Ricordando Bistolfi, un handicap spettacolo nella domenica di Pisa
PISA. L'ippodromo del Prato degli Escoli omaggia il dormelliano Bistolfi intitolando, domenica prossima, una corsa al galoppatore di Tesio laureato del Criterium Labronico a due anni e, nel giugno successivo, del Prix d'Ispahan.
Bistolfi era il miglior cavallo dell'annata sui 1500 metri e il genio piemontese lo scelse per misurare Nearco, il leader della scuderia, prima di un Gran Premio di Milano. Lavoro severissimo con Nearco che finì avanti a Bistolfi, così in quell'inizio d'estate del 1938 dopo il successo nella corsa top di San Siro fu decisa la trasferta per Parigi.
Con il più giovane rampante della Dormello Olgiata, quel cavallo che si era rilevato da puledro sulle curve dell'Ardenza e che portava il nome di uno scultore, ad accompagnare Nearco nel convegno di Longchamp incentrato sul Grand Prix de Paris, allora la corsa più qualificante in Europa assieme alla Coppa d'Oro di Ascot.
Il giovane Bistolfi fece il suo dovere, nella prima parte del pomeriggio, con un assolo significativo nella sua corsa, sui 1850 metri del Prix d'Ispahan, rassicurando Tesio sulle reali possibilità di Nearco nel basilare confronto che sarebbe andato in scena qualche giro di lancetta dopo sul prato del Bois de Boulogne. All'ingresso in retta Nearco passò e il suo allenatore abbassò il binocolo certo del successo perché lui si fidava soprattutto delle linee dei suoi lavori.
Bistolfi era stato la pietra di paragone ideale per quell'esame di laurea di Nearco in terra di Francia. Se il primo aveva assolto il suo compito con disinvoltura nell'Ispahan, bastava quello scatto all'ingresso della dirittura di Longchamp per essere certi che anche il Campione vestito di biancorosso e croce di Sant'Andrea avrebbe reso lucente quel pomeriggio nel cielo pastello di una Parigi estiva. E fu così, con la consacrazione internazionale di Nearco, forse la cosa a cui Tesio teneva veramente per i suoi cavalli e per il suo prestigio di uomo di cavalli visionario e dal sapere sconfinato.
Si galopperà in handicap sui 1600 metri di pista grande nel nome di Bistolfi, storia di domenica pomeriggio in quel delizioso quadro del Parco di San Rossore, dove il verde è sublimato dal rintocco degli zoccoli dei purosangue sull'erba e dall'elegante presentazione al tondino mentre l'occhio degli spettatori si alterna tra le righe del programma e il mantello dei cavalli in un gioco di cromatismi che s'intreccia con le casacche colorate dei cavalli e gli sguardi curiosi dei bambini, come ammaliati dal passare di tanta bellezza e armonia,
Sedici i partenti di questo ben confezionato handicap, corsa affollata, incerta e trascinante. Un nome su tutti, quello di Lady Shawill, finita in piena spinta a centro pista, nell'impegno di sette giorni fa, e per la quale il suo trainer Gianluca Verricelli ha prenotato Dario Vargiu. Un'idea ma tra le alternative si spazia a piacimento, Coming Up con il 3 di steccato vola al Prato degli Escoli, Proiettile è portatore di linee che si sono confermate, Borntodare entrerà nelle gabbie con il biglietto da visita delle ultime due corse, belle belle.
Cavalli al tondino, lo spettacolo di San Rossore e delle sue corse al galoppo vi attende. Su quella pista dove Tesio amava venire a far correre i suoi cavalli d'inverno. Pisa, isola felice del galoppo italiano e non solo.




























