Gestire un ippodromo: la parola a Mario Mattii
Intervista di Franco Alessandrini, responsabile marketing e comunicazione dell'ippodromo San Paolo, al prof. Mario Mattii, comproprietario del suddetto ippodromo a Montegiorgio.
D. In relazione alla prossima stagione autunno-inverno, che avrà inizio venerdì 11 ottobre per 21 convegni previsti nei giorni di venerdì e domenica, con dotazione a premi di terza fascia, e che vedrà l’effettuazione di una corsa di Gruppo I di risonanza internazionale consolidata come il “Palio dei Comuni”, quali previsioni e quali novità?
R. Consentimi, innanzitutto, di sfatare un paio di puerili “leggende metropolitane ippiche”. La prima riguarda l’ippodromo di Montegiorgio, di cui si parla sempre come ippodromo di “pista piccola”, dimenticando, o facendo finta di dimenticare, che da oltre tredici anni, con l’aggiunta dei
400 metri della racchetta, la maggior parte delle corse si effettua sulla pista da 1.200 metri. E’ una semplice constatazione di fatto. La seconda, più frivola, è relativa alla cosiddetta partenza con i nastri alla “tedesca” dall’interno della pista con giravolta a sinistra, attualmente diventata di uso corrente. Una partenza che di “tedesco” non ha niente, perché in Germania le giravolte si fanno a destra e nel bel mezzo della pista. La partenza con giravolta a sinistra è tipica delle corse francesi da qualche secolo ed è stata introdotta in Italia, per la prima volta a Montegiorgio, in occasione del Campionato Italiano Guidatori Trotto da più di tre lustri: non fa male saperlo.
Relativamente al calendario, dopo la razzia dei premi e delle giornate, operata in nome di un esilarante neologismo (la remunerabilità!) da incorniciare tra quelli della fantasia ippica, la pretesa equità, dopo l’altrettanto famoso rigore, è stata di fatto cancellata con tanti saluti alla presunta crescita.
Riguardo al Palio dei Comuni cercheremo di trovare una soluzione adeguata. Ma tant’è!
Quanto alla situazione attuale degli ippodromi, tutti sanno quale infinita serie di obblighi debbono sopportare (bilanci certificati, rigido controllo nell’eliminazione dei rifiuti liquidi e solidi, possesso di generatori elettrici supplementari, strutture d’isolamento per il doping e Dio sa a quale altre imposizioni da aggiungere) e con il particolare dei corrispettivi sospesi nella palude. L'avvenire non può essere facile per nessuno.
Per Montegiorgio il problema diventa ancora più pesante perché la struttura è articolata in un’area di circa 40 ettari in totale contiguità con piste d’allenamento, paddocks coperti e tutte le attrezzature accessorie relative allo stanzionamento persistente e controllato di oltre 400 cavalli sotto la rigida verifica sanitaria degli spostamenti e dei flussi e sotto la cappa di un decreto perentorio comunale che non ammette errori o distrazioni soprattutto in campo veterinario.
D. Parliamo di novità.
R. E' cognizione comune che la TV delle corse esiga cambiamenti sostanziali e strutturali, data l’enorme evoluzione del settore. Il problema si proporrà a breve distanza in tutti gli impianti ed in sede centrale, soprattutto in considerazione delle scommesse “on-line” e delle possibilità offerte dalla banda larga, ormai alla portata di tutti. Quello che più ci preoccupa, tuttavia, e che sta distruggendo la nostra passione, è la totale assenza di qualsiasi sussulto di ribellione di fronte alla progressiva mattanza di tutti i nostri cavalli che, proprio in questi ultimi anni, hanno raggiunto il “top” della qualità. Siamo arrivati al punto che la fuga all’estero dei nostri elevati prodotti nelle recenti aste venga salutata come un vanto e non come un collettivo richiamo a una responsabilità che dovrebbe scuotere tutte le coscienze, pubbliche e private. Soprattutto la pubblica amministrazione non può liquidare la sua responsabilità addossando tutte le colpe alla incapacità degli ippici di mettersi intorno ad un tavolo per trovare un impossibile accordo. Esiste pure l’istituto della mediazione obbligatoria nelle controversie civili perentoriamente riaffermata, pochi giorni fa, nel “decreto del fare” che impone, comunque, una soluzione condivisa, magari facendo comprendere a tutte le parti rumorose in causa che si può andare ben oltre i semplici provvedimenti amministrativi. Si è arrivati ormai al gioco delle tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano. Cara Nunzia De Girolamo, credo che sia proprio il momento delle donne; all’ex Assi c’era un robusto gineceo in funzione, si liberi dei soldatini di cioccolata e salvi il soldato Finizio.


























