Insieme per una nuova ippica, avanti tutta
“INSIEME PER UNA NUOVA IPPICA” non vuole essere solamente il nome del comitato presieduto da Mauro Biasuzzi ma un autentico sprone affinché il comparto trovi finalmente la coesione e la comunione di intenti e obiettivi che manca. «Insieme per una nuova ippica, dunque, nessuna antitesi. Né con l’Anact né con altre figure», così si è infatti presentato ai giornalisti, la mattina di mercoledì 27 febbraio a Milano, l’ingegnere veneto alla testa del neonato comitato, schierato, tra l’altro, in prima fila contro il raddoppio dell’Iva sui premi e le compravendite dei cavalli.
«Non vogliamo partecipare ad alcuna associazione – ha proseguito l’allevatore-proprietario-gentleman driver (suo, peraltro, il campione del mondo in carica Equinox Bi, rapito e ritrovato sul finire dello scorso anno e il recente vincitore del Premio Encat a Milano, Giuseppe Bi) – bensì rimanere trasversali in un mondo ippico e allevatoriale che spazi dal galoppo, al trotto, al sella e che comprenda imprenditori, proprietari, guidatori, fantini e anche gli scommettitori e gli appassionati. Nessuno escluso, in quanto globalmente attori della scena ippica italiana. Quelli sul tavolo non sono problemi di campanile ma quelli che attanagliano tutti ed è per questo motivo che il comitato si pone e si propone come pungolo e spazio di confronto costruttivo con la classe politica e tutti gli operatori del settore che vorranno aderire. Non vogliamo sedi o poltrone ma abbiamo bisogno di dare spazio e corpo a idee capaci di offrire ossigeno a un’ippica oramai asfittica».
In assoluta controtendenza con quanto legiferato a favore dell’agricoltura negli ultimi anni e recependo per primi e unici una norma comunitaria altrimenti disattesa, la Finanziaria 2008 ha infatti penalizzato gravemente il settore ippico. Sul tavolo, tra le prime iniziative (altre riguarderanno la moralizzazione del settore) del comitato “Insieme per una nuova ippica”, una raccolta di firme per chiedere una sollecita misura, a livello legislativo, che permetta la disapplicazione dell’articolo incluso nella legge Finanziaria che ha portato dal 10 al 20 per cento sulle compravendite dei cavalli e sui premi elargiti.
La petizione sull’Iva, per fortuna di tutti, è stata superata, almeno per il momento dall’approvazione da parte del Senato del cosiddetto “decreto milleproroghe” (vedi il nostro lancio specifico)




























