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Succede anche questo, a "Cavallo 2000". Di azzeccare una fantastica triplice (quella formula di scommessa in cui si indicano tre vincitori di tre corse diverse) che riunisce in queste pagine un indimenticabile e straordinario regista come John Ford; una galoppatrice formidabile ma sfortunata di nome Virginia; il più conosciuto e celebrato critico cinematografico italiano, Paolo Mereghetti, firma del "Corriere della sera" e autore dell'insuperabile "Mereghetti", tre volumi con oltre 35mila schede di altrettanti film.
Più di venti avventure cinematografiche, fin dai tempi del cinema muto. E poi fumetti, serie televisive, persino un film intitolato "Barbie e le tre moschettiere": i quattro formidabili personaggi creati da Dumas, ovvero Athos, Portos, Aramis e il guascone D'Artagnan hanno una tale vitalità che a quasi duecento anni dalla loro nascita (il libro è ambientato nella Francia del '600, ma è uscito nel 1844 come romanzo d'appendice sul giornale Le Siécle") ancora oggi dicono la loro. E dunque eccoci a parlare del film uscito appena dopo Natale e intitolato "I quattro moschettieri: la penultima missione" di Giovanni Veronesi.
Quando si parla della nascita del cinema il pensiero va ai fratelli Lumière e allo spavento che provocarono ai loro primi spettatori proiettando l'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat: temendo di essere investiti dalla locomotiva furono in molti a precipitarsi fuori dal locale parigino in quel lontano 1895. Ma a guardar bene, i cavalli di celluloide avevano già cominciato a galoppare davanti agli occhi degli uomini più di 20 anni prima e in un altro continente: l'America.
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