Qualcuno pensi a ''tutti'' gli animali da macello...
Caro Direttore, ho letto le novità sul vostro sito e le trovo molto interessanti. Tuttavia, ho delle riflessioni in merito alla condizione nei trasporti per la macellazione dei cavalli. Quanto ha scritto la dr.ssa Galli nel suo articolo corrisponde a una verità nota a tutti, tanto è vero che in televisione hanno ampiamente parlato di questo fatto.
Fa molto scalpore la visione di certe immagini, ma la nostra attenzione è spesso verso quegli animali che hanno un utilizzo bivalente nella nostra società. Perchè non si parla di come viene macellato tutto il bestiame, di come gli altri animali vengono anch'essi trasportati, di come la loro condizione di vita sia sottoposta alle uniche leggi dello sfruttamento e del profitto?
Sembra quasi discriminante occuparsi del benessere dei cavalli, seppur destinati al macello, e non far luce sul trattamento che subiscono tutti gli animali destinati alla nostra alimentazione. Personalmente non saprei se l'identificazione come animali senzienti possa bastare affinchè vengano riconosciuti dei diritti.
Alla fine, se la nostra società è in grado di determinare come maltrattamento "solo" la mancanza di acqua e cibo, non potremo sperare in altri risultati che quelli che ci mostrano i media.
Cordialmente
AGNESE BOLONESI
Risponde Maria Lucia Galli: “Cara Agnese, sono sostanzialmente d’accordo con le tue riflessioni. Certo, i cavalli non hanno dal punto di vista “etico” nessun diritto in più rispetto alle altre specie e quindi anche nei loro confronti andrebbero usate tutte le accortezze per ciò che riguarda i trasporti, i metodi di allevamento, la stabulazione e le modalità usate per abbatterli. Si dà il caso però che, mentre la CEE sta cercando di proporre protocolli che impongono adeguate direttive rispettose del benessere animale, i cavalli vivano in una specie di “limbo giuridico”. Non sono solo animali da reddito, non sono ancora animali d’affezione…mi verrebbe da dire che praticamente non sono e basta. L’assenza di una legge che definisca criteri di utilizzo e di scuderizzazione è un problema grave e non ancora risolto. Detto ciò, fa male pensare che molti dei cavalli che finiscono quotidianamente al macello siano animali che hanno lavorato per anni al nostro fianco: hanno gareggiato con noi, passeggiato con noi, forse giocato insieme a noi, avevano costruito con l’uomo un rapporto di fiducia e questo dà alla loro fine il sapore di un tradimento che la rende ancora più disdicevole.
Certo, non basta riconoscere gli animali come esseri senzienti (anche se il termine allude non solo al sentire fisico, ma anche a quello mentale e apre in qualche modo al riconoscimento di sentimenti ed emozioni) ma per una cultura come quella occidentale dominata dal pensiero “cartesiano” degli animali-macchina può forse rappresentare una prima presa di coscienza della complessità della vita e del mondo animale”.


























