Follia: i cavalli sono più dannosi dell'Ecstasy!
L’ECSTASY, lo sanno, tutti, fa due cose: o ammazza o spappola il cervello. Che, poi, non è tutta questa gran differenza. Ma siccome a questo mondo niente sembra avere valore se non è misurabile, e niente è misurabile se non per confronto o comparazione, anche le devastazioni dell’Ecstasy sono, per dirla con una brutta parola, parametrabili. Il che significa che possono essere considerate peggio di qualcos’altro, ma anche meno peggio di qualcos’altro ancora. Indovinate di cosa sono meno peggio? Di quell’altro flagello dell’umanità che si chiama cavallo. Avete capito bene, proprio così: l’Ecstasy fa meno male che andare a cavallo. Ora, chiunque ritenesse di essere dotato del normale senso comune delle cose, non avrebbe dubbi sulla natura di una affermazione di questo genere: vaneggiare su una qualche possibilità di accostamento fra i viaggi con l’Ecstasy e le passeggiate a cavallo è già un conclamato effetto della suddetta pastiglia brucia neuroni. Ma se a sostenere questa tesi fosse nientemeno che l’integerrimo capo dell’Advisory Council on the Misure of Drugs (ACMD), che è l’organismo del ministero degli interni del Regno Unito preposto alla lotta alla droga, come ce la metteremmo?
Ebbene si! Il professor David Nutt, l’esimio in questione, sostiene, dati alla mano, che fa più danni andare a cavallo che impasticcarsi di Ecstasy. Le prove? Eccole: cavalcare provoca ogni anno dieci morti e più di cento vittime sulle strade. Mentre, nello stesso arco di tempo, all’Ecstasy sono imputabili ‘solo’ trenta morti. Dunque, messi a confronto i letali effetti dei due vizi, non c’è dubbio che cavalcare è di gran lunga più nefasto.
Una domanda: professor Nutt, in quale nirvana le si rivelato il prodigio delle scienze statistiche? Ci rendiamo conto che la domanda è poco riverente. Però, nella testa dei colleghi che con lui siedono nello stesso organismo, un interrogativo del genere si deve essere affacciato, visto che si sono dissociati da questa ‘stupefacente’ originalità. Si dice, ma sulla notizia è stato mantenuto il più stretto riserbo, che quando ‘Her Majestic’ l’ è venuto a sapere abbia nitrito di rabbia. Passato il momento d’ira, pare che abbia dato disposizioni per inviare il professor Nutt in soggiorno obbligato per sei mesi nelle sue scuderie.
Indiscrezioni dicono che la Regina confida molto nella capacità dei suoi cavalli di sussurrare all’orecchio del confuso professore come stanno davvero le cose. God save the Queen (end her horses).

























