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Nella prima parte dell’articolo pubblicato tempo fa, abbiamo visto delle importanti differenze tra addestramento, educazione e formazione.
In questa parte cercheremo di capire meglio cosa si intende con degli esempi.Esempio di addestramento.
Supponiamo di voler far girare un cavallo in tondino alla longia.
La procedura comportamentista utilizzata in questo caso è fondata sulla triade stimolo-risposta-rinforzo.
Quindi una corretta esecuzione potrebbe essere: alzo la frusta (o stick, o coda della lunghina): questo è lo stimolo - che in questo caso corrisponde a una pressione psicologica; se il cavallo non avanza agito lo strumento (aumento della pressione); se non avanza ancora lo tocco (pressione fisica). Quando il cavallo esegue (risposta), tolgo la pressione (rinforzo negativo).Nel panorama equestre il cavallo è sempre stato considerato come un "prestatore d'opera", e ciò ha comportato l’utilizzo di metodi d’addestramento che, in maniera più o meno coercitiva o più o meno “naturale”, hanno come fine l’obbedienza e le prestazioni, siano esse di tipo sportivo, lavorativo o ludico.
In quest’ottica utilitaristica ed egocentrica, difficilmente si tiene conto della sua cognitività e della componente psico-emotiva che, anziché essere sviluppate, vengono annichilite.
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