La dolce favola di Tex, piccolo grande cavallo
NON ERA SOLO UN CAVALLO. Tex era un amico con cui condividere tempo, esperienze, momenti di vita .Era anche uno di quei tanti animali che, dopo il loro servizio incondizionato, divengono vecchi, inutili, in attesa di un destino deciso dall'uomo. Erano passati ormai diversi anni da quando era stato messo in ”pensione” ma continuava a vivere su quella collina insieme ad altri suoi simili ancora in servizio. Pascolava in compagnia e nei primi tempi , con Gianni in sella a Prince, seguiva nei percorsi noti .
Le sue origini argentine ne condizionarono la salute dei polmoni fin dal suo arrivo in Italia e per tutto il suo soggiorno in pianura. La sua bolsaggine sembrava però miracolosamente guarita e non diede mai segni di aggravamento. Nei dieci anni che seguirono il pensionamento e con l'inesorabile procedere dell'invecchiamento, la sua proverbiale forza si consumava lentamente. Le sue condizioni richiedevano ora cure e attenzioni per lenire tutti gli acciacchi che si erano accumulati in ben oltre trent'anni, di cui più di venti in servizio.
Come altri suoi simili aveva accettato l'inevitabile destino che gli uomini avevano deciso per lui. Gli era toccato di invecchiare e sopportare le fatiche del tempo e degli acciacchi con la stessa cura con cui era stato governato quando era in lavoro.
La questione sta proprio nella qualità delle cure che fa la differenza, specie a partire da quelle che si adottano nel momento dell'uso di un cavallo e che poi condizioneranno il suo futuro destino.
Tex non era tanto importante per ciò che aveva fatto in carriera. Non era un campione da ricordare negli annali, neppure dei circuiti minori, ma il suo lavoro l'aveva svolto con profitto, tenacemente, senza mai creare particolari problemi e il suo valore era, e rimarrà, paragonabile solo a quello dell'amicizia .
Di carattere forte e padronale, in conflitto con l'uomo che aveva profondamente turbato e sconvolto in modo indelebile la sua natura animale, si era adattato all'addomesticamento mantenendo sempre, fino all'ultimo momento, una marcata avversione ad essere toccato. Era capace di sopportare il lavoro, le indisposizioni e le fatiche senza mai mostrarsi afflitto. Chi lo conosceva lo rispettava poiché la sua natura forte e il suo temperamento lo esigevano. Chiunque si proponesse di entrare in relazione con lui ne avrebbe avuto conferma.
Con il veterinario potevano esserci problemi seri ma ci si accorse che un atteggiamento rispettoso facilitava di molto le cose e certe tensioni si allentarono senza però mai dimenticare il perché.
Nonostante le cure e l'affetto che gli erano riservati, i suoi anni erano tutti e trentacinque in fila. Il tempo necessario si era esaurito, anche se la sua natura animale conservava intatto l'istinto tanto da risvegliare la sua irrequietezza giovanile.
Già altre volte negli ultimi anni si erano presentate situazioni di allarme ma sembravano turbare e agitare più gli umani, indaffarati a prodigare cure, che non l'istinto profondo di Tex.
Questa volta la sua agitazione non era per qualche astrusa malattia inventata dall'uomo, era più un'inspiegabile inquietudine. La candela si stava spegnendo, non annientata da soffio improvviso ma piuttosto consumata nella sua stessa materia . Una notte lo sentirono calciare contro le pareti del suo box aperto sul pascolo alberato, nonostante le sue vecchie e stanche gambe non avessero in realtà potuto concedere tutto quell'ardore.
La vicinanza di Juanito mitigò un po' l'ansia, ma passati pochi giorni le sue forze iniziarono ad esaurirsi rapidamente tanto da non concedere più di mantenersi in piedi autonomamente e con rischio di procurarsi gravi lesioni. Inutile ogni tentativo e accanimento terapeutico se non prendere atto di quell'agonia.
Anche il respiro, che fino a quel momento sembrava avesse dimenticato il suo stato di malattia, si ripresentò asmatico come ad indicare al veterinario che si poteva procedere . Per l'ultima volta un uomo avrebbe scelto per il suo destino.
Era caldo era estate, da oltre due mesi non pioveva. Non so se sia stata una coincidenza o se ci sia un perché ma quella notte piovve .
Nonostante il dolore, la tristezza il senso di vuoto e di nullità che la separazione inevitabilmente evoca, una vaga serenità si insinuò tra i sentimenti. Tutto era compiuto, anche la sofferenza nell'agonia della fine imminente si era risolta. Lo spazio che separa l'esistenza dal nulla era oramai nell'infinito.

In home page Tex nel pensionato dell\'Associazione Bucefato. Sopra con un suo amico




























