguaggi più ricchi, capaci di integrare discipline diverse dentro una narrazione, un tema, una visione.»
D. Qual è allora la proposta culturale di “RITMO”?
R. «“RITMO” mostra che il cavallo può tornare a essere ciò che è sempre stato nella storia dell’arte europea: una presenza culturale, non un genere a parte. Non è uno spettacolo sul cavallo, ma sul mondo attraverso il cavallo. È un’opera che usa l’arte equestre come linguaggio, non come esibizione; come metafora, non come tecnica; come ponte, non come fine.»
CAST DI “RITMO”
• Performer Equestri: Bartolo Messina, Chiara Cutugno, Erick Caneppele, Lisa Mabilia, Mario De Carolis, Martina Aceto, Thais Caneppele e Diego Delle Monache.
• I Butteri: Domenico Galli, Angelo Lopis, Mario Sambuco, Enrico Valentini.
• Gruppo Aragonas: Sasà Improta, Giulio Longobardi, Matteo Rufini.
• Giochi di Fuoco: Eleonora Cutugno, Giuseppe Dionigi.
• Compagnia Fantasia Flamenca: Direzione artistica e coreografie di Laura Stella. Con: Laura Stella, Luisa Stella, Gianluca Pintus, Antonella Crescentini, Claudia Biccheri, Loretta Correani, Adelaide Longobardi.
• Musica e Teatro: Piera Bertocci (interpretazioni canore dal vivo), Chiara Caponnetti (voce narrante e attrice, interprete del monologo di Gea, Madre Terra).
• I “Ragazzi Digitali” (I Ragazzi del Colle di Ermatha): Jacopo, Sofia, Ania, Fabiola, Fiammetta, Federica, Lucia, Beatrice, Alessandro.
A Blera, oltre quattromila persone hanno risposto a questa visione. E forse è proprio questo il punto: quando il cavallo viene liberato dalle etichette che lo confinano, torna a essere arte. Senza aggettivi.
“RITMO” non chiude soltanto un trittico. Apre una discussione. E invita il mondo del cavallo a guardare oltre.




























