''Fieracavalli, avanti tutta verso il passato''
Gentile Direttore, sono un’amante degli animali e ovviamente totalmente rapita dal fascino dei cavalli.
Come ormai da tanti anni mi reco alla Fieracavalli di Verona e devo dire mai come quest’ anno il benessere degli animali presenti è stato trascurato.Aggirandomi per i vari padiglioni e nelle strade asfaltate che corrono tra un padiglione e l’altro, ho visto delle cose che mi hanno lasciato una profonda tristezza dentro, riportando i miei pensieri indietro di anni, quando il concetto di benessere animale era ancora una parola sconosciuta.
Questa manifestazione ormai è diventata un palco per chi utilizza il cavallo come mezzo di esibizionismo o nelle migliori delle ipotesi a puro scopo commerciale.
Al di là di quelle che sono le manifestazioni “tecniche “in cui comunque un minimo di salvaguardia nei confronti dell’animale viene applicato, tutto il resto è lasciato alla pura coscienza (sic) di chi vuole mettersi in evidenza a tutti i costi.
Tutti i viali erano pieni di cavalli impegnati per ore in passage e piaffè effettuati sull’asfalto bagnato. Ma gli ignari spettatori hanno idea di ciò a cui è stato sottoposto il cavallo per arrivare a fare quelle andature e soprattutto a mantenerle per così tanto tempo?
Probabilmente no.
PER STRADA il prezzo dei pony dichiarati Falabella, ma in realtà piccoli Shetland, veniva trattato come al mercato della frutta con la differenza che la frutta viene tenuta sui banchi e al riparo, i pony invece erano tenuti sotto la pioggia trascinati come cani al guinzaglio. Passavano in mezzo a tiri a sei i cui cavalli trottavano in mezzo tra la gente con quattro dita di sudore tra le cosce e delle imboccature da far inorridire.
Nella serata mi sono recata a vedere lo spettacolo. Era meglio andare a dormire.
Tranne alcune esibizioni, lo si poteva definire un vero “circo equestre” dove il clown però era il cavallo.
Addobbati di tutto punto, a questi poveri cavalli è stato fatto fare di tutto: inginocchiarsi,camminare sui posteriori, galoppare a pancia a terra per permettere ai cavalieri di effettuare le acrobazie .
L’unico numero meritevole dello spettacolo (oltre ovviamente al Carosello dei Carabinieri) è stato quello dei cavalli in libertà. Un momento in cui è stato possibile apprezzare l’intesa che c’era tra l’horseman e suoi cavalli, finalmente presentati liberi da costrizioni.
Da un punto di vista sanitario, sia nello spettacolo (e questo è gravissimo) che per le strade erano presenti cavalli visibilmente zoppi, affaticati e in alcuni casi addirittura mal nutriti, insomma uno sfacelo.
IL CAVALLO non merita tutto questo. Merita di essere presentato al pubblico come un compagno e come un amico dell’uomo dotato di propri diritti e di una propria dignità. Me lo si lasci dire forte e chiaro: chi apprezza il modo di presentare e gestire i cavalli nelle modalità che ho visto a Verona non è degno di appartenere a quello che io chiamo il “nostro mondo”. Un mondo dove il cavallo viene prima di tutto rispettato ,capito e, perché no, assecondato anche nelle sue stranezze che solo chi ama il cavallo sa riconoscere ed accettare.
Mi dispiace e mi fa anche rabbia sapere che tanta gente è interessata al cavallo e che grazie a queste manifestazioni viene educata nella maniera sbagliata (soprattutto i bambini) ed in questo modo viene privata di un occasione unica: poter sviluppare con il cavallo una relazione di amicizia invece di usarlo come mezzo della propria ostentazione.
La tragedia di Hickstead deve poi servire da lezione. I più grandi cavalieri del mondo hanno richiesto la sospensione della tappa della World Cup ed hanno omaggiato con un minuto di silenzio e con un grande applauso ad un cavallino dal cuore grande. Sarebbe auspicabile che anche il mondo dell’ippica avesse la stessa sensibilità invece di continuare a correre come se niente fosse, e come è purtroppo accaduto, con il cavallo incidentato a bordo pista.
LETTERA FIRMATA

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