La risposta dell'Unire al quotidiano ''La Repubblica''
L'UNIRE (Unione Nazionale Incremento Razze Equine) comunica: "Ciclicamente la stampa nazionale si occupa di ippica, non già per evidenziare lo spettacolo delle corse o, più in generale, le tematiche legate ad un mondo agricolo e sportivo nel quale operano 50.000 addetti e che offre numerosi spunti di interesse per le sue eccellenze, ma solo per mettere in evidenza gli aspetti più negativi del settore e del suo Ente di riferimento, spesso del tutto slegati dall’attività istituzionale del comparto (come ad esempio le corse clandestine). L’ultimo in tal senso è quello apparso sul quotidiano “La Repubblica” il giorno 23 novembre scorso a firma di Corrado Zunino.
Si ritiene pertanto doveroso, a tutela del comparto e di tutti coloro che vi lavorano, fornire alcune precisazioni.
L’attuale Consiglio di Amministrazione, presieduto da Goffredo Sottile, si è insediato il 15 febbraio 2008 ed è solo da quella data, pertanto, che risponde del suo operato; per quanto riguarda il passato, non rientra nel modo di pensare del presidente Sottile e dell’intero C.d.A. esprimere giudizi.
E’ ovvio ritenere che Sottile, ancora in servizio quale Prefetto della Repubblica e titolare della sede di Torino, sia stato contattato per assumere la presidenza dell’Unire perché si voleva pervenire ad una gestione prudente e severa dell’Ente proprio allo scopo di recuperare rigore, efficienza ed economicità.
Dal suo insediamento il C.d.A ha avviato la riorganizzazione interna dell’Unire, l’ottimizzazione delle procedure di designazione degli addetti alla disciplina e controllo delle corse, l’omogeneizzazione dei relativi regolamenti, ha migliorato i controlli antidoping e sull’attività ippica, ha approvato un nuovo regolamento corsa TRIS ed ippica nazionale ed ha redatto il piano di rilancio dell’ippica secondo le direttive indicate dal Ministero delle politiche agricole.
Per quanto riguarda i riferimenti a presunti “sfarzi” della propria sede, si segnala che l’UNIRE, nell’ultimo quinquennio, non ha effettuato alcuna spesa per arredi e che questo C.d.A., in sede di rinnovo del contratto di affitto, in ragione di una politica di contenimento dei costi, ha ottenuto dalla proprietà, oltre ad una riduzione del canone di locazione, la facoltà di recedere dallo stesso, prima della naturale scadenza; ciò per consentire all’Ente, questo è l’intendimento, l’acquisto di un diverso immobile con l’assunzione di un mutuo da estinguere con rate compatibili con il bilancio e con quelle degli attuali canoni locativi.
Riguardo al presunto “regalo” di euro 86,2 milioni che l’Ente avrebbe concesso alle Agenzie, si precisa che il provvedimento con cui è stato reso inesigibile il pagamento del canone televisivo è frutto di una transazione approvata dai Ministeri competenti, Politiche Agricole ed Economia; l’UNIRE sta quindi recuperando quanto stabilito in via transattiva per le pregresse annualità.%%newpage%%
Premesso che in questi anni non è stato possibile registrare interessi particolari per la trasmissione delle corse dei cavalli da parte delle televisioni generaliste, le spese che l’UNIRE sostiene per il segnale televisivo sono da considerare quali costi strutturali per assicurare la diffusione delle immagini presso i punti vendita delle scommesse ippiche. Tali costi, tanto per esser chiari, sono analoghi a quelli di Equidia, l’emittente delle corse francesi che, pur con standard di qualità eccelsi, gestisce solo due canali tv rispetto ai quattro dell’Unire.
Nell’articolo vengono poi riportati episodi asseritamene occorsi nel passato, portati a conoscenza della Procura della repubblica di Napoli da un pentito, rispetto ai quali - ad oggi - non risulta alcun coinvolgimento di funzionari dell’Ente.
Per quanto attiene all’apporto delle forze di polizia per il regolare svolgimento delle riunioni di corse, il Presidente Sottile ha avuto modo di rappresentare al Ministero delle politiche agricole l’opportunità di interessare il Ministero dell’Interno anche per ottenerne la collaborazione e una maggiore sorveglianza degli ippodromi.
Giova anche precisare che il mondo dell’ippica vede impegnate persone serie ed oneste, mosse da una sana passione per il cavallo e che i “furbi” ed i disonesti non sono una prerogativa esclusiva di questo settore, come la cronaca anche recente dimostra.
La due diligence, proposta dal Ministero, fu favorevolmente accolta dal C.d.A, il quale peraltro non mancò di evidenziare che i dati e le valutazioni richiesti risultavano già certificati da una società terza, scelta con procedura di evidenza pubblica, ed erano in possesso dell’Ente e dello stesso Ministero: nella sostanza sarebbe stata una inutile e costosa ripetizione.
Si parla della dotazione organica dell’Ente senza ricordare talvolta che, prima dell’accorpamento del 2000, la sommatoria delle piante organiche dell’UNIRE e dei quattro preesistenti Enti tecnici prevedeva 375 dipendenti; oggi, a fronte di una dotazione organica “teorica” di 223 unità, sono in servizio soltanto 170 dipendenti; mancano, in particolare, sei dirigenti su sette ed entrambi i due Direttori generali previsti. Tutto ciò nonostante l’emanazione del decreto legislativo n. 449/1999 e della legge n. 200/2003 che hanno sensibilmente aumentato il numero e la delicatezza delle competenze istituzionali dell’Ente.
L’Unire, per ben due volte, ha indicato persone idonee a ricoprire l’incarico di Direttore generale dell’Area amministrativa e ha accettato, davvero a malincuore, per il pregiudizio che ne derivava, l’indicazione del Ministero di sospendere le procedure di assunzione; ciò vale anche per quanto attiene alla nomina del Direttore Generale dell’Area Tecnica; è di tutta evidenza che queste due figure sono indispensabili per il funzionamento dell’Ente.
Non è neanche lontanamente immaginabile che documenti pervenuti all’Ente non siano stati acquisiti al protocollo dell’UNIRE. Chi possiede notizie diverse ne faccia segnalazione alle autorità competenti o eviti di screditare gratuitamente la struttura.
Per quanto attiene ai compensi, si precisa che la remunerazione del Presidente e dei componenti del Consiglio sono stabilite con decreto dei ministeri vigilanti ed ammontano rispettivamente a circa € 150.000,00 ed a € 30.000,00 lordi annui.
La remunerazione del Segretario generale, una parte importante della quale è legata al raggiungimento dei risultati, è inferiore a quella dei suoi due predecessori.
Questo Consiglio, è bene ribadirlo a chiare lettere, composto, non solo da “brave persone”, come viene qualche volta detto, ma soprattutto da persone serie e competenti per il compito loro assegnato, finché rimarrà in carica, impronterà la sua azione al massimo rigore, alla massima trasparenza, al massimo impegno.

























