I cavalli, le emozioni e l'intelligenza del cuore
“Ascolta il tuo cuore”, “Mettici il cuore”, “Butta il cuore oltre l’ostacolo” sono solo alcune delle espressioni che usiamo quando parliamo di qualcosa che ci coinvolge emotivamente in modo molto profondo. Nel corso dei millenni tutte le culture del pianeta, dalle più antiche a quelle dei nostri giorni, hanno intuitivamente considerato il cuore non solo un organo in grado di tenerci in vita, ma una fonte di intelligenza e guida interiore capace di influenzare emozioni, pensieri e azioni.
Oggi, la scienza moderna ci sta mostrando che ciò che è stato detto e condiviso tra i popoli per migliaia di anni, è vero. Infatti, in tempi recenti i neuro cardiologi hanno scoperto che il cuore è un organo elettrico con un suo sistema nervoso indipendente ed è in grado di percepire, ricordare, imparare.
Ma già alla fine del 1700, Luigi Galvani studiava e rivelava l'attività elettrica delle cellule animali, in particolare delle cellule nervose e ora sappiamo che il corpo di un essere vivente genera un'attività elettrica complessa in vari tipi di cellule, incluse le cellule del cuore. Questa attività elettrica crea, come ogni forma di elettricità, un campo magnetico. Pertanto, possiamo affermare di essere, come esseri viventi, corpi elettromagnetici in grado di interagire con i numerosi campi elettromagnetici presenti nell'ambiente, incluso il principale: il campo elettromagnetico terrestre.
In questa sede, tuttavia, esploreremo i benefici della relazione uomo-cavallo attraverso l'interazione dei campi elettromagnetici reciproci generati dal cuore.
Abbiamo detto che il cuore è dotato di una rete autonoma di neuroni i quali trasmettono al cervello segnali che regolano le emozioni. Nonostante le dimensioni apparentemente modeste del cuore umano, il sistema neurale cardiaco produce una quantità di energia tale da creare un campo elettromagnetico che circonda il corpo a 360° estendendosi nello spazio fino a 1-2 metri, in contrasto con il campo generato dal cervello che oscilla intorno ai 50 cm. Il sistema neurale del cuore del cavallo emana un campo elettromagnetico cinque volte più potente del nostro, estendendosi fino a nove metri.
Gli studi condotti nell'arco degli ultimi 30 anni dall'Istituto Heartmath (www.heartmath.org/) hanno rivelato che il cuore trasmette al cervello una quantità notevolmente maggiore di informazioni rispetto a quanto ne riceva. In effetti, l'80% della comunicazione viaggia dal cuore al cervello, mentre solo il 20% segue il percorso inverso.
Questa forma di comunicazione diretta bidirezionale è governata dal Sistema Nervoso Autonomo (SNA), il quale, tra le sue molteplici funzioni, sovrintende alla regolazione dei battiti cardiaci. Il battito cardiaco non è uniforme; il tempo (in millisecondi) che passa tra un battito e un altro è variabile e questo fenomeno è noto come Variabilità della Frequenza Cardiaca (VFC). La VFC è un indice della risposta adattativa del SNA agli stimoli esterni e costituisce il fondamento concettuale della coerenza cardiaca. La coerenza cardiaca rappresenta un modello di variabilità della frequenza cardiaca che è ritmico, armonioso e coordinato, ed è spesso associato a uno stato di benessere fisiologico ed emotivo.
Quando sperimentiamo emozioni positive come amore, gioia, gratitudine, compassione, la variabilità della frequenza cardiaca genera onde coerenti che riportano in equilibrio e armonia tutti i sistemi del corpo. In uno stato di coerenza cardiaca, aumentano la capacità di pensare chiaramente, di apprendere, ricordare, risolvere problemi e prendere decisioni giuste per noi.
Al contrario, sentire o ricordare emozioni negative provoca uno squilibrio nel Sistema Nervoso Autonomo con la secrezione nel sangue di ormoni dello stress come il cortisolo, generando una variabilità della frequenza cardiaca disordinata e incoerente. L'incoerenza cardiaca ostacola funzioni cognitive come l'attenzione, la memoria, la percezione e la capacità di risolvere dei problemi, aumentando notevolmente lo stato di stress, ansia, apatia e altro.
Ma perché quando stiamo insieme ai cavalli "ci sentiamo bene"?
I cavalli liberi di esprimersi manifestano, per loro natura, uno stato di coerenza cardiaca costante. Un branco di cavalli in uno stato di coerenza genera un campo elettromagnetico molto ampio ed estremamente potente. Quando ci troviamo in compagnia di cavalli in stato di coerenza cardiaca, l'influenza del loro campo elettromagnetico coerente su di noi è quasi istantanea e talvolta travolgente.
In accordo con le leggi della biofisica, due campi elettromagnetici vicini si influenzano a vicenda, sintonizzandosi l'uno sull'altro e riequilibrandosi reciprocamente. Di conseguenza, quando siamo vicini o entriamo nel campo elettromagnetico di un cavallo o di un branco di cavalli, il nostro campo elettromagnetico, essendo più piccolo e meno potente, ne subisce maggiormente l'influenza e si adatta. L’interazione favorisce la sincronia dei battiti, il rallentamento del respiro e induce la coerenza cardiaca, consentendoci di entrare in armonia con noi stessi e con il cavallo e di sperimentare uno stato di profondo benessere.



























