Lutto nel mondo equestre, ci ha lasciato Stefano Lupis
Con la morte di Stefano Lupis, avvenuta il 28 febbraio 2026 all’età di 80 anni, se ne va uno degli ultimi testimoni di un’epoca irripetibile dell’equitazione italiana. Non solo un cavaliere di talento, ma un uomo che aveva fatto dello stile, della misura e della discrezione una forma di vita. La sua figura appartiene a quella generazione che, tra gli anni Sessanta e Settanta, trasformò la Società Ippica Romana in una fucina di campioni e in un laboratorio di eleganza sportiva.
Nato il 23 giugno 1945, Lupis era cresciuto in un ambiente dove il cavallo non era soltanto un compagno di gara, ma un interlocutore da ascoltare. La sua carriera internazionale prese slancio nel 1970, quando debuttò allo CSIO di Roma con Navarette, cavalla già affidata a Piero d’Inzeo. Ma fu con Drummage, soggetto irlandese di proprietà della FISE, che raggiunse i risultati più alti: l’argento ai Campionati Italiani del 1973 e, soprattutto, il ruolo decisivo nella Coppa delle Nazioni di Barcellona del 1974, vinta dall’Italia grazie anche ai suoi due percorsi netti, rimasti nella memoria degli addetti ai lavori .
Chi lo ha conosciuto ricorda un uomo di poche parole e molti gesti, capace di una calma che non era distacco, ma lucidità. In campo prova aveva quello sguardo obliquo dei cavalieri che sanno leggere il cavallo prima ancora che la distanza. Fu un atleta rigoroso, ma mai ossessionato dal risultato: per lui la vittoria era un fatto tecnico, non identitario. La sua vera ambizione era montare bene.
Di lui resterà l’immagine di un uomo che non ha mai cercato il clamore, e che proprio per questo ha lasciato un segno profondo. Un cavaliere vero, nel senso più pieno e più raro del termine.
La redazione di Cavallo2000 si unisce al dolore della famiglia inviando le più sentite condoglianze
I funerali saranno celebrati il giorno 2 marzo 2026 alle ore 11:30 presso la Chiesa di Santa Chiara.


























