''Ippica, ti prego, non farti del male...''
Caro Direttore, lo sciopero in atto del comparto ippico danneggia soltanto la categoria che sciopera e non tocca minimamente gli interessi dei cosiddetti "datori di lavoro" e cioè SNAI, corners, Unire e Ministero delle Finanze. Vi spiego il perché:
- SNAI e i "corners" continuano a tenere aperte le Agenzie con il palinsesto delle corse straniere e, se l'ippica italiana continuerà nel suo atteggiamento, potenzieranno il suddetto palinsesto con corse di tutto il mondo sfruttando i vari fusi orari, con apertura dalla mattina alla sera tardi tipo Las Vegas;
- l'Unire, braccio operativo del Ministero delle Finanze, incasserà lo stesso le sue brave percentuali, risparmiando l'erogazione dei premi al traguardo (!);
- le varie sedi degli ippodromi (ormai non più sede di spettacolo per la scomparsa da tempo degli spettatori), specialmente quelli metropolitani diventeranno appetibilissime aree fabbricabili dove si butteranno a pesce i "palazzinari", avviando così affari miliardari per di più di grosso impatto sociale vista la fame di case in atto tra le giovani generazioni (e si sa come al capo del governo, per storia di famiglia, siano "simpatici" i palazzinari!).
Qualcuno potrebbe obiettare: e le migliaia di lavoratori del settore? Risposta: nessun problema, meglio riciclarsi tra muratori, carpentieri, idraulici, custodi e quant'altro al posto di strigliare cavalli e pulire le stalle. E i guidatori, gli allenatori, i fantini? C'è il precedente della Germania: i bravi all'estero, gli altri nell'edilizia. E gli allevatori? Lo stesso, chi alleverà bene e con qualità venderà all'estero; gli altri, dato che hanno la terra ... alleveranno altri animali!
Alla luce di quanto sopra, smettetevela di farvi del male da soli con lo sciopero ad oltranza perchè la scomparsa dell'ippica dall'Italia ... fa gola a tanta gente. Mettetevi in testa, una volta per tutte che ormai la scommessa ippica rappresenta soltanto una piccolissima parte dell'intero mondo delle scommesse nazionali e, per di più, sostituibile con lo stesso prodotto che viene dall'estero, e ciò, in un mercato globalizzato, è ormai accettato da tutti. Riprendete, quindi, subito l'attività, con la speranza che vi faranno recuperare almeno i Gran Premi saltati (perchè questo non è per niente sicuro) e negoziate secondo le regole del mercato (premi al traguardo proporzionali ai ridotti incassi dell'ippica). Se proprio non ce la potete più fare con i costi, chiudete baracca e burattini e riciclatevi come sopra!
ANTONIO FORTE (Palermo)


























