L'ENPA si batte per i ''cavalli della vergogna''
IN NOME di una tradizione anacronistica, alle pesanti carrozze che trasportano i turisti per il centro di Roma sono attaccati i “cavalli della vergogna”, autentici animali condannati a morte. Sono i cavalli delle "botticelle", autorizzate dal Comune con licenze che si tramandano di padre in figlio a dispetto della modernità.
A Roma esiste un regolamento comunale a tutela degli animali. Riguardo alle botticelle, dal 1 giugno al 15 settembre – periodo estremamente caldo – se ne vieta il lavoro fra le 13 e le17. I controlli effettuati dalle Guardie Zoofile dell’ENPA hanno frequentemente accertato la violazione di tale disposizione. In numerose occasioni, durante le verifiche, i vetturini hanno tra l’altro dimostrato netta ostilità verso lo stesso limite istituzionale a protezione dei cavalli, considerati invece alla stregua di una vettura. Attualmente i vetturini operativi a Roma sono 43, alcuni dei quali oltre l’età della pensione. Le loro autorizzazioni potrebbero essere convertite in licenze di taxi ma i diretti interessati non sembrano d’accordo, visto che mantenere un cavallo rende molto e costa poco.
A fronte di tali motivi l’ENPA (Ente Nazionale Protezioni Animali) ha lanciato un vibrante appello alla Stampa Estera, sperando che ai visitatori di Roma venga spiegato come per i cavalli le botticelle rappresentino soprusi, sofferenze e morte.
Inoltre, dopo che lo scorso giugno, in piena notte, un’automobile ha travolto un cavallo causandone il decesso in seguito a una lunga agonia priva di soccorsi, l’ENPA ha rivolto un appello al nuovo sindaco Gianni Alemanno, affinché una volta per tutte dismetta le botticelle, trasformando le licenze dei vetturini in differenti autorizzazioni professionali. In tal caso, l’ENPA s’impegnerebbe in una campagna, con l'appoggio di altre associazioni protezionistiche, per trovare una sistemazione adeguata che garantisca ai circa 90 cavalli rinchiusi nell’ex Mattatoio una vita decorosa e il meritato riposo.


























