Grand Prix de Paris, un grande Christian Demuro
Una meraviglia ! Una emozione straordinaria ! Un cammeo di rara bellezza ! Ce lo ha regalato Christian Demuro domenica sera, alle 20,30 quando con una pennellata d’autore ha aggredito e travolto sul palo Ryan Moore, di questi tempi cosa non proprio facile.
Un baffo ma sufficiente per portare al trionfo nel Grand Prix de Paris il suo allievo Leffard, outsider al betting.
Che gioia vedere nuovamente attivo Jean Claude Rouget , un Maestro assoluto, che ha saputo credere in questo figlio di Le Havre con nonno materno Montjeu, ben più a suo agio sui 2400 rispetto ai 2100 della sua precedente sortita senza esito nel derby francese. Dal quale proveniva anche il secondo , corta testa , ovvero Trinity College , allievo di Aidan O’Brien che a Chantilly era stato buon quarto in ascesa ( vinse Camille Pizarro compagno di allenamento che poi nelle Eclipse nel momento topico ha perduto un ferro, occhio) tanto è vero che al figlio di Dubawi ( nonno Galileo) padre Aidan aveva fornito viatico vittorioso sui 2000 al Royal Ascot in gruppo tre.
A conferma della bontà di questa edizione del Paris ecco il terzo posto di New Ground che era stato quarto di Lambourn ad Epsom. Uther, piazzato di Greffhule completava il marcatore. Il Paris completa il fil rouge delle corse di selezione riservate ai soli tre anni oltre i 2000 .
Una serie di corse che parte dal Derby di Capannelle , con poi il parigino Jockey Club, il Derby per eccellenza quello di Epsom, poi quello del Curragh e quello tedesco con alla fine appunto il Paris. La bellezza della selezione . Come quella che abbiamo vissuto a Newmarket nel July Meeting sul July course che si alterna con il Rowley Mile ma entrambi dividono il primo chilometro di pista che poi si separa.
Scampoli da incorniciare : il due anni Saba Desert ( Dubawi e nonno Sea The Star) che per lo squadrone di Charlie Appleby, ovviamente Godolphin, ha fatto sue in maniera incoraggiante le Superlative sui 1400. La quattro anni No Half Measure ( Cable Bay e nonno Helmet) che si è messa in tasca il gruppo uno July Cup sui 1200, un titolo preclaro. Nel fillies day ecco Venetian Sun ( Starman e nonno Iffraji) che svetta nelle Dutchess of Cambridge sui 1200 e subito dopo nelle Falmouth fondamentale miglio di gruppo uno sempre rosa ( pendent del deauvilliano Rotschild) ecco al palo ancora Appeby con la sua Cinderella’s Dream ( Shamardal e nonno Dubawi) .
Nel giovedì che ha aperto le danze risalti pieni per Scandinavia ( Justify e nonno Galileo) in netta ascesa sui 2600 in gruppo tre in proiezione St Leger, squillo di Zavateri ( Whitout Parole e nonno Siyouni) sui 1200 tra i due anni nelle July stakes. Edizione modesta delle Princess of Wales, gruppo due, sui 2400 per anziani con risalto del buon handicapper El Cordobes e gran bella vittoria per il tandem Marco Botti e Marco Ghiani nel super handicap Bet 365 grazie a Prince of India.




























