Lega ippica: Ma Catania in che mondo vive?
IL COMITATO Pre-Lega Unione Ippica Italiana comunica: “Ieri l'ennesima promessa, a questo punto ridicola, del ministro Catania. Inseguito nella sua campagna elettorale da ippici volenterosi e vogliosi di salvare il settore, a Cuneo il Ministro ha ricevuto una delegazione dei manifestanti che, puntualmente, gli hanno contestato, con precise argomentazioni, il recente Decreto. Con il solito gioco allo “scaricabarile” (ricordate? “è tutta colpa del Mef” disse il ministro a Bruxelles lo scorso 28 gennaio, cosa che ha poi confermato nella famosa intervista al “Corriere dello Sport”), il ministro ha detto che il Decreto non l'ha scritto lui, non lo conosce e l'ha solo firmato; inoltre, ha aggiunto che tutto ciò che avrebbe potuto e voluto fare per l'ippica è stato ostacolato da Lega Ippica. La prossima volta cosa racconterà, ministro? Che è alto, biondo e con gli occhi azzurri? Siamo convinti, e questa è la constatazione più amara, che qualche ippico, per tornaconto personale, anche in simili circostanze si tapperà gli occhi e, lavorando di fantasia, farà finta di credere anche a questo...
Ma stavolta il Ministro si è spinto oltre... Infatti, dopo averci snobbato per un anno, ha promesso alla Rappresentanza Unitaria un incontro per il prossimo 28 febbraio allo scopo di discutere quanto stabilito nel decreto. Non ci sarebbe neanche bisogno di precisarlo, ma a noi preme comunque farlo notare, quella data stabilita dal ministro è rigorosamente dopo le elezioni. Evidente, a tal proposito, la soddisfazione della Rappresentanza Unitaria, che ha così la scusa per fare un passo indietro rispetto allo sciopero proclamato mercoledì scorso e che avrebbe dovuto iniziare il 22 febbraio. E la soddisfazione non è per l'incontro, ma perché lo sciopero sarebbe stato un fallimento, visto che nessuno aveva intenzione di farlo. Patetico l'atteggiamento del dottor D'Alesio che prima proclama lo sciopero, poi, in una dichiarazione ad un'agenzia di stampa, si fa paladino della causa contro lo sciopero da lui stesso proclamato. Ci domandiamo: ma con quale coraggio? E poi: a nome di chi parla questa “Rappresentanza Unitaria”?
“Il tempo delle parole è finito” disse il “nostro” Francesco Farina a Verona, nel giorno del primo blitz realizzato all'inseguimento del Ministro nella sua campagna elettorale. E se il tempo delle parole, per tutti noi, già allora era finito, figuriamoci il 28 febbraio, a urne già scrutinate e quando il ministro avrà già passato ad altri il compito di risolvere i problemi che lui ha creato. Noi, il giorno 28, ci rifiutiamo fermamente di andare a parlare con un interlocutore che non riteniamo in grado di assolvere a nessun compito, se non a quello di combinare ulteriori disastri.
Ribadiamo, inoltre, la nostra contrarietà ad alcuni contenuti del Decreto interministeriale, in particolare la dilazione in tre anni del pagamento dei premi 2012 e il consistente taglio delle giornate (450 per il solo trotto nel 2015), che sancirà la morte dell'ippica italiana. Ma siamo contrari anche ad ogni tipo di gioco virtuale non regolamentato con una precisa tutela dell'ippica e, per questo, chiederemo al nuovo Governo la rimozione dei vertici Aams, che si sta affrettando ad autorizzare i giochi virtuali mentre, per la scommessa ippica, le riforme richieste a gran voce da tutto il settore si fanno attendere da anni. D'altronde, l'inizio degli eventi virtuali proprio in questo momento (lunedì prossimo partirà la sperimentazione) pare davvero una gran presa di giro nei nostri confronti. Aggiungiamo, sempre in merito al Decreto, la biasimevole nota che riguarda le corse estere, che non possono e non devono sostituire quelle italiane solo per un mero calcolo economico e senza prendere in considerazione il grande patrimonio che l'ippica italiana sta per disperdere, frutto di un lavoro secolare e che impiega oggi decine di migliaia di persone.


























