Progetto della FISE per le Ippovie Italiane
PRESENTATO, in occasione della giornata di apertura dello Csio di Roma, il nuovo progetto della Fise per le “Ippovie Italiane”. Si tratta di un nuovo strumento ideato soprattutto per dare omogeneità e unitarietà ai vari percorsi “ippoviari” già presenti in molte aree del nostro Paese, con la finalità di rendere l’Italia competitiva rispetto all’offerta internazionale. Per fare questo, tra le altre cose, sono stati previsti: l’adozione di un brand/marchio che consenta di identificare immediatamente il prodotto “ippovie italiane; l’assunzione di una segnaletica unitaria europea (in italiano e ininglese); la redazione di un disciplinare che stabilisca regole per la fruizione dei percorsi, il rispetto dell’ambiente, la tutela del viaggiatore e del cavallo e molto altro ancora.
Come ha sottolineato Federico Forcelloni (responsabile del dipartimento equitazione di campagna e turismo equestre della Fise), perché anche nel nostro paese decolli il turismo a cavallo occorre sviluppare adeguati strumenti che promuovano, soprattutto all’estero, lo offerte turistiche proposte dai territori interessati. Per questo la Fise intende mettere a disposizione di Enti, territori e privati un portale interamente dedicato al Turismo Equestre italiano ove sarà possibile determinare un punto di incontro tra offerta e domanda.
Il progetto, in fase molto avanzata in tre Regioni italiane (Lazio, Umbria e Toscana) è già stato presentato al Ministro del Turismo On. Michela Vittoria Brambilla riscuotendo interesse e approvazione.
Rispondendo ad alcune domande dei giornalisti il presidente FISE Andrea Paul Gross ha specificato come l’intenzione della federazione sia quella di “fornire ai centri affiliati un’importante strumento di diversificazione dell’offerta” e quindi indirettamente anche un importante aiuto economico . “L’equitazione italiana – ha proseguito il presidente Fise - continua a vivere all’interno di un ambiente troppo chiuso in se stesso, che finisce per soffocarne le sue enormi potenzialità. Di qui la necessità di nuove aperture che consentano di accrescere le basi economiche delle attività sportive.”


























