Galoppo. Ferramosca, gentleman diciottenne, racconta il suo sogno a Windsor
Un amore indelebile e la passione spasmodica verso il mondo equino, una famiglia fortemente legata al settore ed una città quella di Livorno, la cui tradizione ippica coinvolge e folgora ogni suo singolo rappresentante. Condizioni che hanno creato i presupposti e gettato le basi per l’inizio di uno scintillante percorso, che il giovane cavaliere Antonio Ferramosca sta affrontando con grande successo. La sua semplicità, unita alla purezza spregiudicata di un diciottenne, il grande spirito di abnegazione del quale è in possesso il giovane gentlemen, sono la miscellanea per un vero e proprio talento naturale, che rimanendo ben saldo con i piedi a terra sta dimostrando tutto il suo notevole valore.
Dal suo esordio avvenuto nell’Aprile del 2012, Ferramosca ha vinto un totale di venticinque gare, diciotto nell’anno corrente, che gli valgono il secondo posto nella classifica generale a due lunghezze dal bravissimo e più esperto collega Samuel Luongo. Un’escalation meravigliosa che ha portato Antonio Ferramosca a vincere inaspettatamente nella trasferta inglese di Windsor, dove il cavaliere livornese ha portato alla vittoria dopo un arrivo a tre cavalli alquanto indecifrabile, l’outsider della gara a 50 contro 1, l’allievo di Christine Dunnet, Give Us A Belle, battendo il collega francese Yannick Mergirie e l’inglese Kevin Tobin.
Antonio Ferramosca racconta la sua prima esperienza fuori dall’Italia, ripercorrendo la sua breve e vincente carriera, senza tralasciare e ringraziare chi gli ha permesso di ottenere tutto ciò: “Sono davvero felice e quasi incredulo per quanto accaduto lunedì, la vittoria ottenuta a Windsor è stata qualcosa d’indescrivibile a livello emozionale. La felicità era talmente tanta che certi particolari quasi ti sfuggono. Dopo appena un anno e mezzo di attività, seppur con molte vittorie, arrivare a tale risultato era qualcosa di assolutamente impensabile. Quando sono partito per la gara Fegentri, sapevo di andare a fare un’esperienza diversa da tutte le altre e preso contatto con il nuovo ambiente, considerata la chance dei bookmaker sul mio cavallo, mi sono detto... ok farò la mia corsa inserendo nel bagaglio quello che di positivo riuscirò a prendere.
"L’allenatrice Christine Dunnet, che è anche l’allevatrice del cavallo, impartendomi gli ordini al tondino, mi aveva detto che il cavallo aveva lavorato benissimo, probabilmente il suo miglior galoppo fino ad oggi. Da qui ho incominciato a nutrire qualche flebile speranza, poi in gara mi sono reso conto che avrei potuto dire la mia per un piazzamento, e alla fine ne è venuto fuori un successo incredibile. Al ritorno al tondino sono stato accolto con molti applausi e complimenti, come nella migliore tradizione del popolo british, l’allenatrice era felicissima e l’organizzazione è stata eccezionale, dal mio arrivo alla mia prima intervista ad Attheraces, fino alla ripartenza verso l’Italia. Voglio ringraziare dinanzi tutto mio babbo, che mi ha sempre dato consigli utili, e poi chi come Eric Fumi nei miei primi galoppi mattutini mi ha aiutato in maniera determinante per carpire alcuni aspetti importanti della corsa.”
La visibilità, i tratti somatici e la faccia pulita del giovane livornese Antonio Ferramosca potrebbero essere lo spot della nostro turf, immagine che il prossimo anno sarà impegnata come rappresentante della Fegentri per l’Italia nel World Tour, dove attualmente è in azione l’amazzone Jessica Marcialis.



























