FISE. Galeazzi si candida per la presidenza
Lettera aperta di Alessandro Galeazzi, ex campione italiano di salto ostacoli: "Carissimi, non avendo ancora suscitato l’interesse della stampa, mi autointervisto, in merito alla notizia trapelata da qualche giorno circa la mia candidatura come Presidente FISE,per i 15/18 mesi che anticiperanno le Olimpiadi di Rio 2016.
Perchè mi candido?
Faccio questa premessa. Un giorno, mio padre (che era un medico affermato e non vicino al mondo equestre), quando avevo 14 anni, mi disse “hai cominciato uno sport difficile e costoso”.
L’anno successivo iniziai la mia carriera da professionista trasferendomi da Asti a Milano per lavorare nella scuderia del dott. Arrigo Marchi (grande uomo di cavalli e grande educatore).
Dopo 30 anni di carriera agonistica in sella, quando interruppi la mia attività equestre, ho rivalutato le sue parole. E’ vero questo è uno sport sbagliato ma solo in questo Paese. Negli altri funziona. Mi sono accorto che la metamorfosi del nostro mondo sportivo è stata spietata e veloce. Tutto è cambiato in peggio, perchè questo ambiente, che era formato da grandi educatori, è stato gestito, nel corso degli anni e per troppo tempo, da grandi giocolieri.
Detto questo, dieci anni fa, in pieno preludio alla disfatta federale, ho provato anche a lottare per tutelare questo sistema, proponendo progetti innovativi e iniziative coraggiose che, però, non hanno trovato spazio dentro a un sistema profondamente sbagliato.
Tutti, allora, pensavano di essere in una nicchia dorata, nel luogo giusto in cui poter lenire le proprie frustrazioni, narcisisti e completamente miopi rispetto alla realtà generale, non solo equestre, che cominciava a prospettarsi e che oggi è evidente sotto gli occhi di tutti, sotto la parola “crisi”. Per questi motivi, e in totale disaccordo con le politiche federali dell’allora Presidente Cesare Croce, che a mio avviso, sono state la premessa dell’attuale situazione, mi sono dimesso dal Consiglio Federale, unitamente a altri sei consiglieri, convinti come me che la barca fosse alla deriva.
La FISE, in questi anni, non è stata in grado di tutelare il nostro mondo sportivo.
Alla generale fuga all’estero di cervelli, si è aggiunta la fuga di cavalli, di cavalieri, di proprietari, di sponsor. E ancora: la fuga dal nostro mondo di allevatori, di intere famiglie, di passione, di cultura; la fuga dell’Italia dalla Top League, la fuga dei soldi dal bilancio federale, al motto di “Adda passà 'a jurnata!”.


























