Impegno bipartisan per salvare L'Auriga
L’AURIGA è un centro di eccellenza: è quanto emerso con forza nell’assemblea cittadina che si è svolta a Roma nella sede dell’associazione, ferma dal 31 dicembre scorso per un’emergenza anche finanziaria. Il Comitato Genitori e Amici de L’Auriga, nato sulla scia della chiusura, ha incontrato cittadini e rappresentanti delle istituzioni, che hanno testimoniato attenzione e interesse verso la vicenda.
Dando prova di un interesse bipartisan e al di sopra delle divisioni politiche, erano presenti referenti e rappresentanti dei diversi schieramenti del XX Municipio, dove l’Auriga operava: la delegata all’Handicap Casasanta, il presidente della Commissione Politiche sociali Mori e consiglieri di maggioranza e opposizione. Con loro, il consigliere regionale Foschi, la rappresentante nazionale PD per l’Handicap, Argentin, il responsabile nazionale disabilità IdV, De Luca, con il segretario cittadino Soldà.
Vivace il confronto, che in alcuni passaggi ha superato l’emergenza L’Auriga. Si è parlato della crisi del sistema welfare e della necessità di cambiare i criteri di erogazione dei servizi, affidando la scelta dei servizi agli utenti, in base alla qualità riscontrata. I genitori hanno denunciato il contrasto fra la scarsità di fondi da distribuire equamente sul territorio e la necessità per tutti i disabili di avere un continuità nel loro contesto. La politica ha segnalato la difficoltà di garantire tutti e sottolineato l’irrinunciabile progettualità che anche il sociale deve sviluppare senza tradire la propria missione.
Tornando all’urgenza, l’assemblea ha ripercorso la storia dell’associazione L’Auriga, focalizzandone la vocazione “integrata” e a cavallo tra sport, sociale e salute. In mancanza di una legge che riconosca e regoli l’ippoterapia, però, la parte riabilitativa non è sostenibile dalle istituzioni: la strada è ancora lunga e ieri si sono cercati percorsi alternativi.
Il più rapido: un emendamento al bilancio regionale; tra le opzioni più a lungo termine, un progetto comunale di finanziamento alla continuità, come avvenuto per alcune realtà.
Il radicamento dell’associazione nel territorio è stato rivendicato e chiesto dai genitori, che hanno indicato la strada di una sorta di “adozione” da parte del Municipio, non necessariamente come finanziatore ma come partner istituzionale a fianco di scuole, associazioni locali in rete e, perché no, sponsor attenti all’etica sociale.
Il passo da fare nell’immediato: presentare un progetto di sviluppo sostenibile al Municipio, ente di rappresentanza territoriale primaria, perché questo lo trasmetta alle altre istituzioni e lo trasformi in sostegno fattivo.
Dopo avere più volte ribadito che L’Auriga non ha chiesto finanziamenti e che anche ora non sono solo i fondi a mancare, ma un riconoscimento del lavoro svolto fin qui, la presidente de L’Auriga, Nicoletta Angelini, ha lanciato l’allarme: in attesa di risposte necessariamente lente i cavalli e gli asini continuano a mangiare. L’assemblea si è sciolta sulle parole forse scontate ma illuminanti del portavoce del Comitato: “Disabilità e normalità non appartengono a nessuno e non hanno bandiera politica. Grazie a voi che siete qui e lo avete ricordato a noi tutti”.


























